LA DESTRA: TERNI NON E' SICURA

LA DESTRA: TERNI NON E' SICURA

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 Occorre che le istituzioni pongano maggiore attenzione ai problemi della sicurezza a Terni che non è quella città sicura di cui parla il sindaco Raffelli.La Destra risponde al sindaco di Terni che la scorsa settimana in occasione della visita dell'onorevole Teodoro Buontempo aveva definito i militanti de La Destra schegge impazzite per le dichiarazioni rilasciate in materia di sicurezza e per la proposta del movimento di far coadiuvare le forze dell'ordine anche dall'esercito se necessario.Quelle de La Destra non erano esternazioni fuori luogo -ma abbiamo voluto raccogliere la denuncia di migliaia di cittadini che, come ha denunciato anche il consigliere comunale di Terni Romano DOrazio, sono stanchi di vivere in una stato di paura e chiedono che sia efficacemente garantita la sicurezza che, nonostante le rassicurazioni del primo cittadino, non viene più percepita. Qualche settimana fa aggiunge – una ragazza di 17 anni è stata violentata, aumentano gli episodi quotidiani di microcriminalità e lo spaccio e la tossicodipendenza hanno fatto della nostra regione un esempio negativo a livello nazionale. E per evitare generalizzazioni è sufficiente ricordare al primo cittadino che i negozi del centro di Terni sono assediati dai ladri come titolano i giornali locali.Secondo la Destra l'allarme sulla questione sicurezza è serio, non si tratta certo di un gratuito attacco politico come si vorrebbe far credere, come dimostrato anche, da ultimo, dalla presa di posizione del direttore di Confcommercio, Leandro Porcacchia, che chiede più prevenzioni e più controlli. Il sindaco, anzichè rivolgere  l'accusa di voler lanciare una sterile provocazione, dovrebbe farsi carico del problema e predisporre le misure adeguate o, quantomeno, quelle promesse. La Confcommercio, che di certo non è La Destra, lamenta il fatto di essere in attesa dell'attuazione del progetto di telesorveglianza, e il suo presidente ha dichiarato che in proposito cerano state delle proposte interessanti da parte delle istituzioni locali, che prevedevano anche l'apertura di un tavolo operativo di cui poi non si  è saputo più nulla. E la stessa Confcommercio  si dichiara sconcertata per la mancanza di attenzione su un problema che è diventato sicuramente primario per la categoria.

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