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Truffa della terza età a Spoleto / A processo un uomo di 80 anni e una badante straniera

Redazione

Truffa della terza età a Spoleto / A processo un uomo di 80 anni e una badante straniera

Mer, 12/06/2013 - 23:21

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Truffa della terza età a Spoleto / A processo un uomo di 80 anni e una badante straniera

Jacopo Brugalossi

Un raggiro degno di truffatori professionisti quello che un uomo di 80 anni, residente nel comprensorio spoletino, e una donna ucraina di 55, che abita nella stessa frazione, avrebbero messo in piedi ai danni di un anziano signore, loro conoscente, nel frattempo deceduto. I due sono accusati di circonvenzione d’incapace. Stando a quanto si evince dal quadro accusatorio, avrebbero approfittato dello stato di “deficienza psichica” dell’uomo per convincerlo a prelevare a più riprese delle somme di denaro in banca e a consegnarle loro.

Prelievi alle poste – Sarebbe stata la donna in particolare, assunta come badante dall’anziano su proposta dell’”amico”, a fare pressioni affinché si recasse all’ufficio postale. Tra il febbraio e l’aprile 2006 vennero effettuati tre distinti prelievi, rispettivamente di 5.000, 5.500 e 1.500 euro (per un totale di 12mila euro). In tutte le occasioni, tra l’altro, l’uomo sarebbe stato accompagnato personalmente dai presunti truffatori, circostanza in parte confermata ieri in aula da una dipendente del suddetto ufficio che, durante l’escussione, ha detto di aver visto almeno una volta l’imputato insieme al titolare del conto.

Cambio di medico – Sul banco dei testimoni sono saliti anche i due medici di base che avevano in cura la presunta vittima del raggiro al tempo dei prelievi sospetti. Due poiché l’anziano, proprio in quel periodo, decise di interrompere il rapporto con il suo medico di fiducia per iscriversi con un altro. Circostanza questa confermata in aula da entrambi. Il primo ha raccontato essersi scambiato qualche confidenza con il paziente, che gli avrebbe raccontato di essere geloso del rapporto tra la badante e il suo amico e di aver confidato alla donna l’ubicazione di una consistente somma di denaro che teneva in casa. Ai consigli del medico di versare in banca tale somma invece di tenerla in casa, l’uomo in principio avrebbe risposto positivamente, ma poi, dopo qualche tempo, decise di cambiare medico curante. In aula è stato solo ipotizzato che alla base di tale scelta ci fossero le pressioni dei due imputati, anche se il secondo medico ha poi confermato che entrambi erano suoi pazienti.

Le condizioni della vittima – Intanto, si punta a capire se l’anziano, date le sue condizioni psichiche, fosse o meno in grado di effettuare prelievi in banca autonomamente e con piena coscienza. I medici all’epoca constatarono una ridotta capacità di concentrazione, ma non un decadimento cognitivo grave (queste le parole utilizzate in aula). Entrambi, comunque, hanno sostenuto che il loro paziente si sarebbe presumibilmente rivolto a persone vicine per sbrigare faccende come quella. Allo stesso tempo però, due commercianti della periferia di Spoleto di cui l’anziano era cliente abituale, chiamati ieri a testimoniare, hanno affermato di ricordare che, anche nella primavera del 2006, c’era sempre lui alla guida della macchina quando in compagnia della badante si recava presso di loro a fare spesa.

Prossima udienza – A denunciare i due presunti truffatori furono i familiari della vittima, costituitisi parte civile nel processo e difesi dall’avvocato Luca Conti del foro di Rieti. Gli imputati, invece, sono assistiti dall’avvocato Maurizio Salari del foro di Perugia. Il processo tornerà in aula per l’escussione di altri due testi il prossimo 10 settembre.

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