Morte Raggi, funerali in Duomo / L’omicida aveva aggredito prete e ispettore di polizia - Tuttoggi

Morte Raggi, funerali in Duomo / L’omicida aveva aggredito prete e ispettore di polizia

Redazione

Morte Raggi, funerali in Duomo / L’omicida aveva aggredito prete e ispettore di polizia

Sindaco dichiara lutto cittadino: “scriverò a premier Renzi” / Lunedì autopsia / I precedenti a Fermo e Porto San Giorgio / L’omicida non parla: la vergogna della mamma
Sab, 14/03/2015 - 18:00

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Sara Cipriani e Carlo Ceraso

Si terranno martedì prossimo in Duomo le esequie di David Raggi, il giovane di Terni barbaramente ucciso da Aassoul Amine, il marocchino che in preda ai fumi dell’alcool gli ha reciso la carotide con il collo di una bottiglia facendolo morire dissanguato. La decisione l’hanno presa poco fa i familiari che hanno compreso come la parrocchia di San Paolo fosse troppo piccola per ospitare quanti vorranno rendere l’ultimo saluto a questo ragazzo dal cuore grande, impegnato socialmente (era volontario della Oppa, l’Opera Pia di Pubblica Assistenza), stimato professionalmente quale informatore farmaceutico. A far loro visita anche oggi è stato il sindaco Leopoldo Di Girolamo, ancora incredulo per questa vicenda che lo ha toccato da vicino essendo da tempo il medico della famiglia Raggi. Come sotto choc è ancora Terni, dove ieri sera in migliaia hanno voluto testimoniare la vicinanza a papà Valter, a mamma Bruna e al fratello Diego per l’assurda morte di David.

Grazie Terni, scriverò a Renzi” – in tarda mattinata il primo cittadino ha diramato una nota con cui ha evidenziato il dolore ma anche la compostezza di una città che davanti all’efferato omicidio ha saputo reagire in modo encomiabile, degno di una città civile che non di meno attende ora giustizia. Merito anche dei valori che la famiglia Raggi ha saputo coltivare e trasmettere ai suoi figli. “Terni, nella  giornata drammatica segnata dalla morte assurda di David Raggi, ha saputo, ancora una volta, lanciare al Paese un messaggio di maturità e civiltà” scrive Leopoldo Di Girolamo “ieri sera, rispondendo ad un invito lanciato dagli amici, migliaia di persone si sono raccolte compostamente davanti a Palazzo Spada e poi hanno attraversato, portando in mano una fiaccola, le vie del centro fino a raggiungere piazza dell’Olmo. Un corteo silenzioso, fatto di amici, conoscenti di David, tanti giovani, intere famiglie con bambini, rappresentanti delle istituzioni e delle tante realtà che contribuiscono a rendere viva la città. Un corteo nel quale si sentiva lo sgomento, l’incredulità, la rabbia per quanto accaduto, per una violenza cieca e priva di alcuna giustificazione. Una moltitudine che ha voluto testimoniare una richiesta impellente di giustizia. Un corteo che ha voluto esprimere la piena vicinanza alla famiglia di David e condividere con loro quel dolore immenso, insopportabile. Non c’era alcuna voglia di vendetta. I ternani hanno saputo reagire nella maniera giusta, aiutati moltissimo dalle parole e dai comportamenti della famiglia Raggi che, rifacendosi ai sentimenti ed ai valori che in primo luogo animavano la vita di David, ha chiesto solo giustizia. La famiglia Raggi, pur in un dolore indicibile, è stata un esempio di umanità, compostezza, fermezza e anche per questo la loro richiesta di giustizia è ancora più rilevante. Così come la richiesta di più sicurezza che insieme a loro tanti ternani hanno voluto evidenziare”. Poi il sindaco ha aggiunto la prossima iniziativa politica: “Per questo scriverò al Presidente Renzi ed ai Ministri Alfano ed Orlando affinché siano date alle nostre Forze dell’Ordine più mezzi e strumenti per aumentare il livello di sicurezza nelle nostre città e si modifichino quelle norme che, usate strumentalmente, oggi permettono a soggetti criminali di potersi aggirare indisturbati nelle nostre comunità mettendo a rischio l’incolumità dei nostri cittadini. Quello che è accaduto a David non deve più accadere“.

I gravi precedenti di Aassoul – che Aassoul Amine, il presunto omicida, fosse un criminale lo si era appreso durante la conferenza stampa tenuta ieri dal questore Belfiore insieme ai vice questori Taschetti e Peppicelli che ne avevano tracciato un profilo di ladro e rapinatore. Quello che si aggiunge oggi è invece anche il profilo violento che da sempre accompagna il 29enne marocchino. Già nel 2006, in pratica a 17 anni, lasciò esanime in terra un parroco di Porto San Giorgio che aveva appena rapinato. Poco tempo dopo aggredì un ispettore di polizia di Fermo procurandogli una ferita al volto che gli procuro 8 punti di sutura e una cicatrice che è ancora visibile. Solo per raccontare alcuni degli episodi più bestiali messi in atto. E che gli erano costati l’espulsione dall’Italia, dove era rientrato recentemente via Lampedusa chiedendo l’asilo concesso. Respinto dalle autorità di polizia alle quali si era opposto in giudizio che però, da settembre scorso, è ancora pendente davanti alla magistratura. Potere (ahinoi) di un Paese dove alla inesistente certezza della pena si aggiungono cavilli e lentezze burocratiche senza le quali David, come centinaia di altre vittime, sarebbero ancora vivo. Intanto è stato fissato per lunedì prossimo l’interrogatorio di garanzia in carcere per il marocchino. Che fino ad oggi ha preferito non rilasciare dichiarazioni agli inquirenti. In questo ore un’analoga tragedia la sta vivendo sua madre, anch’ella di origine nordafricana, risposata con un connazionale, che a Terni è ben vista e stimata. “Una lavoratrice” la definiscono in Questura “una donna che non ha avuto mai problemi con la giustizia e che da oltre 20 anni si è saputa ben integrare in Italia.  Intanto migliorano le condizioni dei due agenti che, pur in borghese, si trovavano nel locale dove si è verificato l’omicidio e che erano intervenuti per allontanare il giovane in preda ai fumi dell’alcool.

L’autopsia e i funerali – nelle stesse ore in cui comincerà l’interrogatorio, si svolgerà l’autopsia sulla salma di David che sarà subito restituita ai familiari che con ogni probabilità stanno pensando ad una camera ardente da allestire nella chiesa di San Paolo. I funerali sono stati fissati per il giorno seguente, alle 15 di martedì 17 in Duomo. Intanto continua la raccolta di firme affinchè piazza Dell’Olmo venga intitolata a Raggi, decisione che potrebbe essere anticipata dalla stessa Giunta comunale.

(foto tratta da Facebook)

© Riproduzione riservata

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