Morte di Filippo, le prime verità dall'autopsia

Morte di Filippo, le prime verità dall’autopsia

Redazione

Morte di Filippo, le prime verità dall’autopsia

Il 25enne spoletino colpito al volto da un calcio, si attendono a breve altri indagati
Sab, 22/08/2020 - 10:46

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Morte di Filippo, le prime verità dall’autopsia

Dall’autopsia le prime verità sulla morte di Filippo Limini, avvenuta la notte tra il 14 e il 15 agosto nel parcheggio vicino alla discoteca Country Cafè di Bastia Umbra. Ma anche alcuni nodi ancora da sciogliere. Per i quali si dovrà attendere l’esito degli esami istologici su alcuni campioni di tessuto prelevati dal corpo del 25enne spoletino.

Ora 60 giorni per la relazione sull’autopsia

I consulenti nominati dal pm Paolo Abbritti per gli accertamenti medico-legali (Mauro Bacci, Marta Bianchi e Paola Melai), che hanno effettuato l’autopsia alla presenza dei vari consulenti di parte (Sergio Scalise per la famiglia Limini, Anna Maria Verdelli e Walter Patumi per gli indagati) hanno 60 giorni di tempo per redigere a relazione definitiva sull’autopsia.

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Che ha fornito delle prime indicazioni, ma al momento non ha appunto sciolto alcuni punti su cui i medici legali restano cauti, in attesa dell’esito degli esami istologici.

Le prime verità sulla morte di Filippo

Dai primi rilievi l’investimento da parte dell’auto pare la causa più probabile della morte di Filippo Limini. Per il colpo ricevuto alla testa dal paraurti e per il successivo schiacciamento delle ruote dell’auto che procedeva in retromarcia, prima che il 19enne di Bastia Brendon Kosiqui innestasse la prima per allontanarsi con la Opel Corsa.

Il calcio oltre al pugno: forse c’era un quarto ragazzo del posto

L’autopsia avrebbe confermato che, oltre al pugno che Denis Hajderlliu (20enne di Bastia) ha ammesso di aver sferrato una volta sceso dalla Opel, Filippo, una volta a terra, sia stato colpito al viso anche da un calcio. Dato forse da un quarto ragazzo. Versione che sarebbe stata confermata anche da alcuni testimoni.

Con me c’era anche Valentin… ma il cazzotto gliel’ho dato io” avrebbe detto Denis, atterrito per aver visto il ragazzo a terra in una pozza di sangue, alle amiche che lo portavano via dal luogo della rissa.

Altri indagati

Ecco perché si attende a breve l’iscrizione nel registro degli indagati – da parte del pm Abbritti – di altre persone oltre ai ragazzi del posto (il terzo è il 23enne Brendon Kosiqui , residente ad Assisi, che sedeva nel sedile anteriore dell’auto) ora agli arresti domiciliari. Compresi, presumibilmente, i ragazzi provenienti da Spoleto che, già secondo la ricostruzione avvalorata dal gip Natalia Giubilei) hanno preso parte alla rissa, colpendo i ragazzi bastioli e l’auto sulla quale si erano rifugiati.

Fiumi di alcol

In una notte che doveva essere di divertimento per questi ragazzi, tutti giovanissimi, e che si è trasformata invece in una maledetta notte di follia e di orrore, probabilmente anche a causa dell’alcol ingerito nelle ore precedenti.

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