Sui cartoncini di invito ai ricevimenti delle buone famiglie scandinave era in uso aggiungere la dicitura “Si prega di non discutere di Casa di bambola”. E in effetti il dramma in tre atti sconvolse il pubblico del XIX secolo. Henrik Ibsen lo scrisse nel 1879 quando la prospettiva di alcune donne cominciava a cambiare ma il mito della Vera Femminilità, sinonimo di maternità, remissività e domesticità, era ancora fortemente radicato.
Leo Muscato fa rivivere Ibsen. Ripropone la trama e toglie i riferimenti spazio-temporali perchè i conflitti della donna angelo del focolare e gli sforzi del capo famiglia per mantenere le apparenze sono sempre temi attuali e, soprattutto, Muscato restituisce il finale originale al dramma che Ibsen dovette modificare per cause di forza maggiore.
La storia racconta di Nora (Lunetta Savino) che per curare la malattia del marito (Paolo Bessegato) contrae un debito segreto. Quando lui, che nel frattempo ha conquistato una stabile posizione sociale, scopre tutto si preoccupa solo del proprio buon nome. Bravi davvero gli attori a tenere il palco per due ore intense e ricche di significati. Prima fra tutti Lunetta Savino (nota ai più per i ruoli nelle fiction Rai e Mediaset Un medico in famiglia, Il Bello delle Donne, Raccontami) la Nora stralunata e instabile al punto tale da divenire comica.
Dal Teatro Nuovo di Spoleto, gremito per l’occasione, è iniziata sabato 8 Novembre la tournee del cast di Casa di Bambola. Per l’occasione, attori e regista hanno incontrato il pubblico il giorno precedente anticipando particolari e rispondendo agli attenti e numerosi presenti. E proprio in quest’occasione Leo Muscato ha anticipato di aver modificato il finale originale facendo morire la sua Nora senza però tradire l’autore dell'Ottocento che invece aveva fatto solo fuggire la sua eroina poiché il suicidio sarebbe stato un risveglio troppo audace …. perfino per Nora.