Tabacco, Jti temporeggia | Tti “Senza segnali positivi ci sarà nuova mobilitazione” - Tuttoggi

Tabacco, Jti temporeggia | Tti “Senza segnali positivi ci sarà nuova mobilitazione”

Davide Baccarini

Tabacco, Jti temporeggia | Tti “Senza segnali positivi ci sarà nuova mobilitazione”

Ven, 11/02/2022 - 09:07

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I vertici della multinazionale assenti in Seconda commissione per un confronto con i lavoratori, hanno chiesto qualche giorno di tempo per poter intervenire in attesa che sia definito il progetto industriale

Ha avuto luogo ieri (10 febbraio), con un illustre assente, l’attesa audizione della Seconda commissione regionale sull’attuale crisi del tabacco in Altotevere, alla luce dell’annuncio della multinazionale Jti di spostare la produzione del prodotto greggio dalla Trasformatori Tabacco Italia (Tti) di Cerbara alla Deltafina di Bastia Umbra.

Vertici Jti assenti in commissione

Durante la seduta, presieduta da Valerio Mancini, erano presenti i rappresentanti di Tti e di Opta (associazione di cooperative produttori di tabacco sempre dell’Altotevere), ma non i vertici della Japan Tobacco International (Jti), venendo a mancare il confronto con l’interlocutore privilegiato. La Japan ha infatti chiesto qualche giorno di tempo per poter intervenire, in un’altra seduta di commissione, in attesa che sia definito il progetto industriale.

I rischi dei lavoratori

Nella produzione del tabacco in Altotevere sono coinvolti oltre 2500 lavoratori. Il rischio più imminente è la perdita di almeno 300 posti di lavoro a luglio, oltre ai dubbi che suscita la mancanza, ad oggi, del piano industriale. Altre 1000 unità rischiano invece di andare a casa con la diminuzione di un terzo delle superfici. “La mancanza di lavoro nella fase invernale – hanno detto i dipendenti Tti – si ripercuoterà nella stagione estiva, quando quei lavoratori, se non ci saranno più, non daranno il loro contributo all’agricoltura nei lavori che solitamente svolgono dopo le prestazioni nei primi 6 mesi dell’anno. Il che vuol dire perdere personale formato e di alta professionalità”.

“Pronti a nuova mobilitazione”

Per i lavoratori del settore è quindi urgente chiudere la trattativa sul prezzo, visti gli esorbitanti aumenti dei costi di quest’anno, oltre che tutelare i posti di lavoro. “Se non dovessero arrivare segnali positivi – hanno sottolineato – riprenderemo la mobilitazione, unico strumento efficace per mantenere alta l’attenzione sul tema”. Altre considerazioni fatte dai rappresentanti del settore riguardano i risvolti sociali dell’occupazione in Altotevere, dove sono impiegate persone con disabilità e un 50% di donne. Difficile ipotizzare che i lavoratori altotiberini possano andare in treno a Bastia nella sede della Deltafina (azienda individuata per la produzione del prodotto), dove già ci sono 240 lavoratori a loro volta preoccupati da possibili esuberi.

Numeri impietosi

I numeri, su cui si è soffermato il presidente di Commissione Mancini, dicono che dagli oltre 250 milioni di chili di tabacco prodotti in tutta Italia, con il trend di decadenza in corso da anni si è scesi a 40 milioni. Viene consumato un 30% in meno di tabacco ma è rimasto invariato l’introito delle multinazionali di settore. E poi ci sono 14 miliardi di euro di accise, “una cifra – secondo Mancini – con cui si potrebbe garantire tutti. È necessario un intervento del governo a difesa di questo settore e anche noi faremo la nostra parte, rinnovando la richiesta di un incontro con l’azienda Jti e chiedendo un impegno serio ai nostri parlamentari”.

Diversificazione colture? “Sì ma…”

Di fronte alla possibilità che non ci sia la volontà politica di puntare ancora sul tabacco, i lavoratori prospettano anche la diversificazione delle colture, “purché sia adeguatamente sostenuta dalle istituzioni nella fase di passaggio“. E’ stato quindi chiesto anche un eventuale aiuto per la dismissione, che consenta di dedicarsi ad altro.

Regione “Stiamo monitorando la vicenda”

Per la Regione Luigi Rossetti (direttore Programmazione, innovazione e competitività dell’Umbria) ha confermato l’impegno sul tabacco “con un’azione finalizzata alla tenuta degli equilibri di produzione e posti di lavoro. La contrattualizzazione con Jti ci preoccupa, è necessario avere un orizzonte contrattuale. Stiamo monitorando la vicenda e siamo promotori di contatti con il Ministero per un tavolo nazionale, con la necessità di raggiungere equilibri sostenibili per una filiera di gran pregio. C’è massima attenzione al piano industriale, affinché l’impatto sul territorio dell’annunciata ricollocazione possa essere oggetto di negoziato”.

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