Le unità cinofile umbre tra le macerie del Ponte Morandi

Le unità cinofile umbre tra le macerie del Ponte Morandi

Subito al lavoro nella notte i vigili del fuoco con i cani Kreole, Apo, Derby e Jana. Finora 39 le vittime accertate

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Hanno subito iniziato il loro turno di ricerche di eventuali dispersi, nella notte, tra le macerie del Ponte Morandi, Kreole e Apo, i due cani dell’unità cinofila vigili del fuoco di Perugia partiti con i loro conduttori, Massimo Mancinelli e Fabrizio Caira, alla volta di Genova.

Le altre due unità cinofile partite dall’Umbria per la Liguria sono di Terni: si tratta dei cani Derby e Jana, condotti da Stefano Albergotti  e Andrea Guiso.

Tutte e quattro le unità cinofile dei vigili del fuoco partite dall’Umbria sono già state impegnata nelle ricerche di superstiti nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto nel 2016. Le unità cinofile umbre si sono subito messe al lavoro già nella notte per dare il cambio ai colleghi, provenienti da varie zone d’Italia, nel tentativo di salvare ancora vite umane tra le macerie del Ponte Morandi. In attesa del miracolo di trovare ancora persone vive, il bilancio è pesantissimo: 35 le vittime al momento accertate, tra cui un bambino di 8 anni e due adolescenti di 12 e 13 anni; 16 i feriti, una decina dei quali in gravi condizioni.

Le ricerche continuano senza sosta, ma il compito dei soccorritori è reso ancora più difficile dalla precarietà delle campate del ponte rimaste in piedi e dall’impossibilità di utilizzare mezzi pesanti per rimuovere le macerie, operazione che sarebbe letale per eventuali persone rimaste intrappolate sotto quello che resta del Ponte Morandi.

AGGIORNAMENTO

Proseguono le ricerche di eventuali superstiti sotto le macerie del Ponte Morandi a Genova, anche se gli strumenti non hanno più captato rumori. I soccorritori, tra cui le squadre partite dall’Umbria, devono procedere a piedi, senza l’ausilio di mezzi, con il rischio di nuovi crolli.

Il bilancio delle vittime, purtroppo, si fa sempre più pesante: 39 le vittime accertate, una quindicina i dispersi e 16 i feriti, alcuni dei quali gravi. Oltre 650 gli sfollati, che risiedevano nei palazzi al di sotto del Ponte. Edifici che, così come quello che resta del viadotto Morandi, dovranno essere demoliti.

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