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Sanitopoli, Duca interrogato per altre quattro ore

Redazione

Sanitopoli, Duca interrogato per altre quattro ore

Alle parole dell'ex dg dell'ospedale di Perugia è legata la sorte degli altri indagati
Dom, 30/06/2019 - 09:31

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Sanitopoli, Duca interrogato per altre quattro ore

Altre quattro ore di interrogatorio nella terza volta di Emilio Duca davanti ai magistrati che indagano sulla Sanitopoli perugina. L’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, agli arresti domiciliari dal 12 aprile, accompagnato dal suo avvocato Francesco Falcinelli, ha risposto alle domande che gli sono state poste dai magistrati, fornendo la sua versione dei fatti a lui contestati.

Testimonianze pesanti, quelle di Emilio Duca, perché alle sue risposte è legata anche la sorte di gran parte degli indagati nell’inchiesta sulla Sanitopoli all’ospedale di Perugia, proprio per il ruolo di apicale della struttura manageriale che ricopriva fino allo scorso aprile.

Emilio Duca era già stati sentito altre due volte, il 4 e l’11 giugno. Nel primo incontro tra le sue risposte comparivano molti “non ricordo”. Poi, i suoi racconti si sono fatti più circostanziati. L’avvocato Falcinelli ha sempre evidenziato il comportamento leale e collaborativo dell’ex direttore generale.

Nell’ultimo interrogatorio pare non sia stato invece trattato il tema dell’ultimo concorso finito nel mirino dei magistrati, quello per l’assunzione di un logopedista, per il quale è finito nel registro degli indagati il primario di Otorinolaringoiatria, Gianpietro Ricci.


Concorsi pilotati all’ospedale, l’inchiesta non finisce mai


Per i reati legati ai presunti concorsi pilotati i magistrati sembrano convinti di voler andare al processo immediato. Poi ci sono gli altri due filoni dell’indagine. Quello sugli appalti all’azienda ospedaliera, da una cui segnalazione anonima, con le conseguenti intercettazioni richieste dalla Procura, è partita tutta l’inchiesta sulla Sanitopoli. Ed il filone legato alle soffiate grazie alle quali alcuni degli indagati erano stati messi a conoscenza dell’inchiesta in corso. Su quest’ultimo aspetto Potito D’Errico, già professore universitario e primario di Odontoiatria a Perugia fino a maggio 2013, pur respingendo tutte le accuse che gli vengono mosse, venerdì ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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