Salta la commissione bilancio del Consiglio comunale, convocata stamani per esprimere il parere sulla Tari – la tariffa rivista in aumento dalla Giunta Sisti su cui si sono gli scagliate le associazioni di categoria (qui e qui) – su cui indubbiamente la maggioranza a trazione Pd-M5S non deve essere d’accordo, pur essendo stata approvata appena giovedì scorso dal board municipale anche se non è dato sapere se all’unanimità o a maggioranza.
All’appello di stamani, infatti, si sono presentati per la maggioranza la presidente Francesca Maso e Enzo Alleori (Civici umbri, come il primo cittadino, presente quale assessor al bilancio), registrando così l’assenza di Marco Trippetti, Arianna Panetti (in quota Pd) e Samuele Bonanni (M5S). Per la minoranza c’erano Giancarlo Cintioli (Insieme per Spoleto), Sergio Grifoni (Obiettivo comune) e Gianmarco Profili di Alleanza civica, accompagnato dalla collega Alessandra Dottarelli quale uditrice.
Un “2 contro 3” che segna l’ennesimo sgambetto dei maggiorenti del consiglio – ai colpi di scena la città si è ormai assuefatta – nei confronti di Andrea Sisti, sempre più solo, o quasi, a dover governare una barca politicamente alla deriva.
Tanto che si aspettava la fine del Festival dei 2 Mondi, immancabile per selfie, successi per meriti altrui, incontri patinati, cene e brindisi, per ritornare alla cruda realtà. Da far cambiare il detto “Passata la festa, gabbato lo santo” in “Passato il Festival, gabbato lo cittadino”. Realtà che è puntualmente riemersa già in settimana quando, martedì prima, giovedì poi, la Giunta ha mostrato tutte le proprie crepe. Anche se ieri, alla fine, su Tari e riequilibri di bilancio la quadra, o la s-quadra, si è trovata.
Tari, stakanovisti in comune
Aver mandato deserta la Commissione avrebbe potuto creare non pochi problemi alla presidente Maso atteso che i due argomenti sono stati messi all’ordine del giorno del Consiglio comunale di lunedì prossimo, 27 luglio. Il presidente Trippetti, da lungimirante qual è, forse lo aveva previsto, tanto da aver già fissato una seconda assise per il 30 luglio, sapendo bene che sul bilancio non si può superare l’asticella di fine mese. O non si potrebbe, visto che ormai anche la Prefettura sta facendo l’abitudine al mancato rispetto della Giunta spoletina delle scadenze fissate dalla legge.
La Maso però non si è scoraggiata e mostrando animo stakanovista ha riconvocato la propria commissione per le 7,30 di lunedì, ovvero per le 8,30 (seconda convocazione), giusto un’oretta prima del Consiglio comunale. Quando si dice lavorare pancia a terra e con celerità. Che poi, come si faccia a dibattere in 60’ di riequilibri di bilancio (con i documenti resi noti solo questo pomeriggio) e di Tari, solo Dio (e la Maso?) può saperlo.
Profili – Dottarelli: “una farsa”
Durissima la nota di Alleanza civica con i consiglieri Dottarelli e Profili: “Oggi PD e M5S hanno fatto mancare il numero legale per la discussione della TARI. L’ennesimo episodio che mette in luce le profonde divisioni nella maggioranza, confermando che questa Amministrazione continua a dimostrare improvvisazione e scarsa programmazione. La convocazione della Commissione per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, alla quale si è aggiunta anche la discussione delle tariffe TARI, fissata nella giornata di lunedì prossimo, 1 ora prima del Consiglio comunale, rappresenta l’ennesima forzatura di un’Amministrazione che pretende di approvare atti fondamentali per la città senza consentire un confronto serio, approfondito e rispettoso dei ruoli istituzionali. Un copione già visto lo scorso anno, non più quindi un episodio isolato, ma un metodo ormai consolidato. L’Amministrazione Sisti continua a trattare il bilancio e gli atti più importanti come semplici pratiche da ratificare in fretta, comprimendo i tempi del confronto e svuotando di fatto il ruolo delle Commissioni e del Consiglio comunale. Una gestione arrogante e miope, che considera il dibattito democratico un ostacolo anziché un valore. Cosa si vuole nascondere dietro questa continua corsa contro il tempo? Perché impedire un confronto adeguato su scelte che incidono direttamente sul futuro della città? Oppure siamo di fronte all’incapacità di programmare e a dover rincorrere le scadenze? Siamo di fronte a un’Amministrazione che, ancora una volta, dimostra di non essere all’altezza del ruolo che ricopre. Ancora più grave è che questo atteggiamento coinvolge anche il mondo economico e sociale della città. La netta presa di posizione delle associazioni di categoria conferma che le nostre denunce non sono affatto isolate.Le associazioni non possono essere convocate come semplici comparse. Il sindaco Sisti continua a governare con una logica da uomo solo al comando, mentre la maggioranza rinuncia al proprio ruolo di indirizzo e controllo, limitandosi ad approvare ogni decisione della Giunta.
Emblematico, in questo senso, il comportamento del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle: tante dichiarazioni di facciata, ma nei fatti nessuna reale presa di distanza, con un sostegno costante e compatto a tutte le scelte dell’Amministrazione. A meno che lunedì non decidano, seppur tardivamente, di prendere le distanze dal sindaco Sisti. In caso contrario, le prese di posizione di queste ore rischiano di apparire come semplice propaganda, nel tentativo di recuperare credibilità in vista della prossima tornata elettorale.
Spoleto merita molto di più; merita Istituzioni aperte, trasparenti e rispettose dei cittadini e dei loro rappresentanti, merita una Amministrazione capace di ascoltare, coinvolgere e costruire insieme alla città le scelte strategiche per il futuro” concludono i due consiglieri che oggi speravano di affrontare l’argomento Tari.
Insieme per Spoleto “crisi di leadership”
Sempre di queste ore la presa di posizione dei consiglieri Giancarlo Cintioli, Donatella Loretoni e Paolo Piccioni: “Oggi, Spoleto ha assistito a un episodio, l’ennesimo, tanto sconcertante quanto rivelatore, con la prima commissione comunale bloccata da una parte della maggioranza che ha scelto di far saltare il numero legale. Commissione rinviata a lunedì mattina, praticamente pochi minuti prima dell’inizio del consiglio comunale. Un gesto che fotografa in modo lampante la crisi di leadership e di responsabilità di chi occupa, speriamo per poco ormai, posti di potere in questa città. Non si tratta solo di un rinvio, ma di un chiaro segnale di crisi che si ripercuote verso un tema di vitale importanza per i cittadini. Il gioco politico prevale sull’interesse collettivo e la delicatezza di questioni come quella delle tariffe sui rifiuti diventa un mero strumento di lotta interna alla maggioranza, mentre i cittadini rimangono nel limbo dell’incertezza e dell’abbandono. Rinvio dopo rinvio, le istanze urgenti dei cittadini vengono rimandate come se si trattasse di questioni secondarie, mentre vengono sacrificati i diritti e le necessità di una comunità che merita ben altro. I cittadini non possono più essere ignari comparsisti in uno spettacolo che non li rappresenta. È il momento di dire basta a questo modo di gestire la cosa pubblica; i cittadini di Spoleto meritano una amministrazione comunale che non solo ascolti, ma che agisca con responsabilità e coerenza”.
Vice sindaco a rischio deleghe del Personale?
Ma on è tutto. In queste ore si va diffondendo, di stanza in stanza, dentro e fuori il Palazzo, una ulteriore presa di distanza tra sindaco e vice, Danilo Chiodetti (pd) con deleghe a Valorizzazione culture, qualità e bellezza del territorio, Agenda urbana e borghi rurali e, non da ultimo, Risorse umane. In pratica a capo della macchina amministrativa e operativa, di tutto il personale che compone il Municipio. Ufficialmente l’ulteriore strappo è nella “riorganizzazione della amministrazione, dei dipartimenti…” ci dice una fonte dei democratici che preferisce mantenere l’anonimato. Tanto che già ai primi di giugno, durante una assemblea del piddì cittadino, era emerso come Chiodetti stesse valutando di restituire addirittura le deleghe del personale. Ufficiosamente invece la situazione sarebbe ben altra e riguarderebbe la necessità di individuare due, se non tre figure dirigenziali per il pensionamento degli ormai ex direttori Sandro Frontalini (da fine maggio scorso, anche se sul sito istituzionale figura ancora in carica) e Stefania Nichinonni (da febbraio), e la prossima pensione di Dina Bugiantelli.
Una situazione che in Comune conoscono anche le pietre e già dal 2025 ma sulla quale non si è, senza prova di smentita, voluto pianificare l’avvio di uno o più concorsi.
Nella ricerca della soluzione, l’empasse. Con il sindaco Andrea Sisti che vorrebbe attingere da un concorso di altro ente (al momento non è dato sapere quale) due idonei così da colmare intanto l’organico e poi avviare uno concorso pubblico per il posto che si renderà vacante a fine anno con il pensionamento della Bugiantelli.
I dem invece, ed ecco entrare in gioco la caparbietà di Chiodetti, affatto disponibili a ricorrere ad altre graduatorie (anche se è stato fatto nel 2022 dalla graduatoria degli idonei di un bando del Comune di Foligno per il posto di dirigente alla cultura assegnato a Roberta Farinelli) e puntare invece a bandire dei concorsi, possibilmente anche per i due posti di dirigente tecnico temporaneamente assegnati a Monica Proietti (Opere pubbliche) e all’architetto Sara Spitella (Infrastrutture).
Tuttoggi ha provato a contattare il vice sindaco ma senza riscontro.
“Spendiamo molto in formazione, abbiamo validi funzionari; ci sembra giusto offrire anche al nostro personale la possibilità di partecipare a nuovi bandi di concorso che individuino i migliori, nel rispetto del dettato Costituzionale” commenta la nostra fonte piddina.
Fino ad oggi Chiodetti non ha riconsegnato la delega al personale, ma non è da escludersi che non sia il sindaco, magari dopo l’approvazione di bilancio e Tari, ad attuare un rimpasto di deleghe.
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