Spoleto, da Giunta Sisti ok bilancio 2026 e Dup ma opposizione invoca le Procure | Frazioni, fantasia o realtà? Ecco chi vince - Tuttoggi.info

Spoleto, da Giunta Sisti ok bilancio 2026 e Dup ma opposizione invoca le Procure | Frazioni, fantasia o realtà? Ecco chi vince

Carlo Ceraso

Spoleto, da Giunta Sisti ok bilancio 2026 e Dup ma opposizione invoca le Procure | Frazioni, fantasia o realtà? Ecco chi vince

Gio, 09/04/2026 - 07:19

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Ci sono volute le festività pasquali per allentare la tensione intorno alla approvazione del Bilancio preventivo 2026 e del Documento unico di programmazione (2026-28) che le forze che sostengono la Giunta Sisti, con un ritardo record di tre mesi, con la Prefettura pronta al commissariamento in caso di una ulteriore ritardo, hanno approvato di gran fretta probabilmente senza neanche approfondire le centinaia di pagine e numeri che compongono i due atti. Strategici per il futuro della città, tanto che da una parte, quella governativa, si sbandiera una “svolta” per il rilancio della città; dall’altra si strilla al caos e si comincia a studiare un nuovo esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti dell’Umbria ma è probabile anche alla Procura della Repubblica di Spoleto.

Se è vero, come sostengono, tra gli altri, i consiglieri di Alleanza civica, che gli atti adottati dalla giunta e approvati dai 15 consiglieri di maggioranza (Pd-M5s-Civici umbri e Ora Spoleto) “non rispettano principi fondamentali quali quelli della contabilità armonizzata, a partire dalla corretta costituzione del fondo pluriennale vincolato, oggetto di rilievo anche da parte del collegio dei revisori. vengono meno inoltre i principi di attendibilità, veridicità e coerenza”. Critiche feroci sulla programmazione della riqualificazione delle frazioni, inserite in bilancio grazie a due bandi della regione, che però ne finanzierà solo le prime 4 e 3, con la città del festival giunta….26esima. O circa 20 milioni di euro di mutui anche per rifare le strade, da stipulare in due decenni, quando sarebbe un miracolo se solo dopo 7 o 8 anni non dovessero essere oggetto di rifacimento. Non è un caso che gli stessi maggiorenti del piddì, a microfoni chiusi, sussurrano che “non si poteva fare altrimenti per l’ultimatum del Prefetto”, che “questo bilancio metterà in seria crisi almeno le prossime due consigliature”.

Ma andiamo con ordine con i comunicati emessi, tra plausi e critiche.

Sisti “gestione responsabile, bilancio con avanzo di gestione”

Per quanto riguarda il DUP, approvato con 15 voti favorevoli e 8 contrari” si legge nella nota municipale ”il massimo consesso cittadino ha approvato l’emendamento presentato dal sindaco Andrea Sisti e relativo ad una modifica del Programma triennale degli acquisti di beni e servizi per riallinearlo alle risorse finanziarie stanziate nello schema di bilancio di previsione 2026/2028. Le principali linee strategiche del bilancio, che ha ottenuto 15 voti favorevoli, si concentrano sul mantenimento degli equilibri finanziari e sul contenimento della spesa corrente, sul potenziamento dei servizi alla persona – con particolare attenzione a welfare, istruzione e inclusione sociale – sulla valorizzazione del territorio e sullo sviluppo economico locale, oltre che sugli investimenti in opere pubbliche e sulla transizione ecologica e digitale. Sul fronte delle entrate, il bilancio prevede la conferma delle aliquote tributarie vigenti, trasferimenti da Stato e Regione, entrate extratributarie e risorse in conto capitale. Particolare attenzione è stata riservata al recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale, stimato in oltre 1,8 milioni di euro. Per quanto riguarda la spesa, la programmazione è stata improntata a criteri di efficienza ed efficacia. La spesa corrente ammonta complessivamente a oltre 58,5 milioni di euro, destinati principalmente al funzionamento dei servizi essenziali e al personale, nel rispetto dei limiti normativi. A questi si aggiungono oltre 54 milioni di euro per investimenti e più di 7,6 milioni di euro per accantonamenti obbligatori, tra cui il Fondo crediti di dubbia esigibilità, a garanzia della stabilità finanziaria dell’Ente. Particolarmente rilevante il piano degli investimenti per il triennio, pari a oltre 123 milioni di euro, che prevede interventi strategici in ambiti fondamentali come infrastrutture e viabilità, edilizia scolastica, riqualificazione urbana ed efficientamento energetico. Lo schema di bilancio ha ottenuto il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti, confermando la solidità e la coerenza dell’impianto finanziario complessivo”.

Quanti dei 123 milioni provengano da fondi terremoto, Pnrr, etc., ovvero quali progetti siano frutto della attuale amministrazione non è dato saperlo. Giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare. Entusiasta il sindaco Andrea Sisti, che in questi quattro anni ha tenuto per sé la delega al bilancio, ricordando continuamente i propri meriti, salvo impattare, proprio nell’ultimo anno di consigliatura, nell’abnorme ritardo per l’adozione di bilancio previsionale e Dup. Leggiamo: “ “Il bilancio garantisce il pieno rispetto degli equilibri finanziari, sia in termini di competenza che di cassa, e presenta un avanzo di amministrazione presunto positivo. Nonostante i vincoli imposti dagli equilibri di bilancio, dalle norme nazionali e dalla destinazione vincolata di alcune entrate, abbiamo costruito un bilancio equilibrato e prudente, capace di garantire la continuità dei servizi essenziali e il sostegno alle fasce più fragili della popolazione. Con l’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028, confermiamo il nostro impegno per una gestione responsabile delle risorse pubbliche, orientata allo sviluppo della città e alla tutela della coesione sociale”.

A dargli sponda, con un nota che sembra dissipare tutte le criticità manifestatesi negli ultimi mesi in maggioranza, è una nota della segreteria dem retta dal consigliere regionale Stefano Lisci che per ben tre volte in poche righe ha richiamato “al senso di responsabilità” con cui il parlamento cittadino ha approvato i documenti economico-finanziari: “La nostra scelta è stata una scelta di responsabilità, nell’interesse esclusivo di Spoleto e dei suoi cittadini. L’approvazione del bilancio è il risultato di un percorso che ha richiesto tempo e un confronto serio e responsabile, necessario per condividere priorità, tempi e scelte strategiche per la città. Il PD ha partecipato a questo percorso con senso delle istituzioni e spirito costruttivo, contribuendo in modo determinante a garantire l’approvazione di uno strumento fondamentale per dare concretezza agli interventi attesi dalla comunità. Andiamo avanti per sostenere progetti importanti per la città: dalla manutenzione del verde pubblico al miglioramento della viabilità e delle strade, dai tanti cantieri aperti alla riqualificazione degli impianti sportivi, dal rafforzamento della sicurezza urbana attraverso l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza alle attività culturali, fino al lavoro di rigenerazione dei borghi e delle comunità, elementi centrali per uno sviluppo equilibrato del territorio. Riteniamo inoltre fondamentale continuare a costruire un percorso amministrativo fondato sull’ascolto e sul confronto con la città e con le associazioni di categoria, a partire dal mondo del commercio, che rappresenta una risorsa essenziale per la vitalità economica e sociale di Spoleto. A chi sostiene che manchi una visione rispondiamo con chiarezza: la nostra visione è Spoleto. È la città reale, quella vissuta ogni giorno dai cittadini, dalle famiglie, dalle associazioni, dalle imprese e dalle attività commerciali. È da qui che continuiamo a partire per costruire scelte concrete e utili alla comunità” conclude il Pd.

Alleanza civica (Dottarelli e Profili) “gravi criticità in contabilità, Agenda urbana e frazioni sono libro dei sogni”   

Duro il comunicato dei consiglieri Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili che hanno messo in luce alcune presunte irregolarità che minerebbero la stessa bontà della programmazione. “A circa un mese dalla scadenza prevista dalla legge, il Comune di Spoleto – ultimo e unico in Umbria – ha approvato il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio di previsione 2026-2028. Un’approvazione avvenuta in ritardo che, solo grazie alla clemenza del Prefetto, non ha comportato il commissariamento dell’ente. Un ritardo grave, riconducibile alle continue divisioni interne alla maggioranza e all’evidente incapacità della Giunta di gestire correttamente l’attività amministrativa” esordiscono i due “ Lo dimostrano i ripetuti cambi di indirizzo: delibere prima approvate e poi modificate o addirittura annullate, fino all’annuncio dell’ennesima revisione sul tema dei parcheggi, che avverrà tramite mozione. Un quadro che evidenzia confusione e totale mancanza di coesione. Ancora più preoccupanti sono le criticità emerse nei documenti contabili, che non rispettano principi fondamentali quali quelli della contabilità armonizzata, a partire dalla corretta costituzione del Fondo Pluriennale Vincolato, oggetto di rilievo anche da parte del Collegio dei Revisori. Vengono meno inoltre i principi di attendibilità, veridicità e coerenza”.

Poi la stoccata sui progetti delle aree di comunità che ben difficilmente potranno essere finanziati atteso che Spoleto, nei due bandi regionali che sponsorizzeranno rispettivamente i primi 4 e 3 progetti, è arrivata sempre al 26mo posto. Una notizia peraltro non nuova, atteso che le graduatorie risalgono ai giorni 8 e 9 ottobre 2025 e pertanto non è proprio chiaro come possano essere finite negli atti adottati dalla Giunta e approvati dai singoli consiglieri. Una “denuncia” quella di Alleanza civica che sta facendo insorgere le varie Pro Loco, mentre resta ancora silente la Confcommercio che su tali progetti aveva denunciato di non essere stata interpellata. Nella photogallery le due Determine regionali e le relative Graduatorie:

“Emblematico è il caso delle risorse previste per il 2026: circa 2 milioni di euro destinati ai progetti sulle aree di comunità risultano inseriti nei documenti programmatori nonostante l’esito del bando regionale. Tali interventi, infatti, erano candidati a finanziamento regionale, ma il Comune di Spoleto si è classificato al 26° posto, a fronte del finanziamento di soli 4 progetti. Ne consegue che, allo stato attuale, queste risorse non risultano finanziate, rendendo tali previsioni prive dei requisiti di attendibilità e veridicità” scrivono da Alleanza civica. Non solo, gli stessi Decreti evidenzianoche “l’avvio alla fase istruttoria, non determina nei confronti dei beneficiari l’assunzione di impegni giuridicamente vincolanti da parte della Regione Umbria”. Per la cronaca la graduatoria del 8 ottobre vede vincitori i Comuni di Magione, Trevi, Montecchio e l’ASD Gaia; quella del 9 novembre l’ASD Gaia, il Comune di Magione e il Comune di Scheggia e Pacelupo.

Torniamo alla denuncia di A.C.: “Ulteriori criticità emergono sull’Agenda Urbana, dove si evidenzia una carenza di copertura finanziaria in contrasto con le norme sugli appalti pubblici. Analogamente, alcuni interventi annunciati – come la realizzazione della tribuna dello stadio – risultano inseriti nel piano triennale degli investimenti nell’anno 2026, ma non trovano riscontro nel piano annuale 2026, violando il principio di coerenza tra i documenti programmatori. Particolarmente allarmante è inoltre il ricorso massiccio all’indebitamento: oltre 19 milioni di euro di nuovi mutui che si aggiungono a quelli già contratti, inclusi finanziamenti per interventi di manutenzione come l’asfaltatura di pochi chilometri di strade. Scelte che rischiano di gravare sulle future generazioni senza garantire benefici duraturi. ​Gravissima, infine, l’incoerenza politica della maggioranza. Quando l’amministrazione Cardarelli lavorava per ottenere l’inserimento di Spoleto nel cratere del sisma – passaggio fondamentale che oggi consente l’arrivo di ingenti risorse per la ricostruzione di scuole, edifici pubblici e privati – gli stessi soggetti oggi al governo della città presentavano una mozione di sfiducia al Sindaco. Un comportamento allora come oggi inqualificabile, che dimostra una totale mancanza di visione e responsabilità istituzionale, salvo poi attribuirsi i meriti degli effetti di quella scelta! Alla luce di tutto ciò, abbiamo partecipato attivamente al dibattito in aula, sollevando puntuali osservazioni fino al termine della seduta. Abbiamo espresso voto contrario al DUP e, in considerazione delle rilevanti criticità, abbiamo scelto di non votare il bilancio, rifiutando di votare atti che riteniamo non conformi e non credibili” concludono Dottarelli e Profili.

Fd’I (Cretoni) “città isolata, perse 110 partite iva”

Non meno tenera la nota di Fd’I del capogruppo Alessandro Cretoni che denuncia come il ritardo nell’approvazione abia lasciato “la città per quasi un mese in gestione provvisoria, con attività dell’ente limitate ai soli atti urgenti. La causa principale del ritardo è stata il confronto interno richiesto dal Partito Democratico, che – come dichiarato nel proprio comunicato – dopo ripetute sollecitazioni rivolte al Sindaco per aprire un confronto sulle principali scelte strategiche della città, ha scelto di non partecipare all’ultimo Consiglio del mese di gennaio. Questa richiesta di chiarimento ha messo in luce l’assenza di una linea condivisa nella maggioranza, contribuendo a ritardare l’iter dei documenti contabili. A questo si sono aggiunte ulteriori divergenze sulla gratuità dei parcheggi nei giorni festivi e sul contestuale aumento delle tariffe nei parcheggi coperti della Posterna e dello Spoleto Sfera. Proprio queste divisioni hanno reso necessaria una variazione del Piano triennale degli acquisti, aggravando ulteriormente lo slittamento dei termini. Non si vede una strategia definita per superare l’isolamento infrastrutturale della città, né una visione capace di valorizzare davvero le opportunità della ZES, che altrove viene promossa con ben altro impegno istituzionale. Nel frattempo, Spoleto continua a perdere vitalità: centro storico sempre più vuoto, giovani senza prospettive certe ed oltre 110 partite IVA cancellate negli ultimi anni.
Il tutto in un contesto di degrado sociale sempre più evidente, addirittura segnalato dalla Procura generale di Perugia, tra fine 2025 e inizio 2026, come particolarmente preoccupante per omicidi volontari, femminicidi, criminalità predatoria, continue risse in Piazza Vittoria e furti in abitazioni, fino a giungere alla recente aggressione ai danni di un titolare di attività economica. Spoleto non può permettersi una maggioranza che litiga mentre la città arretra. Serve un’amministrazione con una visione capace di guidare il cambiamento, garantire sicurezza ed opportunità” conclude il rappresentate del partito della premier Meloni.

IpS (Cintioli, Loretoni, Piccioni) “irregolarità segnalate ma non ascoltate”

All’attacco della maggioranza anche la lista civica (di centrosinistra) Insieme per Spoleto dei consiglieri Giancarlo Cintoli, Donatella Loretoni e Paolo Piccioni che in segno di protesta non hanno partecipato alla discussione, abbandonando l’aula. Leggiamo: “Le affermazioni di qualche esponente della maggioranza che (mal)amministra la città sulla nostra non partecipazione alla discussione e alla votazione del bilancio di previsione sono strumentali e fuorvianti”. Riferimento con ogni probabilità alla foto pubblicata dai pentastellati in cui si vede l’emiciclo destinato all’opposizione vuoto: peccato che faccia bella figura di sé una 24ore, della consigliera Dottarelli, a dimostrazione che il resto dell’opposizione, dopo la discussione, ha lasciato l’aula restando comunque in sede a seguire i lavori. Ma torniamo a Cintioli & Co.: “È bene ricordare che alla discussione e all’approvazione del bilancio si è arrivati solo perché il Prefetto ha formalmente minacciato il commissariamento del Comune. Senza quell’intervento, oggi non saremmo nemmeno qui a parlare di bilancio. Un bilancio che, unico caso in Umbria, è stato portato in aula e votato con un mese di ritardo rispetto alla proroga della scadenza naturale prevista dalla legge, a conferma di una gestione tutt’altro che lineare. Il nostro non partecipare alla discussione, così come annunciato chiaramente in aula, è stato un atto politico e istituzionale preciso, motivato dal fatto che abbiamo riscontrato delle irregolarità, che potenzialmente possono anche essere gravi. Davanti a situazioni di questo tipo, riteniamo doveroso non prestarsi a una discussione fittizia che non consente ai consiglieri di avere tutti gli elementi necessari per una valutazione pienamente consapevole. Le criticità da noi evidenziate non sono state improvvisate né strumentali: le abbiamo sollevate in Commissione, le abbiamo ribadite durante la discussione del DUP e le abbiamo richiamate anche all’inizio del dibattito consiliare. Se qualcuno non se n’è accorto, il problema non è la nostra presenza, ma la mancanza di ascolto. Come abbiamo già detto più volte, riteniamo indispensabile che i dirigenti siano presenti in aula dall’inizio alla fine della discussione, e non soltanto al momento delle domande. Quando emergono problemi o incongruenze, devono poter fornire chiarimenti immediati, mettendo tutti i consiglieri nelle condizioni di votare con piena consapevolezza di ciò che stanno votando. Non abbiamo mai preteso di dare lezioni a nessuno, ma allo stesso tempo non accettiamo lezioni, soprattutto da chi dimentica come si sia arrivati, tardi e sotto la minaccia del commissariamento, all’approvazione di uno degli atti più importanti per la vita del Comune. La serietà istituzionale si misura nei comportamenti, non nelle ricostruzioni comode” concludono i tre consiglieri.

SF (Maria Elena Bececco) “Un brutto bilancio per un brutto quinquennio amministrativo”

A tutto tondo l’intervento della consigliera Maria Elena Bececco (Spoleto Futura): “L’’amministrazione Sisti che non ha mai brillato in visione e programmazione ma che aveva fatto del tempismo il suo cavallo di battaglia si ritrova a votare il bilancio un mese dopo i termini ultimi previsti dalla legge (rischiando il commissariamento) e con una serie di contraddizioni che hanno generato mal di pancia anche tra le fila della stessa maggioranza. Un bilancio a supporto di un Documento Unico di Programmazione 2021-2026 che tutto ha al suo interno tranne quello che il nome stesso vuole, ossia programmazione. E così un’amministrazione che si è trovata a gestire uno dei periodi più propizi grazie alla grande quantità di finanziamenti in essere è riuscita a fare poco e niente in un periodo in cui non si doveva e non si poteva fare male, anzi bisognava ridare slancio alla nostra Città che invece è sempre più isolata. Pochi o niente investimenti su quelli che sono tra gli argomenti più sensibili ed importanti per la Città e i cittadini. Imprese e lavoro nessun investimento importante, nessuna strategia o visione per arginare il trend negativo di posti di lavoro, la continua chiusura di attività e la fuga di giovani verso realtà più stimolanti, neanche troppo lontane da noi. Anche la Sicurezza non vede grossi investimenti, eppure è un argomento caldo e che i cittadini percepiscono come tale: non si leggono nel DUP neanche due parole su come cercare di arginare questo fenomeno. Sulla sanità stendiamo un velo pietoso, siamo d’accordo che investimenti il comune in questo ambito non ne può fare ma tanto può fare politicamente. Invece al nostro Ospedale di Spoleto, nel DUP, sono riservate la bellezza di due righette (forse meno) vaghe, senza riferimenti o impegni precisi. Un Ospedale che è stato il cavallo di battaglia della sinistra sia alle elezioni comunali che regionali e per il quale i cittadini si aspettavano di vedere da parte del sindaco e degli amministratori un lavoro continuo, costante e incisivo per far tornare i reparti chiusi. Per non parlare del centro storico; basta passeggiare per le vie della Città e ci si rende subito conto che l’obiettivo riportato nel DUP di incrementare la popolazione residente, di incrementare le attività commerciali e di migliorare la vivibilità non sia stato assolutamente raggiunto, e non si leggono idee e prospettive di rilancio. Scuole: è dal primo giorno di insediamento dell’amministrazione che viene sbandierato questo fatidico Piano Scuole di cui non se ne è mai vista traccia. Studenti, famiglie, personale scolastico sono allo scuro di ogni decisione e di ogni progettualità (se ce ne sono…) alla faccia della tanto proclamata partecipazione”.

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