Scipione Lapi rivive nella giornata dedicata a lui e alle dinamiche dell'industria tipografica

Scipione Lapi rivive nella giornata dedicata a lui e alle dinamiche dell'industria tipografica

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Nella prima mattinata di sabato 12 ottobre ha avuto luogo la giornata dedicata a Scipione Lapi, cominciata subito con la cerimonia di scoprimento della nuova intitolazione al suddetto protagonista, sulla facciata dell’officina che questi fondò e che porta il suo nome.  
Il sindaco tifernate, Luciano Bacchetta, si è espresso così: “Scipione Lapi è il passato e il futuro, perché il suo spirito imprenditoriale potrà anche aiutarci a progettare una nuova fase del comparto grafico e cartotecnico”.
Molte le autorità presenti all’evento tra cui anche gli Onorevoli Walter Verini e Anna Ascani, il sindaco di Apecchio (città natale di Lapi, per la quale questo progettò anche il collegamento stradale con Città di Castello), Orazio Ioni e l’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, per la quale “l’Alto Tevere ha espresso e continua ad esprimere tante eccellenze produttive e di processo, come l’esperienza positiva del Polo cartografico fondato agli inizi del Duemila”.

La giornata è continuata con il convegno svoltosi nell’aula magna del polo tecnico Franchetti-Salviani, coordinato dall’assessore alle Politiche economiche, Enrico Carloni. Anche qui hanno preso la parola molti ospiti illustri, a partire dal dirigente scolastico Valeria Vaccari, che ha auspicato di “trovare nuovi spazi insieme agli imprenditori, grazie anche ad un aggiornato profilo professionale che la scuola ha già recepito in Grafica e comunicazione”.
Il presidente della sezione tifernate di Confindustria, Fiorenzo Luchetti, ha invece detto che “le tante aziende grafiche locali sono sì un lustro del territorio ma hanno bisogno di alcuni supporti ormai non procrastinabili come infrastrutture, strade e ferrovie”.  
Francesco Tacconi, presidente del Comitato provinciale Istruzione Grafica di Perugia, ha sottolineato che questa giornata “si deve alla determinazione del direttore della Pliniana Giorgio Zangarelli”, e ha parlato poi di una nuova stagione della formazione grafica “che ora conta sull'appoggio delle nostre istituzioni. Nel 2015, per l'Expò, vorremmo anche che l’Enipg e Assografici appoggiassero la proposta di Città di Castello come sede di un convegno internazionale sulle scuole tipografiche”.  
Claudio Covini, direttore di Assografici, ha fatto sapere che “grafica tradizionale e grafica digitale possono convivere e progredire” e ha continuato dicendo che “gli eredi di Gutemberg in Italia sono stati proprio Bodoni e Scipione Lapi, che hanno proseguito la sua ricerca verso il libro perfetto. Internet ha dato uno scossone a questo settore: l'epoca delle grandi tirature è tramontata così come quella dello stampato tradizionale. Per rimanere al passo con i tempi ci dovrà essere un’offerta di servizi collegati integrativi al cartaceo per entrare nel marketing della comunicazione e per aggiungere valore a ciò che chiede il cliente”.
Alvaro Tacchini, storico tifernate nonché autore di libri sulla grafica altotiberina, ha ricordato la figura di Scipione Lapi facendone il seguente ritratto storico, senza tralasciare l’importanza del suo lascito: “Ingegnere e insegnante di matematica già a 25 anni, si è inventato editore e tipografo in una valle emarginata, agricola e senza vie di comunicazione, sempre alla ricerca della qualità e dell'innovazione: in questo senso l’imprenditore Lapi corteggiò con successo Giosuè Carducci che gli affidò le sue opere e lo aiutò facendogli stampare i possenti volumi del Muratori quando era in difficoltà economica. Lapi era un liberal monarchico, curò la formazione con corsi di francese e lo spirito di corpo delle sue circa cento maestranze. Imprenditore paternalista, portò De Cesare a Città di Castello, sposò una vedova di undici anni più anziana di lui, lavorava infaticabilmente e si concedeva solo una pausa alle terme di Montecatini. Fu forse questo ritmo a causarne la morte a 56 anni. Lasciò la sua azienda agli operai come eredi: dopo di lui seguirono questa strada G.O. Bufalini e Leopoldo Franchetti. I creditori si impadronirono dell’officina ma da Lapi venne un processo di filiazione: dalla Leonardo all'Unione arti grafiche fino alla Grifani-Donati. Tra le due guerre il settore tipografico garantiva 300 stipendi e faceva di Città di Castello una piazza tipografica rinomata”. 
Giorgio Zangarelli, direttore della Pliniana e promotore della giornata, ha dichiarato che “intorno a Scipione Lapi è subito sorto un grande entusiasmo, dagli imprenditori a chi ha realizzato la scritta fino all’Enipg. Che i 110 anni della morte di Lapi, ‘il Garibaldi dell'Alto Tevere’, siano anche un momento di nuovo slancio e di una nuova consapevolezza del settore”.
Il viceministro all’Economia e alle Finanze, Stefano Fassina, ha chiuso con queste parole la giornata dedicata a Scipione Lapi: “La qualità in Italia ha fatto e farà la differenza: non abbiamo materie prime ma siamo un paese di trasformazione e il connubio tra scuola ed impresa rimane fondamentale, con la consapevolezza che il lavoro nella qualità può svolgere un ruolo importante. Stiamo attraversando un grande cambiamento: la digitalizzazione e la dematerializzazione implicano profonde discontinuità. Ma cambiamento non vuol dire declino, non rassegniamoci ad una caduta irreversibile. Questo distretto ha registrato molte fasi e saputo cogliere le opportunità: il governo aiuta, in questo sforzo, le aziende con facilitazioni per l'accesso al credito per due miliardi, già inserite nel decreto del Fare; stiamo studiando una misura per dare garanzie alle banche e per incentivarle a dare fiducia; poi c'è il capitolo dell'innovazione che passa per la formazione e per la legge Sabatini che libera contributi per modernizzare gli impianti. L'Italia ha bisogno di manifattura di qualità: le nostre prospettive dipendono da questo obiettivo verso cui si stanno rivolgendo le politiche economiche. E' alla nostra portata. La politica sa che non c'è tempo da perdere e la legge di stabilità porterà sollievo fiscale ad aziende e lavoratori. Questa giornata a Città di Castello è un'iniezione di fiducia perché l'Italia ha grandi risorse per guardare al futuro. Il vostro territorio sta aspettando lo Scipione Lapi del XXI secolo”.   

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