Tragedia Città della Pieve, 3 pazienti vivi con donazione organi di una delle vittime

Tragedia Città della Pieve, 3 pazienti vivi con donazione organi di una delle vittime

Riuscito il trapianto di organi su due donne ed un uomo, donati dalla seconda vittima 53enne del tragico scontro del 26 marzo scorso


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Dopo il consenso alla donazione degli organi da parte dei familiari dell’uomo di 53 anni deceduto durante la notte del 31 marzo a seguito delle gravi lesioni riportante ad inizio di settimana in un incidente stradale avvenuto nel comune di Città della Pieve (CLICCA QUI), sono state attivate dal Centro Regionale Trapianti diversi professionisti per procedere alle complesse attività di prelievo degli organi e relative operazioni di compatibilità con la consultazione del registro nazionale dei trapianti.

Alcuni operatori sanitari – come riferisce una nota dell’Azienda Ospedaliera di Perugia- sono stati richiamati in servizio nonostante usufruissero di un periodo di ferie, costituendo una equipe che si attiva in casi analoghi. La donazione ha riguardato fegato, reni e cornee.

Il fegato è stato destinato ad un paziente calabrese ricoverato presso l’ospedale di Catanzaro mentre i reni sono stati trapianti a due pazienti umbre, due donne di 65 e 39 anni ,da tempo costrette a sottoporsi a dialisi presso la struttura di Nefrologia del S.Maria della Misericordia. Convocata durante la notte, uno delle due riceventi faceva sapere di trovarsi In vacanza in Albania.

Dopo aver eseguito la dialisi presso il centro ospedaliero di Tirana, alla donna veniva organizzato il viaggio di rientro a Perugia. Al suo arrivo, dopo gli esami di routine veniva sottoposta ad intervento chirurgico.

Entrambe le pazienti sono stazionarie, ma i sanitari sono fiduciosi sul buon esito del trapianto. Come da prassi la equipe che ha contribuito alla riuscita della donazione di organi era composta da più di 50 operatori sanitari delle strutture di Rianimazione, Neurofisiopatologia, Chirurgia, Nefrologia, Anatomia Patologica, Microbiologia, Radiologia, con il coordinamento della Direzione Medica e del Centro Regionale Trapianti.

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