Liste d'attesa, obiettivo azzeramento non raggiunto "ma continuare su questa strada" - Tuttoggi.info

Liste d’attesa, obiettivo azzeramento non raggiunto “ma continuare su questa strada”

Sara Fratepietro

Liste d’attesa, obiettivo azzeramento non raggiunto “ma continuare su questa strada”

Mer, 02/08/2023 - 21:40

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La sfida è quella di portare, entro 6 mesi, in equilibrio il sistema delle liste d'attesa in Umbria. Le critiche di Federconsumatori

L’obiettivo – per il quale sono stati stanziati 6,9 milioni di euro – era di azzerare le liste d’attesa nella sanità umbra arretrate a causa del Covid entro il 31 luglio. La Regione Umbria, però, non ci è riuscita: su circa 74mila prestazioni pregresse (tra esami diagnostici e visite mediche) ne sono rimaste circa 19mila. Mentre negli ultimi 3 mesi se ne sono accumulate 29mila, anche se gli esami urgenti sono stati garantiti nel 90% dei casi. Il bicchiere, però, è mezzo pieno comunque secondo Palazzo Donini, dove mercoledì si è tenuta la programmata riunione per fare il punto della situazione.

Dall’incontro – alla presenza della presidente della Regione Donatella Tesei, del direttore regionale alla sanità Massimo D’Angelo, dei direttori delle Aziende ospedaliere e sanitarie locali, i direttori dei Distretti sanitari e i direttori di presidio ospedaliero – è emersa una “capacità produttiva tornata a livelli pre-Covid e drastica diminuzione delle liste di attesa, benché si sia scelto di preservare il principio di prossimità territoriale per i fragili, gli over 65, gli oncologici e gli invalidi gravi, scelta che, seppur ha rallentato lo smaltimento e provocato gran parte delle nuove liste d’attesa, permette di offrire all’utenza un servizio più agevole”.

Liste d’attesa, rimangono 19mila prescrizioni arretrate da smaltire

“Nonostante le liste non siano state totalmente azzerate entro il 31 luglio, data che la stessa Sanità regionale si era fissata nei mesi scorsi, – evidenza una nota della Regione – vi è stata una netta erosione che ha permesso di scendere dai circa 73mila percorsi di tutela che si registravano a maggio, e che si erano accumulati anche a causa della pandemia, ai 19mila di oggi, di cui la metà è composta da esami endoscopici e visite oculistiche che saranno smaltite dal sistema pubblico, sistema che nel frattempo, come già detto, ha raggiunto i livelli prestazionali 2019 pre-Covid. Delle prestazioni pregresse svolte, il 50% sono state gestite dal sistema pubblico, l’altro 50% da quello convenzionato, quindi senza ulteriore spesa da parte dei cittadini”.

Accumulate 29mila prestazioni. Nuovo obiettivo della Regione

  Tra maggio, giugno e luglio il sistema delle nuove prestazioni richieste non è andato ancora in equilibrio e questo ha fatto accumulare 29 mila prestazioni in attesa, di cui la metà circa a causa della già citata distrettualizzazione per i cittadini over 65, fragili, oncologici e invalidi gravi.   Va comunque sottolineato che il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie urgenti ha raggiunto un valore superiore al 90%.

  La Presidente Tesei ha ribadito che il piano straordinario e la metodologia messa in campo hanno portato i propri frutti, e che bisogna continuare in maniera determinata su questa strada. La sfida è quella di portare, entro 6 mesi, in equilibrio il sistema erogando tutte le prestazioni nei termini previsti, nonché garantendo l’appropriatezza delle prescrizioni grazie all’aiuto dei medici di medicina generale.

Le critiche di Federconsumatori

Forti critiche alla gestione della sanità in Umbria ed al mancato raggiungimento degli obiettivi della Regione Umbria arrivano dal coordinatore Che già in mattinata, prima dell’incontro dei vertici sanitari umbri a palazzo Donini, aveva diramato una nota polemica.

Il 27 giugno Federconsumatori Umbria e Cgil Umbria – viene ricordato dall’associazione di consumatori – presentavano la campagna nazionale “Stop liste di attesa” in sanità, mentre la giunta regionale dell’Umbria dichiarava enfaticamente che entro fine luglio avrebbe abbattuto le stesse liste di attesa per prestazioni sanitarie e diagnostiche che risultavano essere circa 72 mila. Dichiarammo nella conferenza stampa che saremmo stati ben contenti se tale risultato fosse stato raggiunto, ma avevamo i nostri dubbi e perplessità. Questi erano dovuti alla scelta della giunta regionale di privilegiare le strutture private per tale abbattimento, senza alcun adeguamento strutturale dei servizi nelle aziende ospedaliere e nelle Usl, attraverso assunzione di personale medico e paramedico, nonché con una ottimizzazione delle prestazioni, attraverso modifiche degli orari, ecc….

Ad oggi prendiamo atto, pur in assenza di dati ufficiali confermati, che l’azzeramento delle liste d’attesa non si è realizzato, in quanto risultano circa 19mila prestazioni non effettuate, delle quali oltre 10mila neanche programmate. Dall’altro lato però ancora non si dice che ci sono oltre 20.000 nuove prestazioni che si sono accumulate negli ultimi mesi, riportando il dato di prestazioni sanitarie da effettuare a circa 40.000 e sulle quali i tempi di attesa non sono definiti. Come ben si capisce, si tratta di un dato preoccupante e sul quale sarebbe opportuno che la giunta regionale riflettesse, facendo scelte che privilegino la sanità pubblica, per garantire strutturalmente quel diritto universale alla salute che la nostra Costituzione assicura ai cittadini tutti.

Altra questione che vorremmo come Federconsumatori evidenziare è che non basta dire che si sono abbattute circa 50mila prestazioni in questi due mesi, perchè va precisato che oltre il 20% delle 72mila prestazioni che si erano accumulate i cittadini (che se lo potevano permettere) hanno provveduto a farle a proprie spese e quindi la cancellazione delle stesse è un fatto puramente statistico. 

Un ulteriore elemento che vorremmo sottolineare è che a tuttoggi non esiste un dato ufficiale omogeneo sulle prestazioni chirurgiche ospedaliere ancora in lista di attesa. Abbiamo quindi richiesto l’accesso civico agli atti a tutte le aziende: la Usl 2 non si è neanche degnata di rispondere, le altre non hanno risposto adeguatamente, per cui ci riserviamo di procedere con le diffide. Pensiamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere come vengono tutelati nel loro diritto fondamentale alla salute. È per questi motivi che Federconsumatori Umbria e Cgil – conclude la nota – proseguiranno nella loro campagna di denuncia delle inadempienze in sanità e di sensibilizzazione dei cittadini”.

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