‘Scandalo mazzette in corsia’, chirurgo condannato dalla Corte dei conti

‘Scandalo mazzette in corsia’, chirurgo condannato dalla Corte dei conti

La Procura regionale della Corte dei conti aveva quantificato il danno d’immagine per l’ospedale di Terni in 10mila euro, ma i giudici ne riconoscono solo 2mila

share

Aveva chiesto mille euro (ricevendone intanto 300 come acconto) per effettuare un intervento chirurgico ad una paziente, saltando la lista d’attesa, ed era stato arrestato in flagranza di reato. Ora per il chirurgo Paolo Ronca, licenziato dall’azienda ospedaliera di Terni nel 2014 dopo l’arresto, è arrivata anche la condanna della Corte dei conti dell’Umbria.

Il medico, chirurgo all’ospedale di Terni, aveva chiesto nel settembre 2014 ad una paziente mille euro per sottoporla ad un intervento eludendo le liste d’attesa e la prenotazione obbligatoria. Il blitz delle forze dell’ordine era scattato quando la donna aveva consegnato al chirurgo un anticipo di 300 euro. L’uomo era quindi finito in manette e poi condannato, patteggiando la pena, per concussione. Nel frattempo il professionista era stato licenziato.

La vicenda poi è finita all’attenzione della magistratura contabile, che ipotizzava un danno di immagine cagionato alla pubblica amministrazione dal comportamento doloso del medico. Per Ronca, che non ha presentato deduzioni difensive, la Procura della Corte dei conti aveva chiesto il pagamento di 10mila euro. Cifra che però secondo i giudici non era stata correttamente calcolata.

Il collegio, ritenendo fondata la richiesta di condanna, ha quantificato quindi la somma dovuta in risarcimento in 2mila euro, il “doppio della tangente promessa”. Ronca è stato quindi condannato oltre a pagare tale cifra in favore del ministero della Giustizia, anche al pagamento delle spese processuali pari a circa 270 euro.

share

Commenti

Stampa