MAGDI “CRISTIANO” ALLAM SI CONVERTE ALLA FEDE CATTOLICA

MAGDI “CRISTIANO” ALLAM SI CONVERTE ALLA FEDE CATTOLICA

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Fa discutere la comunità islamica (e non solo) la conversione al cristianesimo di Magdi Allam, uno dei giornalisti più noti in Italia e vice direttore ad personam del Corriere della Sera che la notte di Pasqua ha rinunciato alla sua fede islamica.

Non compete a nessuno entrare nelle scelte individuali di chi, dopo un percorso di fede e di conoscenza , abbraccia una fede o inizia un percorso di conoscenza, anche diverso da ciò che aveva fatto sino ad un minuto prima. Ciò che è nella mente di una persona non può essere governato per norma o consuetudine.

Tuttavia, sperando che gli strumenti di conoscenza di un cammino siano  a disposizione di tutti in egual misura, quando della propia scelta si fa proclama e si espone pubblicamente il proprio gesto come esempio, allora non ci si può sottrarre all'osservazione dell'altro che vede e valuta per se proprio, se quello è davvero un esempio o no. Nella convivenza civile è necessario il confronto e lo scambio, l'osmosi , degli elementi utili per tutti, che sono anche seme della crescita.

La conversione di Magdi Cristiano Allam, senza dietrologie è senz'altro il frutto di una libera scelta e di un percorso condiviso, per stessa ammissione di Allam, con diversi personaggi della cultura e della Chiesa Cattolica( uno per tutti e molto influente, il rettore dei Salesiani Don Pascual Chávez Villanueva) 

Ciò che è rimasto invece impresso nella mente di chi osservava il gesto è stata la pubblicità che se ne è fatta e la volontà esplicita dello stesso giornalista di voler esprimere senza mediazione alcuna, in una lettera al suo giornale, la netta superiorità della nuova fede rispetto alla precedente e soprattutto la negatività della precedente.

Figurarsi se su un argomento dibattuto come quello della tolleranza religiosa, ci si possa avventurare in poche a righe a chiarire il motivo del contendere. Ma le reazioni delle varie comunità islamiche ufficiali ( per intenderci quelle che siedono al tavolo della Consulta Islamica), sono chiare nel manifestare un certo stupore per la volontà di sottolineare il distacco dalla fede precedente.

«L'importante è che ogni persona viva la sua religiosità in modo pacifico e rispettando le altre religioni» dice l'imam Izzedin El Zir, portavoce dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia. «È un uomo adulto – aggiunge, – libero di fare la sua scelta personale: in Italia ci sono diversi cristiani che abbracciano l'islam con la loro libera scelta, non credo ci sia concorrenza tra cristianesimo e islam a conquistare le persone. C'è dialogo positivo, e speriamo che vada avanti per la convivenza pacifica e la pace nel mondo».  Più critico, ma ugualmente rispettoso, l'imam Yahya Pallavicini, vicepresidente della Comunità Religiosa Islamica, per il quale «non c'è nessun bisogno, per dimostrare l'amore per Gesù, di rinnegare l'amore e la fede per il profeta Mohammad, in quanto i musulmani hanno, all'interno della loro dottrina, il riconoscimento più alto della figura di Cristo e della Vergine Maria. Il mio rispetto per queste figure, così come per il mondo cristiano ed ebraico, lo vivo da musulmano». Per questo, spiega, «non capisco il perchè della scelta di aderire ad una religione precedente, rinnegando la tradizione, la cultura e la veridicità del messaggio islamico: qualsiasi apostasia, nel senso di qualsiasi rinnegamento di un messaggio profetico o di una rivelazione divina, è vista – ricorda – con forte perplessità». Molto polemica invece la dichiarazione Sherif El Sebaie, collaboratore del Manifesto, esponente della comunità islamica torinese e noto blogger: «Sono contento che Magdi Allam abbia raggiunto, si spera dopo autentica, convinta e disinteressata riflessione spirituale, il capolinea del suo travagliato percorso religioso»: così commenta il battesimo di Allam. «Ora che Cristiano Allam afferma di essersi finalmente liberato dalla 'radice del male' che è insita in un islam che è 'fisiologicamente violento e storicamente conflittuale' – prosegue El Sebaie in riferimento alla lettera pubblicata dal quotidiano di via Solferino- ci si augura che si comporti secondo i preziosi dettami di Gesù Cristo che ha amato il diverso, il ladro, l'assassino, la prostituta, il corrotto».

Si spera solo che ora non ci si dilunghi più molto su questo gesto, che se voleva mettere al centro dell'attenzione il problema della fede religiosa e della convivenza, lo ha fatto creando una posizione di dialogo impari. Esistono dei luoghi deputati al confronto ed i temi non dovrebbero mai insistere su quale delle due fedi in discussione è più grande e più bella , ma semmai se si possa esprimere liberamente il proprio credo senza essere perseguitati.

E' stato un errore spettacolarizzare una simile scelta, perché nella possibile decisione di altre anime in cerca di conversione( dall'una o dall'altra parte) potrà insinuarsi da oggi in poi il dubbio che se si è accompagnati in questo cammino e difesi pubblicamente dai vertici di una confessione, la sofferenza individuale sia più lieve, maturando una scelta anche non consapevole fino in fondo.

Un gesto di negazione conflittuale genera contrasto e timore in chi non ha difese potenti come il Sig. Magdi Cristiano Allam. La chiesa cattolica in questo la sa lunga sin dalle famose conversioni forzate degli Ebrei. E non è un caso che sia stata riproposta in questa Pasqua, tanto per rinforzare l'argomento, la famosa preghiera per la conversione degli Ebrei suscitando un altro vespaio notevole. Sembrerebbe proprio che si voglia allargare il fronte della discussione conflittuale piuttosto che comporre le fratture.

Ma tutto questo è solo accademia poiché in fin dei conti siamo nelle mani di Dio.

carvan

 

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