TERREMOTO PRIMARIE PD: SEN. AGOSTINI SI RITIRA E ATTACCA SERENI E BOCCI. LA TRAPPOLA ERA DENTRO AREA DEMOCRATICA. “DA LORO COMPORTAMENTI DI DESTRA E POPULISTI” - Tuttoggi.info

TERREMOTO PRIMARIE PD: SEN. AGOSTINI SI RITIRA E ATTACCA SERENI E BOCCI. LA TRAPPOLA ERA DENTRO AREA DEMOCRATICA. “DA LORO COMPORTAMENTI DI DESTRA E POPULISTI”

Redazione

TERREMOTO PRIMARIE PD: SEN. AGOSTINI SI RITIRA E ATTACCA SERENI E BOCCI. LA TRAPPOLA ERA DENTRO AREA DEMOCRATICA. “DA LORO COMPORTAMENTI DI DESTRA E POPULISTI”

Lun, 01/02/2010 - 19:10

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Una ‘trappola’. Con tanto di esca e amo. Una sorta di congiura nella quale sarebbe caduto il senatore Mauro Agostini, fra i fondatori del Pd e tesoriere nazionale del Partito nell’era Veltroni. A tendergliela gli stessi amici di Partito, quelli con cui rappresentava il vertice di Area Democratica, ovvero della mozione Franceschini. Pochi minuti fa Mauro Agostini ha anunciato il suo ritiro dalle Primarie per l’Umbria (restano così Catiuscia Marini perla ‘Bersani’ e Giampiero Bocci per la ‘Franceschini’) denunciando il gioco che ssarebbe stato operato alle sue spalle. E che sta già dilaniando la segreteria nazionale. A fargli prendere l’amara decisione – senza la quale, nel rispetto dello Statuto, non si sarebbe neanche potuto togliere i pesanti sassolini che gli erano entrati nelle ultime ore nelle scarpe – è stata proprio la discesa in campo del parlamentare della Valnerina: 2 candidati della stessa mozione erano davvero troppo.

“Credo sia giunto il momento di trarre, con la relativa serenità che la situazione consente, le conseguenze dagli avvenimenti che hanno caratterizzato le ultime recenti ore” ha esordito Agostini leggendo una nota che già compare sul sito web.

“Tutta la mia iniziativa di questi mesi in Umbria è stata volta a determinare le condizioni di un percorso trasparente nelle forme e nei contenuti programmatici. Molte forze si sono trasversalmente mosse al fine di impedire la celebrazione delle primarie, impantanando il confronto intorno ad improbabili ipotesi di un candidato purchessia, indipendentemente da programmi e progetti per l’Umbria del futuro. L’obiettivo vero era semplicemente colpire la mia iniziativa”.

In realtà l’operazione condotta da Roma, avrebbe previsto la discesa in campo di Agostini, nome autorevole del panorama politico umbro, solo per sbarrare il passo alla temutissima Rita Lorenzetti (giunta alla fine del secondo mandato, non avrebbe dovuto avere avversari di sorta per navigare verso il terzo governatorato). Salvo poi abbandonare lo stesso Agostini, che c’aveva messo la faccia. Poi l’attacco ai più autorevoli di Area Democratica, gli onorevoli Bocci e Sereni: “Dal momento in cui è apparso inevitabile l’appuntamento delle Primarie, di cui se mi è consentito vorrei ascrivermi il merito completo, è venuta proprio da importanti settori di Area democratica, cioè da coloro con cui ho condiviso con lealtà il percorso congressuale, un’azione di destabilizzazione della mia candidatura per mano anche di chi aveva incoraggiato e sostenuto la candidatura stessa. Mi rendo conto solo ora, colpevolmente, che quel sostegno era ispirato a doppiezza e slealtà, nella convinzione che alle primarie non si sarebbe comunque arrivati”. Ma non è finita. L’attacco, alla Sereni, arriva poco dopo quando riporta una affermazione della Sereni che già ieri aveva fatto parlare dalle pagine de L’Unità. Una affermazione che la parlamentare di Foligno avrebbe inviato via sms al collega candidato: “Questo atteggiamento – scrive Agostini – si è ulteriormente espresso in un tripudio di trasformismo nella cruciale giornata di sabato nella quale abbiamo dovuto subire anche lo spettacolo di una dichiarazione di Marina Sereni che ha testualmente affermato: “… se dalla riunione dell’area Bersani in corso in questo momento uscisse non il nome della Marini ma quello di Bottini, Bocci si ritirerebbe e sosterremmo lui”. La manovra politica allo stato puro senza alcun riferimento non dico di carattere valoriale ma neanche programmatico. Ciò che più ferisce è questo cinismo d’accatto che fa tornare in mente l’antico aforisma di padre Balducci: quando i nani fanno le ombre lunghe è l’ora del tramonto! Tutto questo non mi appartiene né mi può vedere in alcun modo coinvolto. Questi comportamenti sono tipici della destra, populista e trasformista. Non possono appartenere in nessun modo al patrimonio genetico del PD tanto meno in una regione dove le tradizioni politiche e civili, della sinistra e del centrosinistra, sono state importanti punti di riferimento. Mi rendo conto di avere sopravvalutato la disponibilità al cambiamento e alla buona politica presenti dentro al PD e dentro Area democratica. Mi ero preparato ad un confronto sul futuro dell’Umbria e sulla coerenza tra il dire e il fare. Non certo ad un confuso ed opaco dispiegarsi di apparati e filiere che stanno infeudando il percorso delle primarie. Ho ricevuto in queste settimane un sostegno vasto e diffuso di cui mi piace ricordare quello “in rete” di centinaia e centinaia di ragazze e ragazzi”. Poi l’annuncio di una prossima associazione politica da cui ripartire. “A tutti coloro che mi hanno sostenuto con passione e disinteresse personale, a queste migliaia di cittadini e di giovani umbri dico che la battaglia non finisce ma inizia ora, all’interno del PD e nella società umbra,in relazione ai contenuti programmatici della prossima scadenza elettorale e in relazione alle prospettive del PD. Con loro l’appuntamento è per i prossimi giorni per la costituzione di una associazione che si rivolge a settori interni al PD e a quelle forze della società regionale che ritengono ormai improcrastinabile, per l’interesse dell’Umbria, un nuovo modo di fare politica. L’associazione si doterà anche di strumenti per far crescere il livello del dibattito politico nella nostra regione. Dobbiamo e possiamo riprendere il filo di quel percorso di speranza e cambiamento che le primarie del 2007 ci avevano consegnato. Io voglio combattere, ma lo voglio fare con le armi della lealtà, della correttezza, del confronto libero. Altri strumenti non mi appartengono”.

La bomba è innescata. Se ci sarà il botto lo si saprà fra pochi giorni, quando il popolo delle Primarie dovrà scegliere fra i due candidati rimasti in corsa.

(Ca. Cer.)

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