Sfiducia, Morelli a FI “non mi vendo per la poltrona” | Ex Consiglieri già in pista - Tuttoggi

Sfiducia, Morelli a FI “non mi vendo per la poltrona” | Ex Consiglieri già in pista

Carlo Ceraso

Sfiducia, Morelli a FI “non mi vendo per la poltrona” | Ex Consiglieri già in pista

Dom, 14/03/2021 - 15:53

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E’ già iniziata la campagna elettorale dopo la sfiducia votata alla Giunta de Augustinis e alla vigilia dell’insediamento del Commissario prefettizio, con il Prefetto Tiziana Tombesi attesa per domani mattina in Comune.

Questi sono i giorni in cui la fazione dei perdenti – che in nessun modo ha fatto minimo accenno di autocritica – continua a pigiare l’acceleratore nel creare il “panico” per quello che sarà il commissariamento, visto da alcuni come la morte civica della città. Niente di più falso.

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Lo confermava stamattina il poliedrico Sergio Grifoni, stavolta nei panni di storico locale, ricordando su Facebook l’esperienza del commissario Martissa che nel 1966 guidò la città: egli “inaugurò il Pronto Soccorso al San Matteo, con un nuovo Polmone di acciaio…inaugurò la nuova Diga di Arezzo… lanciò l’idea della Casina dell’Ippocastano…pavimentò con i sampietrini Borgo e Corso… installò i semafori in piazza Vittoria”.

Perché, anche se chiamati a gestire l’ordinario, si possono realizzare cose importanti. E il nuovo Commissario Tombesi ha già fatto sapere di conoscere bene la realtà di Spoleto (è stata Vice Prefetto di Perugia) e di volersi impegnare fino in fondo per la città, in questa sua nuova avventura amministrativa.

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Ma queste successive alla sfiducia sono anche le ore della resa dei conti in quei partiti e movimenti che, proprio a seguito di una incapacità di saper aggregare le forze, si sono letteralmente frantumati.

E’ il caso della Lega, con l’epurazione di sei esponenti e la ricostituzione del gruppo affidato a Cesare Loretoni e al commissario Riccardo Fedeli; di Spoleto popolare, i cui ideali (e gran parte della base) sono rimasti nelle mani di Ilaria Frascarelli, con la Bececco che ha fatto il salto della siepe; ancora di Forza Italia dove Filippo Ugolini era formalmente capogruppo di se stesso e strenuo difensore del sindaco (con tanto di sostegno genitoriale), mentre Marina Morelli, nonostante gli appelli all’unità finiti nel vuoto, decideva di firmare la mozione di sfiducia.

Sfiducia, Morelli: “non mi sono venduta per una poltrona”

Proprio quest’ultima, all’indomani della sfiducia, è stata raggiunta dalla comunicazione della espulsione dal partito di Silvio Berlusconi per aver “agito in maniera autonoma”, ovvero per non aver sostenuto la linea del partito umbro, su cui ha avuto una forte influenza la gerarchia romana. Di ieri la presa di posizione della Morelli, ormai ex presidente della Commissione sanità: “non è mia intenzione esprimere pareri sulla decisione del coordinamento regionale che sembra aver deciso che su Spoleto è bene avere come esponente il Signor Ugolini e estromettere la sottoscritta. Di mio tengo i fatti evidenziati dai documenti recentemente approvati, tutti all’unanimità, e il riconoscimento del buon lavoro svolto dalla sottoscritta per la Commissione affidata. Anche recentemente è stato evidenziato dai rappresentanti di tutti gli schieramenti, compreso il gruppo misto, il buon lavoro fatto dalla Commissione che ho presieduto, riscontrabile da registrazioni e stampa. Mi chiedo se ad oggi in Forza Italia, si preferisca al posto del colloquio telefonico, comunicare tramite post su piattaforma Facebook o tramite stampa. Mi domando come mai si sia anche chiesto tramite il Coordinatore comunale, se avessi avuto piacere di farmi carico di altri specifici ambiti di impegno. Bene, se la strada per dare a Spoleto una nuova guida è contraddistinta dall’espulsione non pervenuta alla scrivente, che ha unito la sua posizione a quella dell’intera compagine di centrodestra di Lega e FdI, ne prendo atto. Sono orgogliosa di essere stata espulsa (solo a mezzo stampa) per aver mantenuto i miei valori e i miei principi non mi sono messa in vendita per una poltrona, ma come sempre ho agito per trovare la soluzione più opportuna che assicuri un proficuo futuro alla città. Felice di aver dato tutto il possibile alla collettività dopo aver eccezionalmente avuto lunedì 8 marzo 2021, la presenza del Primo cittadino nell’ultima commissione consiliare, concludo pensando che forse il Covid sta annebbiando i vertici umbri di Forza Italia”.

Sfiduciati, Laboratorio già in pista

Si dicono già pronti per tornare in pista due dei tre consiglieri di Laboratorio (non sfugge l’assenza della firma del collega Massimiliano Montesi), la lista civica dell’ex primo cittadino, Mario Mancini e Roberto Ranucci, due politici navigati prima di diventare civici, il primo quale socialista, il secondo con un passato in Dc e Forza Italia.

I due, per l’ennesima volta, sfruttano l’occasione di creare un certo allarme sociale post sfiducia: “Ha prevalso la logica dei partiti, ha prevalso l’interesse di parte a quello generale, ha prevalso la ripicca e lo scontro personale all’atteggiamento serio e maturo di chi ha ricevuto un mandato elettorale che avrebbe dovuto onorare sino in fondo.

Da dx Ranucci e Mancini

Chi ha prodotto questa crisi lascia Spoleto senza interlocutori con la Regione proprio quando si definisce il nuovo Piano Sanitario Regionale, impedirà a Spoleto di votare ed eleggere un proprio rappresentante nel futuro consiglio provinciale, consentirà ad altri territori di discutere l’ubicazione di un termovalorizzatore, decidendo anche per questo territorio. Una scelta che rischia di creare danni epocali ad una città che è stata sacrificata sull’altare delle solite, logore, vecchie guerriglie politiche. E non è un caso che a questo banchetto, in maniera trasversale, si siano seduti i partiti di destra e sinistra. Riflessione che ci convince ancor più della scelta civica fatta tre anni fa, con la quale abbiamo deciso di impegnarci per la nostra città senza condizionamenti, senza padrini e padroni che dall’alto dei loro ruoli hanno consentito questa situazione. La città ha visto e ha capito”. Poi l’annuncio a continuare la propria mission: “L’amarezza di queste ore è tanta, ma è in questi momenti che bisogna fare appello alla propria esperienza, alla passione e alla volontà di combattere. Su questa via dovremo ricostruire una nuova strada per Spoleto, memori di quanto accaduto e forti della nostra coerenza. Noi ci siamo stati e ci saremo”.

L’appello della Bececco, pronta anche per una nuova “casa”

Sulla stessa lunghezza d’onda la nota odierna di Maria Elena Bececco che, ricalcando il discorso fatto in consiglio durante la discussione della mozione di sfiducia, ripropone le motivazioni che l’hanno portata a sorreggere la giunta de Augustins.

Anche lei cavalca la paura del commissario, si dice pronta a continuare l’esperienza politica, anche se non firma la nota come esponente di Spoleto popolare. Forse perché già in cerca di una nuova ‘casa’, civica ovviamente, anche perché i partiti di destra e sinistra (fa forse eccezione Forza Italia) le hanno già da settimane sbarrato ogni apertura.

Elena Bececco

Leggiamo: “Come a tutti è noto, e come ho avuto modo di ribadire più volte a gran voce, la mia linea di ferrea opposizione all’ex giunta de Augustinis si è interrotta non appena la seconda ondata di pandemia da Covid 19 ha investito la nostra Spoleto con la decisione di privare dal giorno alla notte la città del suo Ospedale, convertito in Covid hospital. Quando si è in guerra, la Città deve farsi trovare unita. Invece l’assurda alleanza “a distruggere” fra Partito Democratico, Lega e Fratelli d’Italia (ma anche delle liste civiche Ora Spoleto, Spoleto popolare e Alleanza civica, n.d.r.) ha prevalso con la legge dei numeri rispetto al buonsenso di chi, da cittadino e non da emissario di partito, auspicava per Spoleto, in questo difficile periodo, la piena funzionalità di tutti i suoi organi istituzionali. Spoleto è stata lasciata senza voce. Non potrà urlare per riavere il suo Ospedale, non potrà dire la sua riguardo il Piano Sanitario Regionale. Per non parlare della ricostruzione, del Recovery fund fino al Next generation: per affrontare tutte queste sfide la Città dovrà contare sulla professionalità della dottoressa Tiziana Tombesi, Commissario prefettizio di cui ben conosco le doti umane e professionali e alla quale ho già rivolto il mio personale augurio di buon lavoro. Non sappiamo ancora quanto tempo durerà il commissariamento della nostra Città”.

Poi, a tre giorni dalla sfiducia e dello scioglimento del consiglio, l’annuncio della propria candidatura: “ecco perché, da subito, rinnovo e rivolgo il mio appello a tutte le risorse civiche della Città che non intendono sottostare ai giochi di partito, i cui disastri sono ormai sotto gli occhi di tutti. Incontriamoci, confrontiamoci, discutiamo della nostra Spoleto futura, mettiamoci tutti la faccia per farci trovare pronti quando potremo di nuovo riprendere in mano il nostro destino. Come sempre sono a disposizione per scrivere insieme le linee-guida da percorrere nell’interesse della nostra Città: ci metto il mio entusiasmo, la mia passione, la mia persona, le mie competenze e – non ultimo – il mio amore per la nostra Spoleto. Lo dico anche da professoressa: non possiamo farci trovare impreparati a settembre!

Sfiducia, si riaffaccia Spoleto Sì

Ed è di queste ore l’annuncio di un altro movimento pronto a tornare in pista in vista delle prossime elezioni autunnali, quello di Spoleto Sì del coordinato Maurizio Hanke, anche lui politico di vecchio corso e che torna alla ribalta dopo la sfiducia .

Maurizio Hanke

Il momento politico attuale” si legge nella nota “deve sospingere tutti ad una forte assunzione di responsabilità e ad un progetto politico che restituisca alla città il ruolo, le attribuzioni istituzionali, gli spazi e i programmi che essa merita e che progressivamente si sono perduti. Il breve interregno commissariale che ci separa dalle elezioni nel prossimo ottobre, dovrà consentire alla citta e alle sue espressioni sociali di individuare i soggetti politici, la squadra, e i temi su cui la stessa città dovrà esprimere il suo consenso.

Si rende necessaria a questo fine una forte collaborazione proprio tra i movimenti civici che in questo momento possono rappresentare questa diffusa e forte esigenza di recupero dei valori fondanti della nostra collettività cittadina”. Hanke, in virtù del civismo, prende le distanze dai partiti: “Le forze che ci hanno portato in questa situazione di crisi e di cedimento istituzionale non potranno, naturalmente, essere considerate come possibili interlocutrici ed alleate di questa ricomposizione del quadro politico cittadino ed anche gli uomini che hanno privilegiato il loro particolare interesse rispetto all’interesse generale saranno esclusi. Intraprenderemo quindi un giro di colloqui e consultazioni nei prossimi giorni proprio per iniziare questo lungo e tenace lavoro di ricomposizione”.

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