Si chiude con una vittoria totale per l’Albergo Umbria la lunga battaglia legale contro il Comune di Città di Castello e la società di riscossione Dogre S.r.l..
Il Tribunale di Perugia, con una sentenza depositata il 26 giugno 2026, ha infatti annullato tutti i 10 avvisi di accertamento emessi nei confronti della storica struttura ricettiva tifernate, cancellando un debito preteso di ben 39.000 euro. Non solo: Comune e Dogre sono stati condannati a pagare in solido 6.545 euro di spese legali.
La vicenda: le origini del caso
Tutto è iniziato quando Comune e Dogre hanno chiesto all’albergo il pagamento retroattivo della tassa per l’occupazione del suolo pubblico (il vecchio COSAP, oggi CUP) per gli anni dal 2012 al 2021.
L’accusa mossa all’hotel era quella di aver utilizzato in modo esclusivo e a fini di lucro un’area stradale pubblica di 99 metri quadrati in Via Piave – a pochi metri dall’ingresso della struttura – per far sostare le auto dei clienti. A questa somma era stata aggiunta anche una multa del 30% per omesso versamento.
Perché il Giudice ha annullato tutto
Il giudice Fulvio Dello Iacovo ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Mario Tanzi per diversi motivi fondamentali. In primo luogo, è emerso un vizio di procedura: non avendo mai inviato un verbale di contestazione nei tempi previsti dalla legge, il Comune ha saltato un passaggio obbligatorio che ha reso nulli tutti gli atti.
Inoltre, il Tribunale ha accertato che gli stalli in Via Piave erano regolati da vecchie ordinanze sindacali per flussi turistici e gestiti dai Vigili urbani; l’area è quindi sempre rimasta pubblica, senza alcun uso esclusivo da parte dell’hotel. Infine, oltre al fatto che per le annualità dal 2012 al 2016 il Comune si è mosso oltre il limite massimo dei 5 anni previsto dai propri regolamenti, la sentenza ha azzerato sanzioni e multe riconoscendo la totale buona fede dell’albergo, a fronte di una “prolungata dimenticanza” – come scritto nella sentenza – ammessa dagli stessi uffici comunali.