La Fillea Cgil Umbria esprime forte preoccupazione per il futuro della Celi 1920 S.r.l. azienda ternana di eccellenza nella lavorazione del legno per la nautica di alta gamma, che occupa circa 90 lavoratrici e lavoratori e rappresenta una realtà produttiva di grande valore per il territorio.
La crisi che sta investendo The Italian Sea Group, proprietaria di Celi 1920 e unico committente dello stabilimento ternano, la procedura di composizione negoziata, il successivo accesso agli strumenti di tutela del patrimonio e lo scenario aperto attorno al cantiere di Marina di Carrara, incide infatti direttamente anche sul futuro dell’azienda umbra, delle sue maestranze e di un patrimonio professionale costruito negli anni attorno a lavorazioni altamente specializzate.
Negli ultimi mesi, anche a Celi 1920, si sono manifestati segnali che non possono essere ignorati come il rallentamento delle attività produttive, forniture sempre più discontinue, l’utilizzo forzato delle ferie, l’assenza di una programmazione condivisa con la RSU e, da ultimo, una fermata estiva estesa all’intero mese di agosto.
“Celi 1920 non è un soggetto esterno alla crisi del gruppo – sottolinea Cristiano Costanzi, segretario organizzativo della Fillea Cgil Umbria – ma è parte integrante della filiera produttiva di The Italian Sea Group. In questi anni lo stabilimento ternano ha contribuito con competenze, qualità artigianale e professionalità alla produzione nautica di altissimo livello. Per questo chiediamo che venga chiarito subito quale futuro si intende garantire all’azienda e ai suoi lavoratori”.
A rendere ancora più grave il quadro è l’assenza di un confronto reale con le rappresentanze sindacali. La Fillea Cgil Umbria ha già proclamato lo stato di agitazione e chiesto con urgenza un incontro alla direzione aziendale per avere chiarimenti sulle possibili ricadute della crisi TISG su Celi 1920. Ad oggi, però, quel confronto non si è ancora voluto aprire.
“In una fase così delicata il silenzio della proprietà è emblematico – prosegue Costanzi –. Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto alla massima chiarezza sulle prospettive esistenti per la ripresa produttiva e perché Celi 1920, pur rappresentando un tassello fondamentale, sia rimasta fuori dal perimetro delle procedure aperte per The Italian Sea Group.
Chiediamo quindi che lo stabilimento ternano venga pienamente incluso in ogni valutazione relativa alla continuità, al rilancio, a eventuali subentri o a ipotesi di riorganizzazione industriale, affinché si tenga conto del personale della filiera che quella produzione l’ha resa possibile. Questo vale per il cantiere di Marina di Carrara, per l’indotto e anche per lo stabilimento ternano”.
Per il territorio di Terni, già segnato da fragilità industriali e occupazionali, il blocco o il ridimensionamento di una realtà come Celi 1920 rappresenterebbe un’ulteriore ferita, una perdita di competenze e professionalità irragionevole e irrimediabile.
Ragioni queste, che ci inducono a chiedere l’attivazione e il coinvolgimento delle istituzioni attraverso un incontro con il Prefetto di Terni e a sollecitare l’interessamento della Regione Umbria, anche in raccordo con le istituzioni toscane, affinché venga aperto con urgenza un tavolo capace di fare chiarezza sulla situazione e di costruire una seria prospettiva industriale e occupazionale.
I lavoratori non possono essere lasciati nell’incertezza, serve trasparenza, serve confronto, serve una strategia condivisa che tenga insieme continuità produttiva, occupazione e dignità del lavoro.
Fillea Cgil Umbria