Rifiuti, bolletta più cara | Ecco chi pagherà di più

Rifiuti, bolletta più cara | Ecco chi pagherà di più

Todi, il costo sale di 300.000 euro, aumenti di circa il 4%

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L’onda lunga della crisi dei rifiuti arriva fino alle tasche dei tuderti. Perché il costo complessivo che l’Umbria sta sostenendo per trasferire una parte dei suoi rifiuti nelle Marche (sei mesi di accordo per un quantitativo massimo di 10.000 tonnellate complessive di rifiuti da smaltire, 60 tonnellate al giornaliere e 1.600 mensili) si rifletterà sulla bolletta Tari che famiglie e attività produttive pagheranno nel prossimo periodo.

Rispetto ad un impatto che, mediamente, l’Agenzia unica regionale per i rifiuti e l’idrico (Auri) ha stimato in circa il 10% in più, Todi riuscirà comunque a limitare i danni.

Le agevolazioni garantite alle attività alberghiere con l’introduzione della tassa di soggiorno – che prevedono riduzioni dal 20% al 75% in base al reale tasso di occupazione delle camere – ed una serie di altri interventi promossi dal Comune nei confronti del gestore Gesenu dovrebbero infatti consentire di contenere l’aumento attorno al 4 o 4,5%.

Attualmente l’importo complessivo della bolletta per i rifiuti ammonta a circa 3 milioni di euro, ai quali va aggiunto il sovra costo dovuto alla gestione dell’emergenza che è stimabile attorno ai 300.000 euro.

Seppure ridotto, l’incremento però ci sarà, nonostante l’amministrazione abbia messo mano a conti e contratti per verificare se esiste la possibilità di suddividere in maniera diversa gli incrementi e generare una tariffa più equa.

Ad oggi, le utenze Tari presenti sul territorio sono in totale 8.472: 7.540 sono utenze domestiche, le altre 932 sono non domestiche. Il costo del servizio grava per il 68% sulle utenze domestiche e per il 32% sulle altre.

Con il paradosso che attività commerciali la cui produzione di rifiuti è piuttosto consistente e che usufruiscono di un servizio di raccolta quotidiano si trovano a fare fronte a conti che, spesso, sono più bassi rispetto a quelli sostenuti da una famiglia di 4 o 5 persone.

Paradosso che diventa ancora più evidente se si analizzano i risultati del business della differenziata. Stando agli ultimi dati disponibili relativi all’analisi condotta dall’ex Ati 2, “dalla commercializzazione e vendita dei materiali raccolti in maniera differenziata, al netto di spese di pressatura e/o selezione” nel 2016 il Comune di Todi ha incassato 135.528,34 euro, ossia 4 centesimi di euro per ogni chilogrammo di differenziata. Mentre il costo medio sostenuto per raccogliere e smaltire ogni chilogrammo di rifiuto prodotto è stato invece di circa 36 centesimi.

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