Sedicenne muore a Riccione | Parla il pusher | Il padre: "voglio la verità" - Tuttoggi

Sedicenne muore a Riccione | Parla il pusher | Il padre: “voglio la verità”

Alessia Chiriatti

Sedicenne muore a Riccione | Parla il pusher | Il padre: “voglio la verità”

Il malore al Cocoricó | Carabinieri interrogano il 19enne che ha venduto la droga ai tre
Lun, 20/07/2015 - 12:47

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È stato identificato dai carabinieri il pusher che avrebbe venduto la droga a Lamberto Lucaccioni, il 16enne di Città di Castello morto a Riccione nella notte tra sabato e domenica, dopo aver accusato un malore nella discoteca Cocoricó. La pista della droga è infatti quella che i carabinieri di Riccione hanno seguito fin dall’inizio dell triste vicenda. Decisiva per l’identificazione sarebbe stata la testimonianza degli amici che erano con Lamberto durante la serata e al momento del malore nel giardino del Cocoricò. I carabinieri sono risaliti al pusher anche a seguito delle all’analisi dei tabulati telefonici del minorenne. Del fermato i carabinieri alla stampa hanno fornito solo le iniziali. Si tratta di T.C, 19 anni, di Città di Castello, appena diplomato al liceo scientifico, di buona famiglia e bravo studente.

Ecstasy dall’Umbria – I militari sono andati ieri sera verso le 20 direttamente a casa sua, nella cittadina umbra, e gli hanno contestato la testimonianza: in lacrime dopo l’interrogatorio, davanti ai genitori attoniti e agli avvocati Raffaella Fiorucci e Luciana Pauselli, ha ammesso di avere ceduto a Lamberto e ai due amici con cui era in vacanza a Pinarella di Cervia (Ravenna) la dose fatale (3 grammi) di ecstasy liquida. “La droga a Lamberto e ai suoi amici l’ho venduta io a Città di Castello tra giovedì e venerdì. Il resto dei soldi me li hanno dati a Riccione“. Per il 19enne non è stato necessario il fermo. Ora resta denunciato in stato di libertà per spaccio e morte conseguente ad altro reato. “E’ prematuro rilasciare qualsiasi dichiarazione – ha detto l’avvocato Pauselli – è una tragedia per tutti. Si conoscevano e andavano nella stessa scuola. Ora bisogna capire bene come sono andate le cose”.

La droga pagata con la paghetta – E’ stato dunque l’interrogatorio con gli amici di Lamberto il momento di svolta per le indagini dei Carabinieri di Riccione. Si è così scoperto che i tre avevano preso l’mdma tra giovedì e venerdì, acquistandone 3 grammi per 250 euro dal 19enne a Città di Castello. L’avrebbero poi pagata una volta arrivati a Riccione, intorno alle 23.30, nei pressi della stazione, poco prima di salire verso il Cocoricò. T. C. era in Romagna con loro: gli aveva fatto credito perchè li conosceva, non voleva tenere con sè la droga e sapeva che avrebbero pagato con la “paghetta” dei genitori. Il 19enne ha ballato nella stessa discoteca, recandosi in spiaggia poi al mattino seguente con altri amici. Ha dormito in giro, all’aperto in qualche giardino, è andato al mare e alla sera è tornato a casa. “Nessun collegamento tra il 19enne e il locale“, fa sapere il Cocoricò che in una nota dice di volersi costituire parte civile nel processo a carico del pusher. Il ragazzo aveva infatti dichiarato in un primo momento di collaborare con il locale per far mettere gente in lista e magari entrare gratis. Circostanza appunto smentita con decisione dalla discoteca romagnola. Una volta a casa, domenica sera, T. C. si è visto costretto a confessare tutto, dimostrandosi collaborativo. I carabinieri hanno perquisito casa sua, senza trovare altra droga.

La notte della tragedia – Lamberto avrebbe assunto l’ecstasy liquida sciogliendola in una bottiglietta d’acqua, consumandola insieme agli altri due amici. Per loro, avrebbero dichiarato, era la prima volta. Al mattino seguente la tragedia, i due diciassettenni che erano con Lucaccioni hanno provato a raccontare tutti i fatti ai militari, nonostante i loro ricordi fossero ancora piuttosto confusi. Prima avevano infatti descritto il pusher come un marocchino, poi come un uomo biondo. Solo nella tarda mattina di ieri, dopo aver atteso i familiari, e il dissolversi degli effetti della droga, i due hanno fatto nome e cognome dello spacciatore raccontando tutto nei minimi dettagli. Una volta ripresisi, sono stati in grado di fornire maggiori informazioni e identificare lo spacciatore. L’autopsia sul corpo di Lamberto verrà effettuata domani (martedì 21 luglio, ndr). Le indagini dunque continuano, per comprendere se il giovane abbia assunto anche dell’alcol insieme alla droga, e per accertare anche eventuali responsabilità amministrative. Sono ancora al vaglio degli inquirenti i filmati delle telecamere di videosorveglianza della discoteca. Durante la stessa notte, i carabinieri avevano arrestato al Cocoricò uno spacciatore italo-belga con 10 grammi di mdma. Ma non era il pusher di Lamberto.

La decisione degli inquirenti – Sul locale faremo le opportune valutazioni nei prossimi giorni – ha spiega il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Mario Conio durante una conferenza stampa–, perché il ragazzo si è sentito male in discoteca. Non ci saranno sconti per nessuno. Purtroppo non è un locale nuovo a determinate cose”. Intanto i frequentatori del Cocco, come viene chiamata la famosi discoteca della riviera, difendono il locale sulla sua pagina Facebook, che da ieri ha sostituito la sua immagine di copertina con uno schermo nero. “Non si ha più la cultura del divertimento..il locale non ha colpe..”, a sottolineare che la discoteca non si tocca.

I genitori di Lamberto intanto sono stretti nel loro dolore per aver perso così prematuramente il proprio figlio. Una volta appresa la notizia, entrambi si erano precipitati a Riccione. Sono poi tornati a Città di Castello, dove risiedono. Il padre, Livio, stimato farmacista, non si è sentito bene dopo la scoperta: “voglio sapere tutto, voglio la verità…”: riesce solo a pronunciare il padre, ancora, sotto choc. Parole che ha ripetuto oggi all’avvocato Roberto Bianchi, che rappresenta la famiglia. E sul giovane denunciato dai carabinieri per avere fornito la droga, l’uomo ha detto al legale: “pensaci tu“. “Una tragedia capitata ad una famiglia bravissima“, continua invece a ripetere il sindaco tifernate, Luciano Bacchetta.

Lamberto si trovava in vacanza in un appartamento sulla riviera romagnola, a Pinarella di Cervia, in provincia di Ravenna, insieme a due amici 17enni e ai genitori di uno di questi ultimi. Sabato sera, i tre giovani, amanti e appassionati di musica techno, avevano deciso di andare a ballare in discoteca. Proprio lì, intorno alle 4 di notte, dove Lamberto ha accusato un malore mentre era in pista, forse per una pasticca di ecstasy. Gli amici lo avrebbero aiutato ad uscire fuori dal locale, per raggiungere l’ambulanza di presidio. Le condizioni di salute del 16enne tifernate erano però già gravi: poi la corsa in ospedale e i tentativi di rianimarlo. Ma per Lamberto non c’era più nulla da fare: il suo cuore ha smesso di battere al Ceccarini, l’ospedale di Riccione.

Una città sconvolta – Il ragazzo andava a scuola al Liceo Classico Plinio il Giovane di Città di Castello. Un bravo allievo e studente, che nel tempo libero coltivava la sua passione per il calcio: giocava infatti negli allievi della società sportiva Madonna del Latte. Tifosissimo della Juventus, prometteva bene sul campo. Tutta la città è stretta nel dolore e nella rabbia: non riesce a capacitarsi di come sia potuta accadere una tragedia simile. Sulla pagina Facebook della Junior Tiferno è comparso un messaggio di cordoglio, che così recita: “nello stringerci attorno alla famiglia che sta vivendo una tragedia senza eguali, lanciamo un monito a tutti i nostri ragazzi, alcuni coetanei del povero Lamberto, affinché stiano lontani da questo male oscuro che in pochi istanti è in grado di spegnere un sorriso contagioso ed una vita piena di sogni e di speranze“.

©Riproduzione riservata

Ultimo aggiornamento ore 19.57

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