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Terni pre-dissesto, l’opposizione parla di una manovra contro i cittadini

Redazione

Terni pre-dissesto, l’opposizione parla di una manovra contro i cittadini

5 Stelle, Forza Italia e Sinistra Italiana descrivono il provvedimento come un atto miope e sconsiderato
Ven, 30/12/2016 - 10:12

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Finale con il botto per il Comune di Terni. L’approvazione del pre-dissesto finanziario, l’ultimo atto votato nel 2016 dal Consiglio Comunale, crea una spaccatura insanabile tra maggioranza e opposizione che parla di una manovra contro i cittadini e la città:

 “Abbiamo assistito – dice Thomas De Luca, 5 Stelle – a una scena grottesca quella di una giunta pseudosinistra che ormai da settimane parla soltanto ai poteri forti della città. Una sinistra senza popolo, completamente distante dai cittadini dai problemi del lavoro, del disagio sociale, delle imprese e dei servizi ormai da terzo mondo.

State ammazzando la città – attacca senza mezze misure De Luca -, lo state facendo per salvare voi stessi, Terni in cambio di un manipolo di uomini. Debiti che i cittadini non devono pagare perché irriconoscibili, una voragine che dovrebbero pagare di tasca propria soltanto i responsabili politici del disastro. E la monnezza che assedia ogni condominio è ormai diventata la metafora visibile della vostra irresponsabilità, della vostra incapacità di poter risolvere il problema di cui siete l’unica causa. Abbiamo bisogno tutti di voltare pagina. Ogni cittadino ternano a prescindere dalla propria appartenenza o credenza politica  non si merita questa amministrazione, compresi coloro che hanno dato fiducia al Partito Democratico“,

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Sinistra Italiana Terni che affida a un comunicato tutto il suo disappunto per la manovra di bilancio: “Si è detto che con questo atto è stata tolta la polvere da sotto il tappeto, battuta che forse conveniva evitare, visto che bisognerebbe allora dire chi aveva nascosto quella polvere e, politicamente, deve assumersene la responsabilità. Bisognerebbe infatti spiegare come mai il disavanzo del 2015 è esattamente la metà dei debiti fuori bilancio complessivamente accertati. Solo una questione di contabilità? È anche vero che, mentre si dice che è stata fatta un’operazione di pulizia e trasparenza, si mette a bilancio una posta di 4 miliardi per eventuali altri debiti fuori bilancio da certificare. Noi – proseguono –  riassumiamo le criticità di questa operazione essenzialmente in tre questioni:

1) Con il piano di alienazioni, di fatto si impoverisce la città, con la vendita di quel poco patrimonio rimasto, con operazioni come la vendita delle farmacie comunali che presenta una certa opacità.

2) Con il piano pluriennale di razionalizzazione della spesa effettuato su tutti i capitoli, nella sostanza si tagliano in qualità e quantità servizi importanti nella vita cittadina: scuola, cultura, sport, assistenza sociale domiciliare. Questo, in una città in cui da tempo sono inagibili gran parte delle sale pubbliche, il teatro Verdi, e sono chiusi o fortemente degradati molti parchi pubblici.

3) E’ stata fatta un’operazione con ottica ragionieristica, senza un progetto futuro di città discusso e condiviso con la città, con le forze economiche, sociali e culturali che possono e devono contribuire a costruire il rilancio. Un’operazione contabile, rispetto alla quale gran parte di responsabilità è stata attribuita alla inadeguatezza della macchina comunale, tacendo su chi quella macchina in questi anni la organizzata e riorganizzata. Al tempo stesso facendo sorgere il dubbio se quella stessa struttura sia in grado di gestire il complesso iter che si avvia.

In definitiva, piuttosto che un nuovo inizio, a noi sembra l’autocertificazione del proprio fallimento e del venir meno del rapporto di fiducia con quanti, forze politiche e cittadini, hanno sostenuto questa maggioranza nel 2014“.

Per Paolo Crescimbeni (Fi) l’approvazione del pre-dissesto è un atto surreale: “La discussione  in Consiglio ha assunto oggi toni surreali: un’Amministrazione che tramite l’Assessore al bilancio parla di stato di pre-dissesto e piano di riequilibrio come risultati positivi, obbiettivi raggiunti, ed una opposizione che pone domande pesanti anche senza avere risposte.

Ho chiesto il motivo dell’occultamento dei 15 milioni di debito, ho chiesto perché non si sia preferito tagliare le spese non obbligatorie e pagare così i debiti, perché comunque queste esposizioni non sono state dichiarate a suo tempo. La verità – afferma Crescimbeni – è che, appalesando quei debiti, i bilanci non sarebbero passati a questa Amministrazione sarebbe caduta da tempo. Sindaco, Assessori e Consiglieri attuali oggi non sarebbero tali; siamo tutti degli ologrammi!

E cosa fa questa Amministrazione? 

Paga i debiti nascosti, vecchi e nuovi, debiti che le hanno consentito di fare spese più politiche, ricorrendo alla vendita di beni comuni, farmacie, aziende, immobili di prestigio. Tutti noi Ternani paghiamo così debiti dovuti a scelte dissennate e non confessabili. La crisi di Terni, dell’imprese in fuga, dei negozi che chiudono, dei giovani che emigrano è colpa essenzialmente di questo modo di governare la Città e le pubbliche risorse. Abbiamo beni improduttivi? D’accordo, trasformiamoli in beni produttivi ma non utilizziamoli solo per tappare i buchi creati per favorire gli amici degli amici. La città è ferma, si svendono i beni pubblici solo per tappare i buchi, non le buche sia chiaro, e così sarà per i prossimi cinque anni“.

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