Irregolarità sulla gestione del Crea, arrestati i vertici | Timori per il rilancio di Spoleto - Tuttoggi

Irregolarità sulla gestione del Crea, arrestati i vertici | Timori per il rilancio di Spoleto

Sara Fratepietro

Irregolarità sulla gestione del Crea, arrestati i vertici | Timori per il rilancio di Spoleto

Nel mirino sedi, dipendenti e appalti frazionati. Il direttore generale Marandola, ora agli arresti, era stata incaricata di redigere un progetto di 'salvataggio' per Spoleto, l'opposizione ora chiede chiarimenti
Ven, 22/03/2019 - 15:14

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Non c’è pace per l’istituto sperimentale di olivicoltura di Spoleto, la struttura di via Nursina per cui era stata decretata la chiusura nel 2018 ed il cui ‘salvataggio’ era stato annunciato nelle scorse settimane dal ministro dell’Agricoltura Marco Centinaio prima e dai vertici del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria a cui fa capo la sede spoletina) poi.

Sia il presidente che il direttore generale del Crea, infatti, sono stati arrestati nei giorni scorsi nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma proprio per contestazioni relative alla gestione dell’ente ed in particolare alle sedi.

‘Decapitati’ i vertici del Crea

Agli arresti domiciliari, su disposizione del gip di Roma, sono finiti il direttore generale del Crea, Ida Marandola, ed il presidente Salvatore Parlato. Misure cautelari più lievi (l’obbligo di firma) sono stati disposti per altri tre dipendenti dell’istituto: il dirigente dell’ufficio bilancio Speranza De Chiara, la dirigente dell’ufficio gare, Ginevra Albano, ed un altro dipendente di quest’ultimo ufficio, Luigi Amorese. Le accuse a loro carico sono, a vario titolo, peculato, abuso d’ufficio e falso.

I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma, che seguono l’inchiesta, hanno eseguito anche il sequestro preventivo di circa 8 milioni di euro, pari alle somme che sarebbero state indebitamente pagate a due società locatrici di immobili e due collaboratori che in realtà non avrebbero mai prestato la loro opera per l’istituto. Le indagini si sono focalizzate su presunte gravi irregolarità nella gestione del Crea. In primo luogo, nella scelta dell’immobile da adibire a nuova sede dell’Ente, il direttore generale Ida Marandola, secondo le accuse, avrebbe attestato falsamente un numero di dipendenti superiore a quello reale, in modo da ottenere una dichiarazione di indisponibilità di edifici demaniali con le caratteristiche richieste e, di conseguenza, procedere in piena autonomia nel mercato immobiliare privato.

Il procedimento amministrativo che ne è scaturito, inoltre, vedrebbe diverse violazioni della normativa di settore, come nel caso dell’affidamento dei servizi di trasloco e facchinaggio, che sarebbe avvenuto frazionando artificiosamente i contratti allo scopo di non superare le soglie oltre le quali è previsto il ricorso a una gara ad evidenza pubblica e orientare, così, la scelta dell’effettivo esecutore.

Maggiori oneri a carico delle finanze pubbliche sono derivati anche dalla mancata riduzione, imposta della legge sulla “spending review”, del 15% del canone di locazione di due immobili, che avrebbe consentito un risparmio di circa 700.000 euro. Sono, infine, emersi abusi nella procedura di “stabilizzazione” di alcuni lavoratori precari e nel pagamento di prestazioni professionali sulla base di incarichi di collaborazione affidati a due persone che, in realtà, non hanno svolto alcuna attività lavorativa.

A Lodi salta bando, timori per il futuro della sede di Spoleto

L’inchiesta non coinvolgerebbe direttamente la sede di Spoleto del Crea, ma ora ci sono timori per le sue ripercussioni. Come avvenuto ad esempio a Lodi, dove in questi giorni, proprio in seguito all’inchiesta giudiziaria, è stata bloccata un’operazione portata avanti dal Crea. In particolare l’ente aveva presentato una manifestazione d’interesse per l’acquisizione del Parco Tecnologico Padano di Lodi, per farne la sua sede. Operazione ora congelata, con l’ente che si è tirato indietro.

A Spoleto, invece, dopo che il presidente Parlato (nominato commissario del Crea dal 2015 e poi presidente del Cda dal 2017) aveva decretato la chiusura della sede dell’Istituto sperimentale di olivicoltura, lo scorso anno, dopo 116 anni di storia, l’amministrazione comunale si era mobilitata per lo meno per una riconversione della struttura di via Nursina. Era stato poi direttamente il ministro dell’Agricoltura Marco Centinaio a dare assicurazioni su un passo indietro sul futuro dell’edificio, quindi, il 10 gennaio scorso, il sindaco Umberto de Augustinis aveva incontrato a Spoleto il direttore generale del Crea Ida Marandola, a cui era stato dato mandato di predisporre un progetto esecutivo relativamente alla sede cittadina.


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Grande attenzione all’istituto di olivicoltura spoletino era arrivata pure dal sottosegretario agli Interni Stefano Candiani a inizio febbraio. Meno di due mesi dopo l’incontro tra la Marandola e de Augustinis, però, la prima è finita agli arresti (per fatti come detto estranei a Spoleto) ed il Crea di fatto è paralizzato visto il provvedimento restrittivo anche nei confronti del presidente del Crea, Parlato.

Spoleto Popolare e Alleanza Civica “Il progetto per Spoleto è stato consegnato?”

Ad esprimere timori per le conseguenze che l’inchiesta sul Crea potrebbe aver per la città ducale sono i gruppi di minoranza Spoleto Popolare e Alleanza Civica, che hanno presentato un’interrogazione al primo cittadino.

“La notizia degli arresti dei vertici del Crea – evidenziano – ci sta preoccupando e speriamo non pregiudichi il progetto di rilancio del Cra Oli Spoleto, annunciato in Consiglio comunale  e sui giornali dall’attuale Amministrazione in seguito ad una riunione svolta a Spoleto alla presenza del sindaco de Augustinis. Notizie queste diffuse dopo le rassicuranti parole del Ministro Centinaio, e di altri autorevoli esponenti del governo. Infatti, la vicenda degli arresti vede coinvolto oltre al Presidente,  il Direttore Generale Dott.ssa Marandola, a cui il Sindaco de Augustinis aveva affidato, nel suddetto incontro operativo svoltosi a Spoleto i primi di gennaio, il compito di redigere il progetto di rilancio della struttura spoletina. È di questi giorni pure la notizia che una operazione simile a quella spoletina nella città di Lodi sarebbe stata sospesa per le vicende giudiziarie che avrebbero coinvolto i vertici del Crea. Preoccupati nel leggere tali notizie,  abbiamo presentato un interrogazione al Sindaco per fare chiarezza sulla vicenda”.

Nel documento, dopo aver ripercorso la storia dell’istituto di olivicoltura di Spoleto, i consiglieri Maria Elena Bececco, Ilaria Frascarelli, Gianmarco Profili e Roberto Settimi chiedono al sindaco:

  • Se la dott.ssa MARANDOLA, oggi coinvolta nella sopra richiamata vicenda giudiziaria, ha consegnato il progetto che gli era stato dato mandato di predisporre nell’incontro svoltosi a Spoleto il 10 gennaio c.a.
  • Se nonostante le presunte irregolarità e restrizioni  che vedono coinvolti i vertici del C.R.E.A., l’amministrazione comunale  ha ricevuto rassicuranti informazione affinché il positivo progetto di rilancio dell’istituto spoletino non venga interrotto”.

Ministro Centinaio valuta commissariamento Crea, “Parlato si autosospenda”

Intanto per evitare la paralisi del Crea, il ministro Centinaio sta valutando l’ipotesi di commissariamento dell’ente. Se nelle ore immediatamente successive agli arresti il titolare del ministero dell’Agricoltura l’aveva data come ipotesi concreta, nelle ultime ore sembra essere scemata, anche se Centinaio ha annunciato che una decisione in merito arriverà nelle prossime ore.

A margine di un convegno, ha infatti spiegato all’Ansa che per il Crea “non è detto che sceglieremo la strada del commissariamento. Stiamo cercando di capire, in un confronto sereno con il Cda, cosa è meglio per strutturare l’ente di ricerca in un momento di forte crisi di immagine. Ma se fossi in Parlato mi autosospenderei. Entro la settimana prenderemo una decisione. Ho la massima fiducia nella struttura, e sono ottimista”.

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