Ricostruzione, problemi e soluzioni nell’incontro con Crimi e Farabollini

Ricostruzione, problemi e soluzioni nell’incontro con Crimi e Farabollini

Un confronto per fare il punto sulla ricostruzione tra il Sottosegretario Vito Crimi ed i sindaci che rientrano nell’area del cratere a seguito del sisma 2016

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Un confronto per fare il punto sulla ricostruzione tra il Sottosegretario Vito Crimi ed i sindaci che rientrano nell’area del cratere a seguito del sisma 2016. Nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 11 febbraio, al Centro Operativo Comunale di Santo Chiodo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alla ricostruzione, ha partecipato all’incontro accompagnato dal Commissario Straordinario di Governo alla ricostruzione per le zone del terremoto del 2016 e 2017, Piero Farabollini, dal Suo Segretario particolare, Sen. Bruno Marton, dalla sua segreteria tecnica, Sen. Enrico Cappelletti. Si tratta di uno degli appuntamenti del “tour” che Crimi sta compiendo tra ieri e oggi in Umbria.

Erano presenti la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Spoleto Umberto de Augustinis, di Cascia Mario De Carolis, di Cerreto di Spoleto Luciano Campana, di Monteleone di Spoleto Marisa Angelini, di Norcia Nicola Alemanno, di Poggiodomo Egildo Spada, di  Preci Pietro Bellini, di S. Anatolia di Narco Tullio Fibraroli, di Scheggino Paola Agabiti, di Sellano Attilio Gubbiotti e di Vallo di Nera Agnese Benedetti.

L’incontro a Spoleto

Il Sottosegretario Crimi, a cui è stata assegnata la delega alla ricostruzione dal 24 dicembre scorso, ha illustrato le azioni principali attraverso cui intende dare “uno slancio alla ricostruzione. Per farlo sappiamo che non è sufficiente quello che è stato messo in campo fino ad oggi. Qualunque tipo di semplificazione, su cui stiamo lavorando, deve essere fatta con la collaborazione dei sindaci. Entro l’anno bisogna arrivare all’approvazione di una legge quadro sul terremoto, che permetta di sapere cosa succede in tutta Italia il giorno dopo una catastrofe. Questi incontri con i sindaci dei territori colpiti, ci aiutano a trovare insieme soluzioni per uscire dall’impasse”.

“Le numerose inagibilità relative agli edifici pubblici e scolastici, tutti presenti nel centro storico, stanno provocando uno spopolamento della parte più antica della città – ha dichiarato il Sindaco Umberto de Augustinis nel corso dell’intervento – Abbiamo istituzioni culturali, come il Centro Italiano Studi sull’Alto Medioevo, costretto da due anni a lavorare in condizioni difficili e senza poter accedere alla sede di Palazzo Ancaiani. Serve semplificare le procedure per la ricostruzione, tanto per l’edilizia pubblica, quanto per quella privata, consentire ai comuni di assumere ulteriore personale tecnico e prevedere nuove misure incentivanti, al posto di quelle attuali che non sono sufficienti”.

I sindaci dei comuni di Sant’Anatolia di Narco e Vallo di Nera, Tullio Fibraroli e Agnese Benedetti, insieme ai primi cittadini presenti all’incontro, hanno sottolineato l’esigenza di agire urgentemente sulla viabilità a causa del sostanziale isolamento in cui versa la Valnerina. Il Sottosegretario Vito Crimi, dopo l’incontro con i sindaci, ha partecipato alla riunione con gli Ordini Professionali della Provincia di Perugia coinvolti nella ricostruzione.

Le richieste della Regione

Al Governo ed al Parlamento abbiamo chiesto alcune modifiche che servano ad aiutare i cittadini, i professionisti e le imprese già impegnate in Umbria nell’opera di ricostruzione a snellire e velocizzare il procedimento autorizzativo. Ci aspettiamo che Governo e Parlamento accolgano gli emendamenti che in tal senso abbiamo avanzato come Presidenti delle quattro Regioni colpite dagli eventi sismici. È quanto ci aspettiamo se si vuole davvero aiutare la ricostruzione. Accanto a questo, occorre anche rafforzare il personale impegnato negli Uffici speciali per la ricostruzione, soprattutto in una fase come quella che si sta aprendo e che vedrà aumentare enormemente nel corso di questo anno, e del prossimo, il numero delle pratiche autorizzative per la ricostruzione. È ciò che chiedono innanzitutto i cittadini”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che ha accompagnato in questi due giorni di visita in Umbria il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Vito Crimi, che ha per il Governo la delega relativa alle questioni della ricostruzione nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2016.

  Incontri si sono svolti ieri a Perugia e Spoleto, e nella giornata di oggi a Norcia, dove il sottosegretario ha visitato anche la sede dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. In questa circostanza, la presidente Marini ha illustrato lo stato della ricostruzione post sisma in Umbria, ed ha sottolineato il fatto che non ci sono problemi di risorse, avendo il precedente Governo stanziato quanto necessario ed ha poi ribadito due principali richieste: una modifica delle normative, in modo da renderle più dinamiche e flessibili per poter  far fronte al picco delle pratiche per la ricostruzione, e il potenziamento del personale degli uffici regionali e comunali impegnati nella gestione della ricostruzione.  Riguardo al modello organizzativo “è necessario – ha detto – che sia il più prossimo possibile ai centri operativi maggiormente impegnati nella ricostruzione, a partire dal ruolo dei Comuni e dei Sindaci, affinché si abbrevino e velocizzino al massimo i tempi del procedimento autorizzativo delle pratiche per la ricostruzione privata e le procedure che riguardano la ricostruzione pubblica”.

  Quanto al personale da impegnare nella gestione della ricostruzione ha aggiunto che: “è del tutto insufficiente – ha affermato – perché negli uffici pubblici coinvolti abbiamo ad oggi a disposizione soltanto un sesto del personale che fu impegnato nella ricostruzione post sisma del 1997, a fronte invece di una maggiore complessità che quest’opera di ricostruzione presenta”.

Altre questioni poste dalla presidente Marini sono state quelle relative alla necessità di prevedere provvedimenti specifici per la rimozione delle macerie pubbliche e lo stoccaggio di quelle private, in quanto sulla base delle attuali norme tale operazione comporta tempi molto lunghi e un dispendio di risorse; occorre inoltre velocizzare – ha sottolineato – l’attuazione dei piani di ricostruzione sia delle opere pubbliche, sia degli edifici di culto.

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