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POPOLARE SPOLETO, PER SOCI BANCA BILANCIO È OK. BELLINGACCI OUT, PRESSIONI SCS SU UN CONSIGLIERE

Redazione

POPOLARE SPOLETO, PER SOCI BANCA BILANCIO È OK. BELLINGACCI OUT, PRESSIONI SCS SU UN CONSIGLIERE

Sab, 30/04/2011 - 20:57

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POPOLARE SPOLETO, PER SOCI BANCA BILANCIO È OK. BELLINGACCI OUT, PRESSIONI SCS SU UN CONSIGLIERE

Carlo Ceraso
Popolare Spoleto, si volta pagina? Pare di sì, a guardare almeno i lavori odierni che hanno registrato non poche novità. A cominciare dalle dimissioni dell'avvocato Marco Bellingacci, finito nel mirino della Vigilanza che lo scorso gennaio aveva chiesto la testa del presidente Giovanni Antonini (rientrato dalla finestra alla guida della holding Spoleto Credito e Servizi, di cui giá faceva parte come consigliere) e, più o meno direttamente, quella del vicepresidente vicario, Bellingacci appunto (anche membro del Cda Scs). Certo non è stato tutto rose e fiori e non sono mancati i veleni che confermano come sia sempre forte la pervasivitá di qualcuno sulla governance dell'istituto di credito umbro. Insomma per il neopresidente D'Atanasio e il neo d.g. Tuccari il compito è ancora arduo e non privo di insidie. Ma andiamo con ordine per raccontare quella che è stata un'altra giornata lunga e difficile per la Bps.
GLI AZIONISTI – i soci hanno approvato praticamente all'unanimità il Bilancio 2010 giá ratificato dal Cda e che prevede un dividendo pari a 0,12019 euro per azione con un pay out al 39,21%. Dichiarazioni in punta di forchetta, come era prevedibile, per i neoresponsabili che hanno comuque mostrato un cauto ottimismo. “I dati patrimoniali di BPS non si discostano dai dati di sistema e dell’intero panorama nazionale – ha detto il d.g. Francesco Tuccari -; la forte certezza di questa banca è il suo radicamento, la fiducia della clientela e, soprattutto, la sua solidità patrimoniale. Su queste basi poggia il focus delle nostre strategie future per ottenere un sostanziale incremento della redditività e delle quote di mercato. Una filosofia di “crescita nell’autonomia” che è il filo conduttore del piano industriale che presenteremo tra breve. Partendo da subito, dall’anno in corso, che sarà dedicato ad azioni di forte riorganizzazione della banca, contiamo di esprimere compiutamente nel biennio 2012/2013 i risultati reddituali che per la sua struttura e per la sua determinazione BPS ha diritto di pretendere”. “Giudico positivamente i risultati del 2010 – ha aggiunto il neo presidente D’Atanasio – tenuto conto del grave contesto di riferimento; ringrazio i Soci per la fiducia accordatami e i dipendenti tutti per il loro fondamentale contributo quotidiano. La nostra banca, oggi, nuovamente ricomposta nei suoi organismi di vertice e forte della compattezza dei suoi organismi societari, può continuare la strada intrapresa con lo stesso spirito di coesione che l’ha sempre contraddistinta. Grazie alla solidità dei suoi fondamentali e della ritrovata serenità, l’intera squadra aziendale, fiera dei suoi sentimenti di appartenenza è pronta a svolgere al meglio il ruolo tradizionale e virtuoso di Banca locale autonoma, sempre orientata allo sviluppo, al servizio del territorio e soprattutto a dare risposte certe e immediate alle necessità di credito e di risparmio delle piccole imprese e delle famiglie su tutti i territori serviti”.
GLI INTERVENTI – Nessun voto contrario e 2 sole astensioni, fra cui quella di Sandro Martinelli, giá vicedirettore Bps che ha evidenziato alcune 'anomalie' presenti nel Conto economico a cominciare dalla smobilitazione degli accantonamenti per circa 8 milioni. Pronta la replica di D'Atanasio che ha parlato di critiche strumentali. “Ricordo – ha detto in buona sostanza il n. 1 di Bps – che lo scorso anno l'istituto è stato sottoposto ad una ispezione di Bankit durata 6 mesi….su questo bilancio è come se ci fosse quasi il timbro della Vigilanza”.
A far da contrappeso al 'dissidente' Martinelli, l'intervento, considerato dai più 'imbarazzante ', di Cesare Cattuto, già direttore SCS ai tempi del presidente Leodino Galli (cugino di Antonini), che si è sperticato nel lodare le imprese dell'ex presidente Bps Giovannino Antonini.
MPS RIENTRA, NO COOP – fra i motivi che fanno ipotizzare ad una svolta, il rientro dei 4 consiglieri del Monte dei Paschi di Siena (Michele Logi, Leonardo Bandinelli, Gianfranco Antognoli, Vittorio Sorge) che si erano dimessi dopo l'avvio del braccio di ferro di Antonini con Bankit. L'assemblea ha anche approvato la nomina nel Cda del notaio Pietro Bernardi Fabbrani, espresso dalla lista di minoranza degli Eredi Patacconi dopo il definitivo abbandono di Coop Centro Italia che ha disertato i lavori odierni. In sala erano presenti 150 azionisti che rappresentavano circa l'85% del capitale societario. Ma la novitá del giorno è rappresentata dalle dimissioni di Marco Bellingacci dal Cda Bps, dimissioni annunciate dal palco dal presidente D'Atanasio. Bellingacci resta comunque saldo nel Cda della holding. Per la prima volta da un paio di decenni, e questa è un'altra novitá, non ci sono più consiglieri 'controllori' e 'controllati'. Il consiglio dell'istituto dovrà ora procedere alla nomina del sostituto. Tre i papabili: Mario Benotti, d.g. Newco Rai International, solo in teoria sarebbe in pole position (è nella lista presentata oggi da Mps-Scs) perchè ci sarebbero alcuni problemi legati alla sua nomina. Radiobanca parla poi di Danilo Solfaroli, attuale vice presidente vicario Scs (potrebbe così lasciare la carica a Bellingacci), ma anche lui con poche chance. Outsider Andrea Tattini, presidente di Confcommercio Spoleto e membro della Camera di Commercio di Perugia. Bisognerá però attendere i prossimi giorni, quando il Cda scioglierá le ultime riserve (non è comunque esclusa la chiamata di un docente universitario di economia all'università di Roma).
PRESSIONI SU CONSIGLIERE – ma la mattinata ha registrato un nuovo veleno. Sembra infatti che il consigliere Valentino Conti abbia ricevuto forti pressioni da un esponente Scs per lasciare il proprio incarico dalla governance della banca. Una 'manovra' che servirebbe a liberare una poltrona per qualche 'favorito'. Conti però, come confermano alcuni esponenti del mondo industriale ternano con il quale si è confidato, non si è lasciato intimorire incassando il plauso degli altri colleghi del Cda. Infine una notizia di cronaca. Nei giorni scorsi Bps ha rescisso il contratto di consulenza con una società di Roma (l'accordo era per una spesa massima di 900mila euro) chiamata dall'ex Antonini dopo la nota (ma ancora sconosciuta ai più) relazione della Banca d'Italia. La conclusione dell'accordo, a quanto ha appreso Tuttoggi.info, non ha comportato alcun costo per Bps.

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