Giovani e donne. E in continuo aumento. Sono i dati principali del Dossier Statistico Immigrazione 2025.
I dati
Il bilancio provvisorio demografico 2024 indica che in Umbria i residenti stranieri sono 90.587, pari al 10,6% della popolazione, con un incremento del 2,3% nel 2024, in controtendenza rispetto al calo complessivo dei residenti (-1,3%). Nel corso dell’anno si registrano 694 nuovi nati stranieri e 3.884 acquisizioni di cittadinanza italiana, un percorso quest’ultimo impervio che necessita di 15 anni affinché possa essere ottenuto. Questi ultimi dati indicano un radicamento stabile.
La popolazione straniera è più giovane rispetto a quella italiana: i minori rappresentano il 17,5%, gli over 65 il 9%. La distribuzione provinciale mostra una maggiore concentrazione a Perugia (67.809 residenti, 74,9%) e una crescita più marcata a Terni (+4%). La popolazione straniera è prevalentemente femminile (53,4%) e partecipa al mercato del lavoro soprattutto nei settori più fragili: agricoltura 5,3%, industria 32,8% (di cui 14,7% costruzioni), servizi 61,9% con una quota rilevante nel lavoro domestico (20,8%). Gli stranieri occupati sono circa 44.000, pari all’11,8% del totale degli occupati, con un tasso di disoccupazione del 12,2%, nettamente superiore a quello degli italiani, mentre il tasso di occupazione è 62,2% e quello di attività 70,8%. Le imprese guidate da persone nate all’estero sono 9.837, pari al 10,8% del totale regionale, con una quota femminile del 27,3%.
Sul tema dell’accoglienza è intervenuta Eleonora Bigi, responsabile della Sezione immigrazione, protezione internazionale, promozione della cultura della pace e giovani della Regione Umbria che, oltre ad aver presentato i dati relativi alla Regione ha sottolineato: “Rafforzare accoglienza diffusa e integrazione, a partire dal momento dell’arrivo in un territorio, rende più sostenibile il sistema per tutti, favorisce la coesione sociale, evita che la precarietà diventi esclusione e devianza. Il sistema di accoglienza resta numericamente contenuto: 2.811 persone accolte a metà 2025, di cui 471 nei progetti SAI, in linea con il peso demografico regionale. Il nodo, pertanto, è l’attuale squilibrio tra accoglienza straordinaria e SAI che non favorisce percorsi d’integrazione efficaci: i predominanti CAS, oggi ridotti a “vitto e alloggio”, hanno perso la funzione di incubatori di autonomia, aumentato i costi ed il rischio di marginalizzazione sociale”.
Gli interventi
“In Umbria, inoltre, la presenza femminile tra i cittadini stranieri è la più alta d’Italia, con oltre il 53% di donne, spesso protagoniste nella vita delle comunità. Per questo sono particolarmente soddisfatto che a presentare il dossier siano soprattutto donne, ha detto l’assessore regionale Fabio Barcaioli. Che ha aggiunto: “Proprio per la centralità di questo fenomeno, invito tutte e tutti a partecipare alla nuova Consulta regionale dell’immigrazione, chiamata a contribuire alla riscrittura di una legge capace di leggere e accompagnare i cambiamenti della società umbra”.
“Vogliamo avviare collaborazioni affinché l’inclusione sia una pratica quotidiana. Anche la cooperazione internazionale, rimasta troppo a lungo in secondo piano, deve tornare a essere una leva attiva di sviluppo e di dialogo” ha detto la governatrice Stefania Proietti in videocollegamento.
“Conoscere i dati è il primo passo per superare stereotipi e costruire politiche pubbliche più efficaci e giuste” ha sottolineato l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Perugia Costanza Spera e coordinatrice della Consulta Welfare e Politiche Sociali di Anci Umbria.
“Il Dossier ha rappresentato un baluardo contro le mistificazioni, ridimensionando timori diffusi, smascherando narrazioni costruite ad arte, contrastando l’uso strumentale delle migrazioni da parte di forze xenofobe. Oggi questa funzione resta fondamentale di fronte a politiche e derive di odio sempre più radicali” ha evidenziato Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche sull’Immigrazione Idos, curatore del rapporto nazionale.
Safa Ghalib, studentessa e referente del Centro Islamico Culturale di Perugia ha detto: “A me, a noi, alle nuove generazioni auguro che un giorno finalmente potranno sentirsi meno responsabili dei sacrifici altrui e vivere un’Italia che non ha paura delle differenze”.
Ouns Mornagui, dottoranda in Diplomazia e Cooperazione Internazionale presso l’Università per Stranieri di Perugia, ha invece parlato di quella percentuale che in Umbria studia, ricordando che: “Parlare di accesso all’università per i giovani di origine straniera significa interrogarsi sulle barriere strutturali che continuano a condizionare i percorsi di integrazione, ben oltre le capacità e le aspirazioni individuali”.
Aminata Maéva Tsimba Poussogo, esperta in African studies e operatrice per l’inserimento sociale e lavorativo presso Cidis ETS ha aggiunto: “Oggi le identità italiane non sono un dato immobile, ma il risultato di un cambiamento culturale che attraversa la società e ne modifica percezioni, relazioni e forme di appartenenza”.
All’iniziativa, moderata dal giornalista Laurent De Bai, hanno partecipato anche gli enti sponsor del Rapporto nazionale quali Cgil Umbria con Andrea Corpetti, e Marco Casci della Chiesa Valdese.