Proseguiranno anche domani i festeggiamenti a Montefalco in onore di San Fortunato, patrono della città insieme a Santa Chiara. Dopo la processione in programma questa sera che vede i fedeli compiere il tragitto che conduce fino alla Chiesa che porta il nome del patrono, domani mattina, alle ore 11, monsignor Alessandro Lucentini celebrerà la Santa Messa. Le celebrazioni in onore di uno dei Santi a cui più è legata Montefalco sono da sempre un momento molto atteso dalla comunità locale e possono portare anche alla scoperta di angoli nascosti del territorio, come i resti della basilica edificata proprio in onore di San Fortunato – sulla strada che va da Montefalco a Castello di Fabbri e Trevi – dal “magister militum” Severo che, a seguito di una grazia ricevuta. Consacrata attorno all'anno 402 dall'allora vescovo di Spoleto, Spes, in essa secondo la tradizione l'8 agosto del 422 fu deposto il corpo di San Fortunato. Di questa restano oggi quattro colonne antiche romane, riadoperate nel quadriportico antistante la chiesa e numerosi resti epigrafici e lapidei della stessa epoca. Accanto alla basilica sorgeva un castello, diventato poi tra il 1442 e il 1448 il convento dei frati Minori dell'Osservanza Francescana, che per primi chiamarono Benozzo Gozzoli a Montefalco per decorare la propria chiesa. Qui l'allievo dell'Angelico realizzò la lunetta del portale con “Madonna col Bambino tra San Francesco e San Bernardino da Siena e sette angeli”. All'interno della chiesa eseguì un affresco sulla parete destra rappresentante “Madonna con Bambino e un angelo” (datato 1450 e firmato), “San Fortunato in abiti presbiteriali” sull'altare a lui dedicato e la “Decorazione del sarcofago detto di San Severo”. Fuori dalla chiesa, sotto il porticato, si può ammirare invece la Cappella delle Rose, affrescata da Tiberio d'Assisi nel 1512 mentre nel chiostro quattrocentesco del convento si trovano lunette affrescate rappresentanti “Scene della Vita di san Francesco e di san Fortunato”, eseguite nel 1713, e una lapidaria di epoca romana. Nel bosco del convento sono conservate le “grotte di San Fortunato”, probabilmente in origine un mitreo poi adibito al culto del cristianesimo.
DOMANI LE CELEBRAZIONI DI SAN FORTUNATO A MONTEFALCO
Lun, 31/05/2010 - 17:49