"Uno skatepark alla Cittadella sportiva Belvedere", la proposta di Massetti - Tuttoggi

“Uno skatepark alla Cittadella sportiva Belvedere”, la proposta di Massetti

Davide Baccarini

“Uno skatepark alla Cittadella sportiva Belvedere”, la proposta di Massetti

Mer, 21/10/2020 - 13:02

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“Uno skatepark alla Cittadella sportiva Belvedere”, la proposta di Massetti

Intervenire subito per sanare e rendere fruibile l’area skatepark del Centro Le Fonti di Città di Castello. Decine di ragazzi lo stanno chiedendo da mesi, incontrando solo promesse e il totale disinteresse da parte dell’Amministrazione comunale”.

È quanto ha chiesto la consigliera comunale di Castello Cambia Emanuela Arcaleni attraverso un’interrogazione nel question time di lunedì 19 ottobre 2020.

Questo spazio raccoglie quotidianamente decine di ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni, che cercano di praticare un’attività in voga tra i giovani. Ma spesso sono costretti a recarsi nei Comuni limitrofi dove ci sono impianti ludico-sportivi sicuri. Con poche centinaia di euro sarebbe possibile mettere in sicurezza l’area e dotarla di qualche accessorio. Occorrono politiche giovanili, che il nostro Comune ignora da tempo, capaci di coinvolgere ragazzi e ragazze anche attraverso la stipula di Patti sociali di corresponsabilità, verso aree, spazi e beni pubblici”.

Nella replica l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti ha detto “di aver avuto molti incontri con gli interlocutori dello Skatepark che di volta in volta sono cambiati. La gran parte di loro sono minorenni e per dare una gestione doveva esserci un’associazione, per potenziare il parco. L’area di cui parliamo è costata oltre 11 mila euro e spesso dobbiamo rimuovere alcuni materiali posizionati pericolosi. Arricchire il patrimonio giovanile nella cittadella sportiva “Belvedere” sarebbe molto importante ma c’è bisogno di chi si prende la responsabilità”.

Valorizziamo le loro attitudini perché è un elemento educativo. Ci sono ragazzi che stanno in una dimensione più ampia e con cui si può stringere un patto di corresponsabilità. Una cosa è avere strutture formali ed un altro è la cura e la custodia. Non irregimentiamo tutto: possono prendersene cura anziché gestire

Ho fatto 3-4 incontri – ha concluso Massetti – e ogni qualvolta ho proposto di avere interlocutori maggiorenni, i genitori dei ragazzi ad esempio. Ben venga un punto di incontro con un movimento spontaneo di giovani che si vogliono divertire ma un dialogo è necessario”.

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