Raid vandalico in una taverna, costretti a rinviare l'apertura - Tuttoggi

Raid vandalico in una taverna, costretti a rinviare l’apertura

Claudio Bianchini

Raid vandalico in una taverna, costretti a rinviare l’apertura

Il priore denuncia il fatto su Facebook ed è pronto a ricorrere alla vigilanza privata
Mer, 31/05/2017 - 15:13

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Parafrasando la celebre frase ‘non c’è pace tra gli ulivi’ verrebbe quasi da dire che ‘non c’è pace sotto il gelso’: in questo caso il gelso del rione La Mora. Nei giorni scorsi infatti, alla contrada è stata assegnata provvisoriamente la gestione delle strutture degli Orti Orfini, dopo che le recenti scosse sismiche avevano finito di danneggiare la storica sede di via Colomba Antonietti rendendola definitivamente inagibile.

Ma nonostanto tutto i moraioli non hanno potuto brindare: a rovinare la festa un raid vandalico, qualcuno si è introdotto nell’area del parco e poi, accatastando tavoli e panche, è riuscito ad accedere sino alla finestra del primo piano della palazzina, forzandola ed accedendo all’interno. Non trovando nulla da arraffare il blitz è andato praticamente a vuoto, ma resta il problema sicurezza e la totale mancanza di controlli.

Gia nella Taverna del Gelso lungo via Colomba Antonietti, si erano più volte introdotti ladri, portando via materiali da cucina e persino i frigoriferi, causando grandi perdite economiche.

A segnalare l’episosio è stato lo stesso priore Alessio Albani dal suo profilo Facebook: “Con tanta fatica stiamo cercando di restituire alla città l’angolo più suggestivo del centro storico, gli Orti Orfini. Da giorni instancabilmente sottraiamo tempo alle nostre famiglie per realizzare un sogno: dimostrare che la Quintana può e deve essere esempio di gestione e modello di integrazione. Questa è la gratitudine che ci è stata dimostrata dai soliti noti. C’è qualcuno che considera gli Orti Orfini una cosa di sua proprietà e che sta tentando, con gesti vandalici, di scoraggiare il recupero dell’area. La sfida è lanciata ma non riguarda solo il rione La Mora, bensì tutta la città di Foligno. Io non mi abbatto – conclude il priore Albani – ma ho bisogno del sostegno di tutti”.

Purtroppo però, i moraioli si ritrovano costretti a posticipare l’apertura della nuova taverna (in territorio dell’Ammaniti) tanto che il priore non esclude di ricorrere alla vigilanza privata ed invoca l’attivazione di un sistema di videosorveglianza”.

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