Ultimatum Pd alla minoranza, Cdx verso convergenza, SP accelera ancora - Tuttoggi

Ultimatum Pd alla minoranza, Cdx verso convergenza, SP accelera ancora

Carlo Ceraso

Ultimatum Pd alla minoranza, Cdx verso convergenza, SP accelera ancora

Minoranza pd legge documento e abbandona la riunione che aveva richiesto | Cardini, ultimatum scade sabato alle 15,30 e pensa allo streaming | Rinnovamento, Castrovillari medita il sì
venerdì, 23/03/2018 - 18:29

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Ultimatum Pd alla minoranza, Cdx verso convergenza, SP accelera ancora

E’ ultimatum nel piddì di Spoleto: l’ennesimo strappo della minoranza dei dem, più una provocazione,  ha costretto il segretario Matteo Cardini a fissarlo per sabato alle 15,30 quando verrà fatto l’ultimo tentativo di un tavolo intorno al quale confrontarsi.

Quella di ieri sera sembrava l’occasione giusta per ricucire malumori e cominciare a confrontarsi su programmi, alleanze, profili di candidi. Le premesse c’erano tutte: quanto trapelato la sera prima, mercoledì, faceva pensare a un ritorno nei ranghi dei “ribelli” (tra cui Giancarlo Cintioli, Laura Zampa, Paolo Martellini, Sergio Grifoni, Roberto Loretoni, Francesco Passeri e Amedeo Marcelli). Invece è stato il flop, forse studiato a tavolino dagli stessi dissidenti. Tanto che alla fine lo stesso segretario Cardini, nell’intimare l’ultimatum ha svelato alcuni retroscena che non mettono in buona luce il gruppo minoritario.

Pd sull’orlo di una crisi di nervi

Insieme con ultimatum – la riunione era stata convocata per giovedì sera a seguito di una richiesta dei “ribelli”. Così in apertura il segretario legge una relazione dove espone i 4 principali punti scaturiti dagli incontri con le altre forze politiche e da inserire nelle liste programmatiche che 3 circoli stanno predisponendo (quello di San Giacomo di Marcelli-Passeri non pervenuto). “A Spoleto si giocherà una partita importante. La seconda città che va al voto per importanza a livello regionale dopo Terni, la prima per il livello provinciale – ha detto Cardini – Il risultato è che il primo partito a Spoleto sia il Movimento cinque stelle davanti al Pd, per il quale raccogliamo un 23,7% da cui dobbiamo partire per la prossima sfida elettorale. Visto che non ci è stato il modo prima di ora, fatemi ringraziare in questa sede Guido D’Angeli per il ruolo svolto durante il congresso”. Poi i 4 punti scaturiti dagli incontri: “lo sviluppo economico e le crisi aziendali, con il monito delle associazioni di categoria che ci denunciano la perdita di 2000 posti di lavoro; il tema delle infrastrutture materiali e immateriali; la sanità e i livelli minimi da ottenere per ospedale e strategie di sviluppo di quei servizi che reputiamo indispensabili, i servizi territoriali sanitari e socio sanitari; infine il Festival, per il quale la parte più sostanziosa dei contributi arriva dal Ministero e che siamo chiamati a difendere a tutti i costi e a rilanciare sulla città”. La vera sfida per Cardini sta nel “fare un bagno di umiltà serio come partito e dirci in faccia che l’elettorato che noi non riusciamo più ad intercettare e che 4 anni fa ci ha chiesto un cambiamento e che continua a chiederlo come alle politiche, riusciamo ad intercettarlo con una forte proposta civica, aperta, trasversale e la più larga possibile. Voglio essere molto chiaro su questo, nessuno di noi ha stretto accordi con nessuno, nessuno di noi ha fatto passi in avanti su qualsiasi cosa, la coerenza che come classe dirigente ci siamo imposti è quella di condividere con tutto il partito il percorso da mettere in campo.

Lo show –  Tutto sembrava quindi avviato per il meglio quando Zampa & Co. prendono la parola e leggono un documento scritto in fretta e furia a penna. La minoranza in pratica torna a rimettere in discussione l’esito del congresso di dicembre scorso, chiede un riequilibrio nella assemblea, l’indizione delle primarie e di discutere ogni tipo di alleanza. Insomma, si torna all’anno zero. Subito dopo la ventina dei delegati, tra gli occhi perplessi dei colleghi della maggioranza, hanno abbandonato la sede del partito. In sala resta il portavoce ed ex sfidante alla segreteria Guido D’Angeli, visibilmente impacciato. Prova a sentire l’intervento di Lisci, e lo ascolterà per un bel po’, ma alla fine, sollecitato da sms e squilli dei “ribelli” che sono sotto Foggy Bottom chiede scusa, si alza e se ne va. L’asilo mariuccia è servito. Sembra un po’ come nel film Caruso Pascosky quando Nuti, espulso per somma di falli, si porta via il pallone. Con l’unica differenza che qui nessuno è stato espulso, anzi, il pd da ormai 2 mesi attende un segnale dagli oppositori interni.

Giorgio Dionisi

Le reazioni – Durissimo l’intervento di Lisci che parla senza mezzi termini di un attacco alla stessa vita democratica del partito. “Hanno perso ma non vogliono ammetterlo, anzi vorrebbero governare tutto. Io sono imbarazzato da simili comportamenti”. Prima di lui era intervenuto l’ex sindaco Daniele Benedetti: “non sono innamorato delle primarie e oltretutto non ci sono i tempi; facciamo un passo indietro per il bene della città e cerchiamo una alleanza ampia, un candidato sindaco condiviso anche non del Pd. Sediamoci e non usciamo più finché non abbiamo trovato una proposta convincente da proporre all’esterno. Ma smettiamola di litigare”.

Nessuna minoranza si è mai comportata in questo modo – aggiunge Manuela Albertellafuggendo dalle proprie responsabilità. Dobbiamo fare di tutto per includere ma non possiamo consentire simili atteggiamenti”. “Sono deluso – commenta dal palco Massimiliano Capitaniva bene essere in disaccordo, ma si partecipa alla vita del partito. La democrazia è un valore aggiunto non un disvalore. Chi è uscito stasera non è animato da personalismi, no, ma dall’essere contro, a prescindere, anche contro se stessi. Proviamo quindi a riallacciare ma se qualcuno vuole andare a perdere, noi ci andremo a testa alta” conclude tra gli applausi dell’assemblea. “Due giorni al massimo – dice fermo Giorgio Dionisinon uno di più; o si mettono intorno al tavolo con proposte serie o la storia finisce qui. Non si può bloccare l’azione di un partito”. Anche Angelo Gelmetti non le manda a dire: “parlare di show imbarazzante è un eufemismo, io sarei più duro. I giochi delle tre carte non mi sono mai piaciuti e non mi pare che neanche gli riescano bene. Non ci si comporta così. Certo mi preoccupa la situazione ma non più di tanto. C’è stato un congresso, leale, aperto, regolare che ha dato i suoi esiti. Non dimentichiamoci poi che il risultato di Spoleto del 4marzo scorso è stato il migliore in Umbria, dopo solo il Lago Trasimeno; significa che qui c’è ancora chi sta cercando di fare politica seria, al servizio della gente”. A mantenere la calma, per quanto visibilmente contrariato, è Marco Trippetti che, condannato l’episodio e chiarito che né i rapporti in assemblea, né le primarie possono essere messi sul tavolo, invita a cercare una quadra intorno al tema delle alleanze.

Ultimatum a sabato – è passata la mezzanotte di venerdì e a Cardini il compito di chiudere i lavori. “Vi ringrazio per la serenità con cui avete affrontato questa brutta pagina – dice il segretario -, state tranquilli che non ci faremo mettere veti da nessuno. Se siamo qui dopo una roba del genere è perché siamo uniti per il bene della città. La ricreazione è finita, il tempo di giocare pure. Ci siamo comportati lealmente e in modo trasparente, abbiamo lasciato posti liberi in segreteria, all’ufficio di presidenza, la Commissione di garanzia. Abbiamo per di più atteso i loro tempi e sotterfugi, ora basta. Sappiate che da dieci giorni avevamo fissato un incontro preliminare a questa assemblea; nelle ultime 48 ore ho fatto 12 telefonate 12 – dice stizzito – per avere conferma; alle 18,30 però mi sono ritrovato da solo, liquidato con un messaggino”. Messaggino che è girato poi in assemblea e che Tuttoggi ha potuto leggere: “I miei co-mozione – avrebbe scritto D’Angeli a Cardini poco prima della riunione – hanno rifiutato l’incontro alle 18,30. Per quello che si è deciso non credo che (stasera, n.d.r.) devi temere scontri fisici, solo mantenere aperte le porte”. A dir poco inquietante. Cardini ha concluso invitando da una parte la presidente Palazzi a mantenere i lavori della segreteria aperti permanentemente; dall’altro tentando l’ultima carta diplomatica: “Raccolgo il tentativo, l’ennesimo, di un tavolo comune per parlare della nostra città. Inviterò la minoranza alle 15,30 di sabato 24 marzo, spiace dover dare un ultimatum ma così è”. La posta in gioco per il piddì è elevata, a cominciare dalla credibilità, senza trascurare che la tiritera avviata da Cintioli & Co. potrebbe nascondere un disegno diverso, magari anche la nascita di una lista civica. Per questo Cardini e i suoi stanno studiando la possibilità che l’incontro si tenga in diretta streaming, per partecipare alla città chi vuole veramente fare. “Ben venga se saremo tutti” chiude “comunque all’incontro chiedo la presenza anche dei consiglieri comunali Capitani, Lisci e Trippetti e dei segretari di circolo”.

Situazione tesa – la situazione resta quindi tesa in casa dem. Una riprova la si è avuta in queste ore. Il consigliere Paolo Martellini, non nuovo a infelici uscite, nel corso di una pausa del consiglio comunale chiamato ad approvare il Bilancio preventivo 2018, ha fatto un attacco alla collega giornalista Chiara Fabrizi definita “collusa“. Un episodio inqualificabile sul quale la base del piddì ha già allertato il segretario Cardini.

Centrodestra, c’è l’accordo

Intanto il centrodestra continua le consultazioni. A trainare, sull’onda del recente successo alle politiche, c’è Sandro Cretoni, responsabile della Lega. A lui si affianca Aldo Traccheggiani e Alessandro Cretoni di Forza Italia. I due partiti, insieme alla Lista Due Mondi di Emili e a Fratelli d’Italia di Murro hanno già raggiunto l’accordo di procedere uniti con un solo candidato a sindaco (FdI non ha fiora nascosto il problema di riuscire a formare una lista, ma su questo dovrebbe a breve intervenire il neosenatore Franco Zaffini). Per il momento si fa il nome dell’avvocato Domenico Benedetti Valentini, pluri parlamentare, che ad ogni elezioni amministrativa viene tirato per la giacchetta. Anche i forzisti di Trevi, guidati a Andreani, lo vorrebbero a guidare la cittadina. Lui però fino a questo momento non ha dato una risposta. “Sto valutando se impegnare questo ulteriore periodo della mia vita al servizio della comunità” dice al telefono con Tuttoggi “vedremo più avanti”. In realtà, a quanto trapela, l’avvocato avrebbe legato la propria disponibilità ad un intervento dei vertici dei partiti del centro destra. Non è dato sapere in quale direzione; richiesta però che sono in molti a dubitare potrà essere soddisfatta.

Nel comodino della coalizione ci sarebbero due, forse 3 altri nominativi, definiti però dagli stessi leader “poco spendibili”. Si punta a vincere, ci vuole un cavallo di razza.

M5S, Biondi al lavoro con la squadra

Come anticipato da Tuttoggi.info, i pentastellati convergeranno sulla candidatura di Tommaso Biondi. Alla direzione del M5S è già arrivata la lista con i documenti di Biondi e dei candidati al consiglio comunale. Elenco che resta ancora top-secret, come pure la lista degli assessori che i grillini intendono svelare prima del voto.

 Spoleto Popolare, nuovo passo avanti

Intanto non sembra ricomporsi lo strappo interno alla maggioranza. Spoleto Popolare domani pomeriggio, sabato, inaugurerà la sede in Via Marconi. Lo ha annunciato con una nota con cui rivendica di voler proseguire nel “progetto civico che ha portato l` attuale amministrazione al governo della città. Il progetto era ed é aperto a tutte le persone di buona volontà”. Nessuna mano tesa ai colleghi di Rinnovamento, la lista del compianto sindaco. Anzi amministratori e consiglieri hanno avviato una qualche pressione alla ricerca di transfughi verso SP.

Corrado Castrovillari

Gli alleati attendono invece un segnale dal loro capogruppo, Zefferino Monini, che si era preso il compito di ricucire lo strappo e analizzare il profilo di un candidato allo scranno più alto della città.

Tutti in questo momento pendono dalle labbra di Corrado Castrovillari, l’assessore che con Cardarelli ha avviato il risanamento del bilancio. Una riserva che potrebbe essere sciolte in questo week end. L’entourage dell’ex manager Nestlè fa trapelare che Castrovillari in questi giorni è “molto sereno e determinato”. Che sia un sì?

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(modificato alle ore 21.14)


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