La ‘promessa’ del Movimento Rangers al collo di Papa Francesco

La ‘promessa’ del Movimento Rangers al collo di Papa Francesco

Incontro storico oggi con il Pontefice per il presidente dell’associazione che ha sede anche a Spoleto. Bergoglio: “Prega per me, io prego per te”

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Ha coronato un sogno. Il suo, ma anche quello di centinaia, forse migliaia, di persone che negli ultimi 32 anni hanno partecipato alla vita delle associazioni di volontariato (e delle parrocchie) da lui guidate. A Genova, Sestri Ponente, Spoleto (dove è stato parroco dal 2000 al 2004 e dove sono attive due associazioni da lui presiedute), Collegno di Torino. Quella promessa, simbolo del Movimento Rangers sin dal 1984 e più di recente anche delle associazioni di genitori racchiuse sotto il nome di MilleMani per gli altri, lui, padre Modesto Paris, oggi l’ha messa al collo di Papa Francesco.

E’ partito a 12 anni da Mione di Rumo, un piccolissimo paese della Val di Non, Modesto, alla volta del santuario della Madonnetta, a Genova. Dopo anni di studio per diventare frate dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi, l’ordinazione sacerdotale, il 12 giugno 1983, da parte di Papa Giovanni Paolo II. Ora, dopo 33 anni, l’abbraccio con un altro Pontefice, Francesco. Nel mezzo c’è stata una vita di impegni senza mai risparmiarsi, soprattutto a favore dei giovani, per manifestare e promuovere una “fede viva, aperta e gioiosa“, con la nascita del Movimento Rangers, nel 1984. Un’associazione a metà tra l’Acr e gli Scout, che attualmente conta più sedi in Italia, tra cui il Grsp di Spoleto, e perfino una in Romania.

Simbolo dei Rangers è la promessa da portare al collo, “quel recinto di amicizia che il Signore ha saputo costruire intorno a noi“, con i colori diversi a seconda del gruppo di appartenenza. La sua, padre Modesto oggi l’ha donata al Santo Padre, insieme anche al suo ultimo libro, “Il miracolo della vita”. Settantacinque pagine in cui ripercorre i suoi 58 anni di vita, ma soprattutto gli ultimi mesi, da quando ha scoperto di avere una malattia rara – “strana” la chiama lui – neurodegenerativa. Malattia che lo sta mettendo alla prova nel fisico, ma che non gli impedisce, nonostante gli impegni della riabilitazione, di continuare a fare quello che ha sempre fatto, anche se con qualche piccolo aiuto. E così ad aprile è tornato in Camerun per aiutare la popolazione locale con un carico di materiale scolastico. Ed ora sta seguendo attivamente le feste del volontariato promosse dalle associazioni che presiede (si è appena conclusa quella di Collegno di Torino, mentre  è in corso quella di Sestri Ponente e a fine agosto tornerà quella di Spoleto, alla 16esima edizione). In attesa dei campi estivi a Rumo, dove dopo anni di sacrifici e collette il Movimento Rangers ha acquistato un terreno realizzando una struttura per i campeggi dedicati ai bambini ed agli adulti.

Padre Modesto è pronto a partire per la Val di Non, ma prima, oggi, c’è stata la tappa a Roma, accompagnato da una piccola delegazione dal Trentino e da Genova. Accanto a lui in prima fila all’udienza generale del Papa c’erano la mamma Anna e l’amico di sempre Guido, cofondatore del Movimento Rangers. Ed al termine l’incontro con il Pontefice e l’abbraccio: “Prega per me – ha detto Bergoglio a padre Modesto con grande semplicità – e io prego per te“.

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