Rifiuti tra potenziamento della differenziata e riapertura di Pietramelina | Le strategie di Gesenu

Rifiuti tra potenziamento della differenziata e riapertura di Pietramelina | Le strategie di Gesenu

Comune Perugia punta al 62% di differenziata, porta a porta in tutta la città per evitare il “turismo” dei rifiuti | Pietramelina, manca solo ok della Regione per riaprire


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Estendere la raccolta differenziata porta a porta in tutto il territorio di Perugia, riaprire l’impianto di Pietramelina in attesa di realizzarne uno nuovo, puntare sulla trasparenza con bandi e gare per ogni incarico e lavoro. Sono queste le linee guida che muovono i nuovi vertici della Gesenu dopo l’inchiesta degli ultimi tempi che provoca ancora ripercussioni sulla società.

Le strategie ambientali per Perugia e le linee di azione di Gesenu sono state illustrate venerdì mattina durante la riunione della Commissione Bilancio del Comune di Perugia, presieduta da Piero Sorcini e che ha visto la partecipazione del presidente di Gesenu Wladimiro De Nunzio, dall’amministratore delegato Luciano Piacenti, del consigliere Beatrice Castellani e dell’ingegner Pera. Per l’amministrazione comunale di Perugia era presente il vice sindaco Urbano Barelli.

Comune Perugia punta al 62% di differenziata | Porta a porta in tutta la città

Aprendo l’incontro il vice sindaco Barelli ha sottolineato che Gesenu sta vivendo una nuova fase in considerazione della presenza di un nuovo cda e di un nuovo organismo di vigilanza. “Gli incaricati – ha evidenziato – sono chiamati ad incarichi complessi, ma non saranno lasciati da soli visto che l’Amministrazione è pronta a supportarli. Si vuole lavorare affinché Gesenu diventi un modello nella gestione rifiuti e perché si effettui una svolta in termini di efficienza degli impianti”. Sotto questo profilo Barelli ha ricordato che Pietramelina è stata oggetto di lavori di adeguamento ed a breve potrà riaprire. Restano delle criticità sul tema rifiuti legate in primis ad un piano regionale ormai datato e che dovrà prima possibile essere rinnovato ed adeguato ai tempi. In questo contesto così complicato e reso ancor più difficile dalle note vicende giudiziarie, l’Amministrazione ha inteso lavorare per rimettere in gioco Gesenu, cambiando la governance, riqualificando gli impianti e cercando di rispondere alle esigenze della città. Il frutto di questo lavoro lo si vedrà in futuro: si punta ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata, che si attesterà a fine anno sul 62-63%, ma anche la qualità della stessa. Verranno corrette le eventuali criticità che si sono manifestate nel sistema del “raccoglincentro”, ma soprattutto si estenderà il sistema domiciliare nell’intera città, superando così il sistema di raccolta stradale. Insomma, pur a fronte di un sistema entrato in crisi a causa delle indagini giudiziarie, oggi si può tornare a guardare avanti con fiducia.

Impianto di Pietramelina, manca ok della Regione per riaprire

Prendendo la parola, il presidente di Gesenu Wladimiro De Nunzio ha detto di aver trovato massima disponibilità da parte dei dipendenti, ed un alto livello di preparazione, partendo dai vertici dirigenziali. Quanto allo statuto ha precisato che potrà essere oggetto di revisione essendo ormai datato.

Lungo e dettagliato l’intervento dell’A.D. Piacenti che, in avvio, ha confermato quanto sia stata penalizzante per l’azienda la vicenda giudiziaria, ancora in corso. Detto ciò, l’obiettivo che il nuovo cda si è imposto è di ripartire, per vincere una sfida in cui credono tutti i soci, pubblici e privati. Per farlo si è deciso di puntare, innanzitutto, sulla riorganizzazione e sulla trasparenza; qualunque tipo di incarico ed assunzione, dunque, passerà per gare e bandi. Un discorso a parte merita il tema degli impianti, che nel recente passato hanno fatto registrare importanti criticità. Proprio a causa di questi problemi, Gesenu, per non far gravare il peso sui cittadini, ha deciso di inviare i rifiuti dapprima in alcuni impianti umbri e poi fuori regione, prediligendo gli ambiti in cui si effettua il recupero e non lo smaltimento. Purtroppo oggi alcuni di questi impianti extraregionali sono anch’essi in un momento di difficoltà (es. Emilia-Romagna) ed è per questo che si sta pensando a diverse strategie.

Tornando a Perugia, l’ad precisa che Pietramelina è ormai pronto da giugno ed attende solo di essere aperto. Si sta aspettando l’aggiornamento dell’Aia da parte della Regione. L’impianto avrà una limitazione d’accesso pari a 46mila tonnellate l’anno e potrà ricevere solo rifiuti di qualità alta, ossia con una frazione non compostabile inferiore al 10%. E’ già pronto, comunque, un progetto che prevede la realizzazione di un impianto completamente nuovo a Pietramelina in grado di ospitare 70mila tonnellate l’anno. L’altro impianto su cui si sta lavorando è Ponte Rio. Qui è prevista l’eliminazione delle attività all’aperto, per risolvere il problema del cattivo odore, e la previsione di impianti che possano recuperare il css e la plastica.

Straordinari ai dipendenti e crediti, ecco la situazione

Risponde a verità, è stato spiegato durante la riunione di commissione consiliare, che è in atto un’attenta interlocuzione con l’Amministrazione per varare nuovi sistemi di raccolta differenziata, così come è operativa la revisione delle partecipazioni. Circa la trasparenza, come detto, si punta ad un’accelerazione, garantendo l’affidamento di lavori e di incarichi tramite bandi e gare pubbliche ed un adeguamento del sito internet. In merito ai cosiddetti extracosti (pari a 7 milioni di euro), Piacenti ha sottolineato che sono stati sostenuti in prima persona da Gesenu al fine di garantire il servizio; ora, necessariamente, l’azienda ha provveduto a richiederne il ristoro.

La vicenda degli straordinari ai dipendenti (che sono oggi 519) va circoscritta: è vero che le ore di straordinario sono state complessivamente, nel 2016, 69mila, ma le stesse, se suddivise per il numero di dipendenti, sono pari a circa 11 ore al mese. Gli straordinari sono stati motivati dall’esigenza di coprire il servizio nei festivi ed in occasione delle grandi manifestazioni. Per il 2017 è in atto una riduzione del 20% che consente di fornire un dato di 9,2 ore di straordinario al mese per dipendente, assolutamente fisiologico.

Sulla questione crediti: l’azienda sta provvedendo al recupero di tutte le somme vantate. Dei 48 milioni della Sicilia (area del messinese), 35 sono già stati incassati, i restanti 13 sono stati oggetto del sequestro preventivo da parte della Magistratura. Saranno quindi a disposizione nel momento in cui il provvedimento verrà revocato. Dei 12 milioni dell’Egitto, 8 sono stati recuperati, per i restanti 4 si sta definendo una transazione. Dei 9,6 milioni dell’Ato di Catania, 6,6 sono stati incassati, i tre residui sono oggetto di trattativa. In corso di definizione, infine, è la vicenda che ha riguardato il rapporto con Tsa; le criticità emerse sono state legate al tema degli extracosti.

Istituito l’internal auditing per monitorare possibili illeciti

La consigliera Castellani ha sottolineato che Gesenu, al fine di evitare il ripetersi di ipotesi di illecito da parte di dipendenti, ha attivato la figura dell’internal auditing, inserito nello staff dell’A.D. Si tratta di un soggetto che controlla tutti i processi aziendali e ne verifica l’idoneità rispetto alle normative, suggerendo, se del caso, i possibili correttivi.

Problemi per il “turismo” dei rifiuti, Tari quasi in linea con la media nazionale

Gli aspetti tecnici legati alla raccolta differenziata sono stati affrontati dall’ing. Pera, il quale ha chiarito in apertura che si sta lavorando per migliorare la qualità della raccolta della frazione organica per raggiungere quel limite del 10% per i conferimenti a Pietramelina. Il dato è già ottimo in centro, ove il non compostabile è pari al 5%, mentre in molte zone della città resta intorno al 15%, con punte del 18%. La strategia principale per correggere questa criticità è il potenziamento della raccolta domiciliare che progressivamente sostituirà in tutta la città quella stradale. Ovviamente si tratta di un progetto complesso tenuto conto della vastità del territorio e dei costi collegati. Alcune anomalie rimangono e sono legate al cosiddetto “turismo” dei rifiuti, ossia alla tendenza di alcuni cittadini di utilizzare i cassonetti posti nella zona “densa” (o zona C) della città, ossia l’area tra Madonna Alta e Ferro di Cavallo, ove risiede circa il 25% della popolazione del Comune. Proprio per effetto di questo fenomeno circa il 50% delle 37mila tonnellate di rifiuti raccolti a Perugia provengono dalla zona densa. E’ su questa “migrazione” che si vuole incidere per correggerne l’impatto. La prospettiva, dunque, è di arrivare alla domiciliare ovunque e poi alla tariffa puntuale.

Ulteriori dati sulla situazione sono stati forniti dall’ing. Pera. Nel 2013, ricorda il dirigente, il Pef (costo del servizio in senso stretto) di Gesenu è stato pari a 35 milioni; nel 2017 si scende a 34 milioni. Dunque a seguito dell’opera di efficientamento si sono avuti dei benefici e delle riduzioni. Per arrivare, infatti, ai 37 milioni del Pef 2017 occorre sommare alla cifra prima indicata i 3 milioni circa legati al fondo crediti di dubbia esigibilità di recente creazione. I benefici emergono anche dal punto di vista della tariffa: nel 2012 Perugia per la Tari era al 14° posto, nel 2017 scivola al 45° applicando una tariffa che è di circa 305 euro pro capite contro una media nazionale di 294. Ciò è stato possibile lavorando sulla base imponibile attraverso un allargamento del gettito.

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