PALAZZO COLLICOLA (2), SCAZZO EPICO. LE ARTI…MARZIANI, TRA MARINETTISMO, MARIONETTE E MESSE CANTATE (foto Tuttoggi.info)

PALAZZO COLLICOLA (2), SCAZZO EPICO. LE ARTI…MARZIANI, TRA MARINETTISMO, MARIONETTE E MESSE CANTATE (foto Tuttoggi.info)

share

di Carlo Vantaggioli

Che dire…Spoleto ne ha visti tanti di litigi, anche sulle cose più impensabili, ma uno “scazzo” come quello di ieri pomeriggio – protagoniste due diverse visioni di intendere l'arte, ma anche di come offrirla al pubblico – ancora non si era verificato. Sembrava di essere in Galleria a Milano, come nei primi periodi del Futurismo, quello militante per intenderci, che finiva sempre in una rissa colossale al termine di ogni disputa sul valore dell'arte.

Sotto la cupola trasparente di Palazzo Mauri, “seduti in quel caffè…”, rumoreggianti volti noti, addetti ai lavori, ben due ex-sindaci, ex-assessori, consiglieri di maggioranza e opposizione, artisti, comprimari, comparse, giornalisti, qualche marionetta senza fili, sparring partner…insomma una vera Babele.

Animi agitati sin dalle prime battute, anche perchè quell'animale da palcoscenico che risponde al nome di Vincenzo Cerami, fiutata l'aria, l'ha buttata sul drammatico, tanto per gradire, e su un microfono che non ne voleva sapere di funzionare. L'assessore spiega, a muso duro, il suo “cortocircuito” con Gianluca Marziani, il 'predestinato', colui che riporterà in auge l'ormai ex Galleria Civica d'Arte Moderna, ivi inclusa la collezione Carandente, pezzo forte del “mobilio” cittadino. 

Si parte dal nome della location che diventerà così Palazzo Collicola Arti Visive – Museo Carandente (chissà che ne faremo della incisione di Sol Lewitt che consacrò la GCAM?). Il neodirettore artistico Marziani ci mette del suo.

Il personaggio del resto si fa notare: alto, segaligno, vestito glamour ma non troppo, con concessioni al “ganzo” come per i calzini coloratissimi (stile clown) intonati alla camicia o le mani inanellate alla Ozzy Osbourne e, più recentemente, Roberto D’Agostino.

Inizia così una lunga spiegazione, con  tanto di curriculum vitae a disposizione dei  presenti (ohibò), sui concetti di arte visiva, arte contemporanea, dinamismo, e chi più ne ha più ne metta. Il progetto? Assente giustificato… 

Insomma come parlare di corda in casa dell'impiccato, tanto che molti presenti delle prime file iniziano a roteare mani e piedi, ma anche le terga sulla sedia, aumentando il calor bianco, se non altro per sfregamento. Ma l'indomito Marziani resiste alle alte temperature e ci da dentro a più a non posso, tenendo una vera lezione e pregustando quasi la reazione successiva al proferire della sua ultima parola. Ci tiene però a chiarire, il meneghino, che non “chiarirà” un acca dei dettagli del progetto che è e rimane work in progress. Ciappà là e porta a cà.

Tranne che per una cosa piccina picciò: la bollinatura alle opere che non vanno, magari anche quelle degli spoletini famosi. La reazione non si è fatta attendere. Concessa la parola – dal dirigente Sandro Frontalini dotato di elmetto d'ordinanza, per il bene dei presenti e dell'umanità – parla per prima Daniela De Gregorio, figlia dell'illustre pittore Giuseppe, le cui opere sono esposte al Collicola. L'esordio è di questo tenore “L'ho sentita parlare di tante cose e mi domandavo come mai non ha accennato alla cura per il cancro”: come dare quindi gentilmente ad una persona del “tuttologo”. Marziani prende nota.

Segue poi il professor Bruno Toscano, illustre cattedratico, uno de “I Sei di Spoleto” (al secolo Giuseppe De Gregorio, Filippo Marignoli, Giannetto Orsini, Ugo Rambaldi, Piero Raspi) che insieme a Leoncillo diede vita nel Settembre 1953 alla famosa “1a Mostra nazionale di arti figurative” proprio al Collicola. Toscano ha ben poca comprensione nei riguardi del direttore Marziani, reo di non presentare un progetto circostanziato, ma solo enunciazioni di principio alle quali si dovrebbe prestare fede. Ergo, bocciato senza appello; anzi, tanto per metterci un piccolo carico da 11, Toscano “resuscita” la costituzione di una Commissione valutativa, una sorta di Komintern, che analizzi i dettagli del progetto prima che si passi ad un piano esecutivo. Un bel tappo sopra. E. poiché pensa di non essere stato chiaro. invita a sospendere il tutto a tempi migliori. Basterebbe questa messa cantata, e relativo “De Profundis”, ma già altri presenti scalpitano per una dichiarazione.

Indimenticabile la performance di Anna Leonardi che, iniziando con una voce pacata e soave, come la sua figura che tutto è meno che minacciosa, passa a ricordare al Marziani-marziano, “chi siamo noi a Spoleto”, per poi salire di due ottave con la voce mentre, mulinando l'aria con un braccio, rischia di decapitare un costernato Sindaco, costretto più volte a mettere in salvo il collo e relativa testa (guarda nelle foto).

Seguono interventi del tipo “io sto con te“, oppure “ io ti osservo e rimando il giudizio anche se non mi stai tanto simpatico“, “sto con te… perchè tengo famiglia“, “sto con me stesso …ma se mi dimetto, vengo con te“…. Un concentrato di marinettismo parolibero. Ma il più tranchant di tutti, forse anche per i nobili natali, è Duccio Marignoli che da vero cosmopolita sminuzza la valenza “marziale” del Marziani e lo ammonisce: “In un qualsiasi museo del mondo, se lei non avesse presentato un progetto circostanziato, così come sta facendo adesso  qui con noi, lei il giorno dopo sarebbe un ex-Direttore”. Tiè! Applausi a scena aperta. La frase sortisce effetto, perché, incalzato da un architetto, il direttore Marziani replica: “non rispondo più a queste domande”. Con il risultato che dal loggione (leggasi bancone del bar) arriva una serie di “booo”, “presuntuoso”, e via cantando, con il M° di penna, Alfonso Marchese, che tenta di spegnere l'incendio rammentando al direttore artistico che tutto il problema è riconducibile alla “bollinatura”. E, poichè lo spirito non gli difetta, cita una famosa pubblicità “Dopo il bollino blu delle banane, siamo al rosso delle opere da mettere in cantina. Anzi le suggerisco di fare una nuova sezione: Artisti in cantina…”.

Marziani gradisce e applaude insieme ad un Cerami sempre più defilato e “scivolato” sulla sedia. Il neo direttore cerca di raccontare ancora una volta  alla platea, ormai decisamente rumorosa, alcuni dettagli del rivoluzionario programma. Spicca l'artista dell'inaugurazione, Tristan Perich “il più promettente artista visuale del suono contemporaneo – si legge nel comunicato -, per l'occasione porterà la sua 1-Bit Music all'interno di una vertiginosa installazione tra minimalismo geometrico ed essenzialità sonora”. Dal Loggione del bar si mormora “Un altro DJ…”.

Oppure le sculture a forma di bara di Mauro Cuppone “realizzate con gli standard dei più famosi marchi del fashion system internazionale. Una riflessione sui confini morali della moda”. Di certo traspare una certa propensione dell'Assessore Cerami, deus ex machina della scelta Marziani, per tutto ciò che è “contenitore”.

Come non ricordare i canestri del M° Albanese che tanto hanno fatto discutere lo scorso Natale. Dal canestro alla bara… un pò inquietante.

Una cosa però appare chiara nelle intenzioni “marzianesche”, quella di rovesciare il punto di vista di chi guarda l'arte, rendendola più mediatica, più prodotto, e, perchè no, anche un fenomeno da merchindising. Peccato solo che i “Bambini impiccati” di Cattelan o la “Rana in croce” di Kippenberger siano già stati esposti, altrimenti ce li ritrovavamo appesi fuori dalle finestre del neo Palazzo Collicola Arti Visive – Museo Carandente (un nomignolo che da solo merita un titolo a… 11 colonne).

Arriva finalmente la volta di Tuttoggi.info che chiede a Cerami come sia nata l’idea di coinvolgere Marziani. Stando ad alcuni rumors, infatti, l’assessore si sarebbe affidato, per la seconda volta su 2 (il precedente era proprio il M° Albanese), ad un ‘personaggio’ curato dalla Sosia&Pistoia, la nota agenzia che gestisce alcuni vip del mondo dell’arte e della cultura. “Marziani neanche lo conoscevo – dice l’assessore –, ho chiesto a degli amici e me ne hanno parlato molto bene. Poi l’ho incontrato a Roma con il maestro Albanese e alla fine mi sono convinto che non è il migliore per questa missione, è l’unico in grado di poterla risolvere!”.

Si converrà che l’emolumento che percepirà Marziani (18mila euro l’anno) non è in effetti alto e forse neanche i 120mila euro per fargli organizzare le Mostre.

Certo è che Vittorio Sgarbi – al quale è stato negato Palazzo Collicola in occasione del Festival – non percepirà un solo euro né dal Festival, né dal Comune, né dalla Bps (che gli ha messo a disposizione il piano nobile di Palazzo Pianciani): provvederà a tutto la Fondazione Sgarbi e gli sponsor che la sostengono.

Sgarbi non ha troppo digerito lo sgarbo di Cerami – con il quale forse non corre buon sangue – ma è in buona compagnia. In particolare di quel Pietro Folena, parlamentare di punta del Pd, presidente dell’associazione culturale Metamorfosi (una vera e propria macchina da guerra quanto ad eventi), che, a quanto ha potuto appurare Tuttoggi.info, aveva proposto al Comune di Spoleto una Mostra sul Caravaggio – nel 4° Centenario della morte di cui parla l'intero Pianeta – per una modica cifra. Neanche 35mila €, una bazzecola, grazie ad alcuni sponsor che volevano esser presenti a Spoleto. Non ha meritato  neanche uno straccio di risposta. La Mostra (con l’originale Buonaventura e 6 caravaggeschi francesi), udite udite, è finita così in una Capitale della moda e dell’arte. Certo, si dirà, non si trattava di arte moderna; ma vuoi allora vedere che anche quei 120mila euretti possono diventare una cifra esorbitante?

(ha collaborato Carlo Ceraso)

Articolo correlato:

PALAZZO COLLICOLA (1), IL NEO DIRETTORE MARZIANI SI PRESENTA ALLA SPOLETO DA BERE. (foto Tuttoggi.info)

share

Commenti

Stampa