Nuove nomine nell’Archidiocesi di Spoleto – Norcia, con il trasferimento di alcuni sacerdoti. Nel giorno della festa dell’Assunta, come tradizione, l’arcivescovo Renato Boccardo ha voluto ufficializzare alcuni cambiamenti all’interno della Diocesi.
Che ci sarebbero state novità tra i preti a Norcia era emerso già da qualche giorno, dopo che don Davide Tononi aveva comunicato sui social il suo prossimo trasferimento, con un post che poi era stato cancellato poco dopo anche se in molti lo avevano comunque letto.
Diocesi Spoleto – Norcia, le nomine
Nel dettaglio, l’arcivescovo:
- ha confermato ad interim come Pievano di Santa Chiara della Croce (Montefalco) Mons. Sem Fioretti, Vicario Generale;
- ha assegnato don Luca Gentili alla Pievania di Santa Chiara della Croce (Montefalco);
- ha assegnato don Elvis Antony alla Pievania di San Giovanni Battista (Alta Marroggia nel Comune di Spoleto);
- ha assegnato don Marco Rufini alla Pievania del Beato Giolo (Cerreto di Spoleto, Sellano, Verchiano di Foligno);
- ha nominato don Maurizio Erasmi Pievano dei Santi Benedetto e Scolastica (Norcia);
- ha assegnato don Melchior Erram Josephraj, cpps, alla Pievania dei Santi Benedetto e Scolastica (Norcia);
- in accordo con il Vescovo di Lugo (Spagna), don Davide Tononi presterà per un anno servizio pastorale di accoglienza e assistenza ai pellegrini italiani sul Camino de Santiago;
- ha ringraziato don Edoardo Rossi per il servizio generoso e competente svolto in questi anni come Direttore della Caritas diocesana ed ha nominato Direttore della Caritas diocesana la sig.ra Vincenza Campagnani e Vice Direttore l’avv. Silvia Antonelli.
La festa dell’Assunta a Spoleto
Come detto, le nomine sono state rese note nel giorno della solennità dell’Assunta, dopo la tradizionale messa nella basilica cattedrale ei Spoleto.
«Crediamo davvero nella vita eterna che ci attende dopo la morte? La festa dell’Assunzione della Vergine Maria si colloca proprio al cuore di questa domanda» ha esordito monsignor Boccardo. «La comunità dei credenti – ha proseguito il Presule – ha compreso fin dai primi secoli che in Maria, madre del Risorto, era anticipata la meta che attende ognuno di noi. E così la fede della Chiesa è giunta gradualmente a proclamare Maria al di là della morte, in quella dimensione altra dell’esistenza che non sappiamo chiamare se non “cielo”».
Molti i fedeli presenti alla celebrazione, animata nel canto dal coro diocesano. La Città di Spoleto era rappresentata dal vice sindaco Danilo Chiodetti.
Maria attenta alle sofferenze degli uomini
«Maria, assunta in Dio, – ha proseguito mons. Boccardo nell’omelia – resta infinitamente umana, Madre per sempre, rivolta verso la terra, attenta alle sofferenze degli uomini e delle donne di tutti i tempi e di tutti i luoghi, presente al loro pellegrinare sovente incerto. Nel contesto asfittico e ansioso del nostro tempo, ammorbato da opposti egoismi e da una quieta rassegnazione alle perversioni del potere, la festa che oggi celebriamo ci esorta con forza ad allargare gli orizzonti della quotidianità, ad avere una visione ampia e positiva della storia, ricordandoci che la misura non è tirare a campare, o salvarci la pelle, o preservare i nostri modelli di società in bilico sullo squilibrio altrui, ma ritrovare quella mèta che è essere con Gesù Risorto, è contemplare il suo volto glorioso, è oltrepassare il male della separazione e del disinteresse per riconoscerci tutti chiamati alla comunione con Dio».
Preghiera dalla Loggia
Al termine della Messa, l’Arcivescovo, con la Santissima Icone in mano, i presbiteri e le autorità civili sono saliti sulla Loggia della Cattedrale, con i fedeli adunati in Piazza. Mons. Boccardo ha quindi recitato la seguente preghiera: Santa Maria, donna di immensa carità, guarda e assisti la gente di Spoleto che da secoli ti riconosce ed invoca come Madre e Regina. Questa città e questo territorio, che da te si sentono singolarmente amati, ti affidano il loro presente e il loro avvenire: difendili dai pericoli e dalle varie insipienze che da più parti li insidiano; preservali dalla tentazione di indulgere alle dispute astiose, all’incomprensione, allo spirito di discordia; fa’ che non smarriscano mai la memoria dell’eredità preziosa dei padri e della loro inalienabile storia cristiana. Aiutaci a non perdere di vista il senso ultimo e vero del nostro pellegrinaggio di quaggiù. Conservaci nella fedeltà al Figlio tuo, crocifisso e risorto, unico e necessario Salvatore degli uomini, Signore dell’universo, degli eventi e dei cuori. Mostrati ancora e sempre Madre per tutti, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.