Tassa soggiorno, Cardarelli “Serve tesoretto” / 150mila a Don Matteo / Giro affari +20-30%

Tassa soggiorno, Cardarelli “Serve tesoretto” / 150mila a Don Matteo / Giro affari +20-30%

Cardarelli ribadisce l’intenzione di querelare Tattini / Barbanera "Ok se tassa regionale" / Balletto di cifre per Don Matteo

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Non si vede la fine della discussione per il momento. La tassa di soggiorno sembra sempre più vicina, mentre gli strepiti e gli anatemi degli albergatori cominciano a sentirsi anche oltre i confini comunali. Dopo il “cordiale” scambio di accuse tra il presidente di Confcommercio, Andrea Tattini, ed il sindaco Fabrizio Cardarelli, con preannuncio di querela di quest’ultimo, e con Tommaso Barbanera del ConSpoleto a fare da pompiere, è stata convocata ieri 23 dicembre una conferenza stampa per chiarire la posizione dell’amministrazione sulla faccenda.

Cardarelli è netto e senza fronzoli: “La tassa di soggiorno è tassa di scopo e non può essere usata per altri motivi che non siano il sostegno di eventi e promozione”. E giusto per chiarire meglio, “servono circa 200mila euro, un tesoretto che copra eventi e promozione  in arrivo nel 2015″. Cardarelli non lo dice, e somiglia a Veltroni quando in campagna elettorale non nominava l’avversario Berlusconi (il principale esponente dello schieramento a noi avverso, diceva), ma il convitato di pietra degli impegni 2015 è quel Don Matteo su cui nel corso della conferenza stampa ci sarà una girandole di cifre sul costo effettivo dell’ospitata. Il presidente del ConSpoleto presente all’incontro tra i giornalisti, giura siano 129mila e spicci tutti usati per camere e pasti alla troupe, salvo poi allungare il brodo e arrivare fino a 150mila a fine conferenza. Sicchè rimangono 50mila euro per tutto il resto. Questo è quanto e al sindaco Cardarelli, da bravo figlio di commercianti e professore di matematica e fisica, i conti o tornano, o tornano!

” Sono disponibile a tutte le opzioni, sediamoci ad un tavolo e discutiamo, ma se  non mi trovate 200mila euro, la tassa si mette”, dice rivolto ad un Barbanera che sta per trasformarsi in Barbablu. Del resto la cuccagna dei Puc e di altri artifici europei è bella che finita e non ci sono capitoli di spesa in cui iscrivere a bilancio costi aggiuntivi. Così pare poca cosa un euro o forse anche meno, di tassa di soggiorno per aiutare le categorie che poi usufruiscono del beneficio maggiore. Un beneficio di cui non è dato sapere però l’entità e che francamente induce in tentazione l’osservatore che non riesce a capacitarsi su flussi, partenze e arrivi, occupazione effettiva alberghiera e prenotazioni o coperti al ristorante e incremento di vendita. Ma a qualcuno in sala sfugge che un bell’incremento ci sarebbe davvero stato dopo la prima serie del prete detective, cifra che si aggira sul +20/30% di affari nel settore.

E mentre il sindaco predispone la querela al presidente di Confcommercio Tattini che gli avrebbe rivolto un “non c’è fine al peggio”, di cui il  primo cittadino si è offeso a morte, parte tutto un balletto di stampo politico su come la tassa non si possa applicare solo a Spoleto e Perugia (ad Assisi c’è in compenso quella per i bus, 90 € al giorno che basta e avanza), pena l’uscita dal mercato delle strutture alberghiere delle rispettive città. “Se la tassa sarà regionale allora possiamo parlarne”, offre come mediazione Barbanera che ormai si è impadronito della conferenza stampa, mentre il sindaco ribadisce invece di aver sentito formalmente e informalmente sull’argomento molti altri sindaci (Montefalco, Spello etc)  che sarebbero disponibili alla forma di finanziamento di scopo.

Sarà, ma le parti in causa non danno molto l’idea al momento di poter trovare una via di accordo, sopratutto quando parte il rinfaccio delle singole posizioni. “Attendo che Confcommercio mi faccia sapere se è daccordo con il suo presidente – spara Cardarelli – quando offende il sindaco. Mi aspetto le scuse. In caso contrario saprò che non posso contare su di loro”.

E Barbanera, emulo di Totò (ma se io le faccio il tocco, perchè lei  mi fa il ritocco?), precisa “Anche noi attendiamo le scuse dell’assessore Quaranta che ha offeso i commercianti spoletini che secondo lui non investono nelle loro attività”. E così via rinfacciando!

Ma una parola chiarificatrice su quelle cifre che dovrebbero giustificare un investimento in promozione per mezzo di fiction (Don Matteo) piuttosto elevato, chi lo paga effettivamente e come, e chi ha beneficiato del famoso incremento, non è arrivata.

Come diceva il compianto (a questo  punto ndr.) Andreotti “Ci vorrebbe una Messa bizantina” per intendere un lungo periodo di decantazione delle singole posizioni. Ma il sindaco ha urgenza e forse a dirla tutta non è molto convinto  nemmeno lui che il tesoretto si crei in altro modo. Nel frattempo ha già incontrato i rappresentanti di categoria ed ha convenuto con gli stessi un calendario di incontri per la bisogna.

E la vicenda non finisce certo qui. A meno che non arrivi sulla scena qualche outsider che ha tanto denaro per ospitare non una ma 10 fiction. In quel caso la palla passa per forza alla Regione che ne farà una questione d’onore, c’è da giurarlo.

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