Spoleto, 2^ edizione di Chapeau and Baculus | Omaggio a Silvio Silvi - Tuttoggi

Spoleto, 2^ edizione di Chapeau and Baculus | Omaggio a Silvio Silvi

Redazione

Spoleto, 2^ edizione di Chapeau and Baculus | Omaggio a Silvio Silvi

Silvi fu capostipite di una centenaria attività commerciale di abbigliamento | L'imprenditore mise il nome Borsalino all’ultimo dei suoi sette figli, per onorare la famosa marca dei cappelli
Mer, 03/01/2018 - 11:48

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Va in scena a Spoleto la 2^ edizione di Chapeau and Baculus con una curiosa quanto interessante iniziativa: Omaggio a Silvio Silvi (1867-1916), capostipite della centenaria attività commerciale di abbigliamento da cui F.lli Silvi in Corso Mazzini e Boutique Nerina in Corso Garibaldi a Spoleto. Silvio Silvi, mise il nome Borsalino all’ultimo dei suoi sette figli, per onorare la famosa marca dei cappelli Borsalino di Alessandria in vendita nel suo negozio.

Sono invitati a brindare per l’Anno 2018, vecchi e nuovi amici in arte, incoronati con copricapo o cappello, possibilmente Borsalino… serto di fiori o altro, ideati per questa occasione / e “armati” di bastone!

“Chapeau” nel rispetto reciproco tra artisti e operatori culturali dediti ai nobili valori della vita e della bellezza: poeti, scrittori e sognatori, viaggiatori di commercio e solitari, anarchici, predicatori, guaritori e ciarlatani.

*CHAPEAU and BACULUS – 2°ed. 2018

SPOLETO / Ex-Cantina degli Eremiti – sabato 6 gennaio (ore17:00 -19:00) Via degli Eremiti 1 (traversa di Via Brignone/chiesa di Sant’Ansano)

Borsalino / con uno sguardo al futuro Un invito ad uscire di casa con “cappello e bastone”

Progetto: Franco Troiani / Studio A’87 – Spoleto Patrocinio: Mahler & LeWitt Studios *

Disegni e fotografie.

Video “48 Reize or Curiosities”,  2017, 8’6” — Jeffrey Isaac e Nyla van Ingen Chapeau..! Umbria/chi d’amore / S. Carlo 18 dic 2016 (video: Viaindustriae) Drink: Rosso Kan/Merlino

Brevi note sul tema dell’uso del “cappello e del bastone” che fino agli anni ’50 erano di moda in tutto il mondo:

/ … invece di andarsene a letto, volle prendere “cappello e bastone” per uscire a fare una passeggiata… / … mi pare ancora di vederlo uscire di casa, in parrucca, “cappello a tesa larga e un bastone da passeggio”… / … dai qua Battista, “cappello e bastone! “… / … i ragazzi per divertirsi infilano il “cappotto su un bastone” e tutto il villaggio scende alla pretura con quella bandiera alzata… / … gettò bruscamente sul divano “il cappello ed il bastone” e …arrossì…/ …Ero già vestito di tutto punto, perciò afferrai “cappello e bastone” e mi precipitai giù per le scale… / … poi prese il “cappello e il bastone da passeggio”… / … lei stava parlando con un uomo, un signore distinto, “con cappello e bastone”… / … Oltre al telefonino, anche i guanti, il “cappello e il bastone” con cui Frigo era solito uscire di casa… / … un tatuaggio, un “cappello sbarazzino”, un qualsiasi accessorio folle come il “bastone estensibile per il selfie”… / … condivide con Mr. Magoo “cappotto, cappello e bastone” … / … La memoria li trattiene, con affetto e riconoscenza, aggrappandosi a un “cappello, un paltò un bastone”… / … e poi aveva un “cappello d’oro e un bastone da pastorella”… esclamò: devo uscire dal cassetto… /… Articolo composto da casacca, mantello con collare e maschera, ” cappello, bastoni e altri accessori”… / … un fantastico pupazzo di neve, con tanto di “cappello e bastone”… /

La sede di STUDIO A’87 presso la Ex-chiesa di San Carlo è inagibile, causa post-terremoto 30 ottobre 2016, ma continua la programmazione di r/esistenza (1986-2018) grazie ai locali della Ex- Cantina degli Eremiti, gentilmente messi a disposizione da “Mahler & LeWitt Studios”, per il periodo autunno-inverno 2017-18.

L’esposizione del 18° itnerario della X° ed. Viaggiatori sulla Flaminia dello scorso anno, resterà visibile fino a marzo nella Sala Sten-Lex di Palazzo Collicola Arti Visive, così come ancora visibile, fino al 31 gennaio, l’installazione di Naoya Takahara nella chiesetta della Madonna del Pozzo dei Miracoli a Porta Monterone.

“La popolazione umbra è ritenuta la più antica d’Italia, si crede infatti che gli Umbri fossero stati chiamati Ombrici dai greci perché sarebbero sopravvissuti alle piogge quando la terra fu inondata” (Plinio il Vecchio).


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