L’orologio scorre verso le fatidiche ore 12 di martedì 12 maggio, che segna il termine per presentare l’offerta di acquisto irrevocabile telematica per acquistare la Ternana. Ma chi potrebbe effettuare un tentativo, con la triangolazione Svizzera – Roma – Terni, sembra restare fermo alle posizioni iniziali, quando sul piatto c’era una disponibilità massima di 3 milioni di euro. Meno della metà di quanto occorre (8 milioni e mezzo) per salvare la Ternana, accollandosi debiti della gestione sportiva che, inizialmente, erano stati stimati ben al di sotto dei circa 8 milioni complessivi da aggiungere ai 260.000 euro a base d’asta per l’acquisto del Club e del suo titolo sportivo.
Evidentemente, dalla Svizzera ci si attendeva un aiuto importante da Terni. Magari con un intervento personale dello stesso Bandecchi, in grado di stimolare altri “volenterosi”. Bandecchi però, attraverso Tag24 fa sapere che il progetto dell’imprenditore italo-svizzero non è andato a buon fine. lo scoglio principale è rappresentato dall’esposizione debitoria del ramo sportivo della Ternana Calcio. “Lui e il suo advisor – afferma Bandecchi a Tag24 – hanno detto chiaramente che non riescono a capire perché dovrebbero farsi carico di 8 milioni di euro di passività lasciate in eredità dalla famiglia Rizzo. Il problema per tutti è quello, perché il debito immediato da saldare è tutto riferito alla stagione appena conclusa“.
“Ci sono altri soggetti che sentirò a breve” sono le parole di Bandecchi a cui ora si aggrappano i tifosi della Ternana, di fronte al baratro del fallimento. Che si avvicina, dopo un’altra giornata nera, seguita a quella in cui è stato ufficializzato il deferimento per il mancato rispetto delle scadenze federali. Con la certezza, in caso di iscrizione al prossimo campionato di Serie C, di ripartire da almeno -7 in classifica. L’altro appiglio è l’azionariato popolare. Prospettiva ardua, per tempistica e modalità.