Liste d'attesa, 2mln e mezzo in campo dall'Umbria | Volumi in aumento - Tuttoggi

Liste d’attesa, 2mln e mezzo in campo dall’Umbria | Volumi in aumento

Alessia Chiriatti

Liste d’attesa, 2mln e mezzo in campo dall’Umbria | Volumi in aumento

Gli obiettivi per il prossimo biennio | 30 giorni per le visite, 60 per gli esami | Marini, "per le mammografie facciamo lo screening"
Mar, 10/05/2016 - 17:25

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Non si ferma la volontà della Regione Umbria di diminuire i tempi per le liste d’attesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. La giunta della presidente Marini ha infatti varato, ieri pomeriggio (9 maggio), nuove misure a integrazione del piano straordinario avviato nel 2014. L’obiettivo? Quello di rispettare i tempi massimi fissati in 30 giorni per le prime visite specialistiche e in 60 giorni per gli esami strumentali di primo accesso.

Ad annunciarlo al tavolo in conferenza stampa questa mattina nel Salone d’Onore di Palazzo Donini c’erano schierati la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’assessore regionale con delega alla Sanità, Antonio Bartolini, e il direttore generale alle politiche della Salute, Walter Orlandi. La road map della Regione non si ferma, all’insegna di un’operatività che non ha ricevuto una battuta d’arresto nemmeno dopo l’uscita dalla giunta dell’ex (e chissà, dicono i rumor, ancora per quanto, dato che il suo ritorno in squadra è atteso addirittura non più tardi della fine di maggio) assessore alla sanità, Luca Barberini, dopo la nomina del già citato ‘direttore della discordia’ Orlandi.

Così come la presidente Marini ha tenuto a precisare, senza indugi, di voler metter a tacere con i fatti e i buoni risultati raggiunti le critiche di chi lamenta un non rispetto della celerità delle liste d’attesa da parte del sistema sanitario umbro. “Perché in Umbria si fa lo screening, quindi non si può ancora parlare di ritardi per le mammografie. Da parte nostra, c’è poi la massima disponibilità ad analizzare caso per caso i problemi dei pazienti. Ho risposto personalmente a chi diceva di aver avuto assegnata una visita mammografica con molto ritardo, chiedendo tutta la documentazione. La sto ancora aspettando“.

La Regione Umbria ha messo dunque in campo uno sforzo anche economico, pari a 2,5 milioni di euro utili anche per l’assunzione di medici, infermieri e tecnici, oltre che della macchina amministrativa che prova ad aggiornarsi tramite l’utilizzo dei sistemi informatici. Nelle aree di intervento, confluiscono la domanda appropriata, l’offerta rimodulata, maggiore informazione e comunicazione, più monitoraggio, controllo e valutazione. “Il nostro sistema sanitario – ha aggiunto Marini – è tra i migliori d’Italia. Per migliorare, abbiamo semplicemente guardato a chi in Italia fa meglio, riadattando il sistema all’Umbria. E’ un ulteriore sforzo – ha aggiunto – per fare altri passi avanti nella risoluzione delle criticità che abbiamo rilevato ed per imporre in qualche modo una tabella di priorità che dovrà essere rispettata“.

Con il piano straordinario per il 2014, sono dunque aumentati, in base all’analisi di Walter Orlandi, i volumi delle prestazioni sanitarie erogate tra il 2014 e il 2015: si passa così da 10.950.482 prestazioni di laboratorio erogate nel 2014 a 11.072.391 nel 2015; da 661.874 per diagnostica per immagini nel 2014 a 711.747 nel 2015; da 1.038.319 visite nel 2014 a 1.121.410 nel 2015; da 1.274.946 visite specialistiche nel 2014 a 1.302.798 per il 2015. Il tutto per un totale di 13.926.621 prestazioni erogate nel 2014 e di 14.208.346 nel 2015. Con il piano straordinario per il 2014, in base ai dati forniti dalla Regione Umbria, si è ridotto anche il drop out, ossia quei casi in cui, nonostante la prenotazione, i pazienti non si presentavano o non annullavano la visita.

Nel prossimo biennio, si procederà all’apertura degli ambulatori anche di pomeriggio, dopo le ore 20 e nei giorni festivi, dove la tipologia di prestazione è critica. Dal 16 maggio, sarò poi disponibile anche la prenotazione e il pagamento delle prestazioni online, attraverso il sito www.cupumbria.it. L’accesso sarà garantito attraverso il codice fiscale e la password assegnata all’utente, o tramite la Tessera Sanitaria o ancora con la Carta d’Identità Elettronica, utilizzando il proprio lettore di smart card. Poi verrà attivato lo Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale: una soluzione per accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazione e dei privati con un’unica identità. La possibilità di prenotare resterà valida anche via telefonica, attraverso il call center dedicato con un numero unico regionale. I pazienti potranno infine recarsi presso gli ambulatori specialistici, coinvolgendo i medici prescrittori. Infine, i pazienti potranno consultare giornalmente online i tempi di attesa delle visite e degli esami.

L’assessore Bartolini ha ricordato in conferenza come sia stato attivato con l’Università l’iter che porterà, entro fine luglio, alla chiusura del protocollo attuativo per l’azienda ospedaliera integrata. L’assessore riferirà inoltre il prossimo 18 maggio, in consiglio regionale durante un’audizione, a proposito del precariato, anche nella sanità.

Con le nuove misure per ridurre le liste d’attesa, la Giunta regionale ha recepito molte delle indicazioni provenienti dai rappresentanti dei cittadini, dal mondo sanitario e dai referenti sindacali. Ringrazio l’assessore Bartolini per aver dato seguito al lavoro congiunto che abbiamo svolto in Terza commissione”. E’ quanto ha dichiarato oggi il presidente della terza Commissione e consigliere regionale Attilio Solinas, presente oggi durante la conferenza stampa sulle liste d’attesa. Per Solinas “è positivo il fatto che siano aumentati sensibilmente i volumi delle prestazioni erogate in molti ambiti assistenziali, tra il 2014 e il 2015. Importante, poi, che ci sia un adeguato tasso di rispetto delle classi di priorità delle prenotazioni. Questo dimostra che sta andando a regime l’opera di razionalizzazione delle liste d’attesa, attuata ormai da alcuni anni, attraverso il progetto Rao (raggruppamenti di attesa omogenei), che assegna ad ogni paziente una priorità di prenotazione in base alla gravità del quadro clinico. È bene, comunque, verificarne il funzionamento periodicamente con i medici prescrittori e con gli erogatori delle prestazioni. Altro dato interessante è la riduzione del tasso di rinuncia alle prestazioni (drop out) non comunicata dal paziente al Cup. Non dobbiamo nasconderci che ci sono ancora delle prestazioni con tempi attesa critici: le misure disposte dalla Giunta puntano ad un incremento dell’offerta, anche allungando gli orari dei servizi, e ad una razionalizzazione della domanda, con un contrasto alla medicina difensiva, che è fortemente inappropriata e consuma ingenti risorse. Il governo della domanda è la strada giusta da percorrere per arrivare ad una maggiore appropriatezza ed una migliore sostenibilità del sistema. Importante lo stanziamento di risorse per l’assunzione di personale nei settori dove c’è maggiore richiesta di prestazioni, con una particolare attenzione alla stabilizzazione dei precari. Utile, inoltre, l’obiettivo assegnato ai servizi di effettuare le prestazioni entro gli intervalli prestabiliti dai Rao, rispettando i tempi di prenotazione. Da sottolineare, in quest’ottica, la scelta di richiamare il paziente qualora si liberi un posto per una prestazione per la quale non si era trovato posto in precedenza”. “Non dobbiamo dimenticare – prosegue Solinas – la rilevanza di scelte in favore delle persone in maggiore difficoltà come, ad esempio, la garanzia di accesso agevolato all’interno del proprio distretto socio-sanitario di appartenenza per gli anziani, le persone con malattia cronica e con disabilità complessa. Infine vorrei sottolineare – conclude Solinas – in merito alla citata problematica dei farmaci innovativi come quelli per l’epatite C, particolarmente costosi per le casse dello Stato, che è necessario evitare troppi passaggi ed un’eccessiva burocratizzazione nell’accesso a questi trattamenti, per evitare di perdere tempo prezioso e scongiurare che tali pazienti, spesso molto gravi, possano andare incontro ad un esito infausto della loro patologia”.

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