Terremoto, ancora scosse | Crolla campanile a San Pellegrino - Tuttoggi

Terremoto, ancora scosse | Crolla campanile a San Pellegrino

Alessia Chiriatti

Terremoto, ancora scosse | Crolla campanile a San Pellegrino

Più di 470 le scosse dalle 3:36 del 24 agosto | Danni a scuole, case, chiese e basiliche | La mappa della paura
Gio, 25/08/2016 - 14:21

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Terremoto, ancora scosse | Crolla campanile a San Pellegrino

Il campanile di San Pellegrino non ha retto ai colpi dell’ultima più forte scossa di terremoto, registrata alle 5.17 della notte del 25 agosto, di magnitudo 4.5. Il campanile era già stato fortemente danneggiato dopo la prima scossa delle 3:36 del 24 agosto. E’ così crollato: i cittadini raccontano di un grande boato, dopo la scossa.

470 scosse – La terra intanto continua a tremare: fino alle ore 8 del 25 agosto, in base a quanto segnalato dall’Ingv, sono state registrate più di 470 repliche, dopo la forte scossa di 6.0 di mercoledì notte. In particolare sono stati “85 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello avvenuto nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.4 alle 04:33” sempre mercoledì. terremoto faglie attive
I più forti terremoti della notte appena trascorsa sono quelli avvenuti alle ore 1.22 italiane di magnitudo 3.8, alle ore 5.17 italiane di magnitudo 4.5 (che ha appunto causato il crollo del campanile di San Pellegrino) e alle ore 6.51 italiane di magnitudo 3.9. (Nella foto qui a destra le faglie attive nella penisola e nel Mediterraneo).

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I crolli – Oltre al campanile di San Pellegrino, le scosse hanno causato altri crolli. Tanti gli edifici dichiarati inagibili: tra questi c’è il Castello della Rancia di Tolentino, edificio risalente al’XI secolo. Costruito come fattoria fortificata nella metà dell’XI secolo, poi adibito a centro culturale, famoso per la battaglia della Rancia del 1815 fra l’esercito di Murat, re di Napoli, e le truppe austriache. Dopo il sisma, le merlature del maniero infatti sono a rischio di crollo, e il Comune ne ha disposto la chiusura, così come per gli altri musei.
Il castello, ampliato e adattato nel XIV secolo per volontà di Rodolfo II da Varano, è uno dei numerosi simboli monumentali delle Marche danneggiati dal terremoto. Fra i beni ecclesiastici danneggiati la Basilica di San Nicola a Tolentino, la cattedrale di San Venanzio e il campanile dell’ex chiesa di San Carlo, a Camerino, e la biblioteca Valentiniana.

La mappa della paura – Dopo la prima, forte scossa di magnitudo 6.0, registrata alle 3.36 del 24 agosto, la paura è dilagata tra i tanti abitanti e turisti in quelle ore nel Lazio, nella Marche e nell’Umbria. Ma potremmo dire in tutto il Centro Italia, considerando che le scosse sono state distintamente sentite fino a Napoli e Bologna. Dopo la mappa dei tweet, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sulla base dei questionari online compilati sul sito www.haisentitoilterremoto.it ha elaborato le mappe della paura, che mostrano la percentuale di persone che hanno provato paura: una macchia rossa che diventa verde e che si estende su tutta l’area terremotata. terremoto-centro-italia-ingv4-516x420Per ogni unità di territorio con raggio di circa 10 chilometri, abbiamo calcolato la percentuale di persone che erano state spaventate dalla scossa rispetto a quelle non lo erano: abbiamo ottenuto così una mappa che è molto coerente con quelle che descrivono l’intensità del sisma. La paura raggiunge il 100% nelle zone più vicine all’epicentro, e poi va a degradare. A Roma, ad esempio, il sisma si e’ sentito bene, ma lo spavento e’ stato ben diverso rispetto alle zone dove si sono verificati crolli,” spiega il geologo Ingv Valerio De Rubeis, tra i responsabili del servizio ‘Hai sentito il terremoto?’.

©Riproduzione riservata

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