Due ingegneri tifernati realizzano robot che sanifica locali di grandi dimensioni - Tuttoggi

Due ingegneri tifernati realizzano robot che sanifica locali di grandi dimensioni

Redazione

Due ingegneri tifernati realizzano robot che sanifica locali di grandi dimensioni

Giancarlo Caldari e e Giovanni Giogli della Futura Engineering Srl hanno progettato un robot mobile per la disinfezione con l’utilizzo della luce ultravioletta
Sab, 04/07/2020 - 12:10

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Due ingegneri tifernati realizzano robot che sanifica locali di grandi dimensioni

In poco meno di due mesi, durante il lockdown, hanno ideato, progettato e realizzato un robot con dispositivo di sterilizzazione mobile per proteggersi dalle insidie del Covid-19.

Loro sono due ingegneri di Città di Castello, il 58enne Giancarlo Caldari e il 60enne Giovanni Giogli, titolari della Futura Engineering SRL con sede alla zona industriale Nord (azienda con esperienza pluridecennale nella robotica e automazione industriale).

Il robot

Dalle loro menti è uscito fuori un innovativo marchingegno, uno fra i primi di questo genere prodotto in Italia, prototipo pronto ad entrare in produzione ed essere utilizzato, battezzato con il nome di “Futura Steryl King”. Si tratta di un robot di 80 kg capace di spostarsi all’interno degli spazi di locali pubblici o privati del settore sanitario, della grande distribuzione o di aziende e uffici, portando “in groppa” lampade che emettono la radiazione Uvc per la disinfezione basata sull’utilizzo della luce ultravioletta.

Perché la luce ultravioletta?

La luce ultravioletta, invisibile all’occhio umano, ha tre bande di frequenza, UVA, UVB e UVC, tutte presenti nello spettro solare. Mentre UVA e UVB arrivano abbondanti sulla terra, sia pure filtrati dall’atmosfera, gli UVC sono filtrati dallo strato di ozono, presente nell’atmosfera, che ci protegge dagli effetti di questa radiazione. La radiazione nella banda degli UVC, tipicamente 275nm, ha la caratteristica che spezza i legami della catena proteica del DNA uccidendo le forme di vita come batteri, muffe, alghe e organismi monocellulari. Lo stesso effetto avviene interagendo sul RNA di un virus come il Covid-19 che, danneggiato dal distacco di parti della sequenza, perde la capacità di infettare la cellula umana. L’effetto si ottiene irradiando le superfici e gli oggetti con una potenza luminosa adeguata per un certo tempo.

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Il robot in azione

Storicamente questa caratteristica della luce ultravioletta è stata utilizzata per sterilizzare l’acqua (serbatoi, piscine, sistemi di filtrazione, depuratori) e l’aria (sistemi di condizionamento, camere bianche per l’industria farmaceutica e medicale). La necessità di irradiare vaste superfici su locali di medie o grandi dimensioni ha stimolato la fantasia e l’idea di montare delle lampade su un carrello manuale o automatico è quasi una conseguenza logica per chi si occupa di automazione.

La nascita del prodotto

La pausa forzata della chiusura da pandemia e la conoscenza approfondita di tecnologie avanzate ci ha permesso in poco più di un mese di sviluppare il nostro prodotto”, precisano con un pizzico di orgoglio gli ingegneri Caldari e Giogli, sempre in giro per il mondo e ora fermi ai box da qualche mese per lo stop imposto dal Covid.

Il robot mobile che abbiamo scelto – dichiarano – è un prodotto industriale affidabile e affermato, che muoveva i suoi primi passi circa un decennio fa. Fu presentato in anteprima ad una fiera di robot e sistemi di visione a Chicago e lo abbiamo “tenuto d’occhio” fino a quando, dal 2015, abbiamo avuto la possibilità di averlo a disposizione anche in Italia. E’ un prodotto che ha un valore e quindi non si colloca in concorrenza diretta con quelli reperibili su negozi online, ma per applicazioni di livello più alto. Il suo habitat naturale è quello ospedaliero e sanitario ma in Italia tutti sanno quanto sia difficile avere accesso a quell’ambiente”.

Dove si può utilizzare

Altri ambiti di utilizzo sono la grande distribuzione, le linee di produzione alimentari, farmaceutiche, cosmetiche, impianti sportivi, palestre. In ambienti particolarmente critici come l’industria alimentare, in aggiunta ai normali sistemi obbligatori di sanificazione, l’utilizzo del sistema UVC garantisce la sterilizzazione al massimo livello. Al momento il dispositivo è concepito per avere almeno due ore di autonomia “luminosa” e molte di più di autonomia motoria.

Anche se non si raggiungono livelli di sterilizzazione da sala operatoria, -aggiungono – negli ambienti come uffici, supermercati, magazzini, linee di produzione si ottengono risultati comunque migliori della normale sanificazione a mano. Il robot mobile può operare in autonomia tutte le notti disinfettando tutte le superfici che la luce raggiunge, prodotti compresi. E per prodotti si intendono anche quelli freschi come la frutta. I sistemi di sicurezza del moto del dispositivo sono tutti certificati per potersi muovere anche in presenza di persone in piena sicurezza”.

Proprio al termine degli ultimi test operativi questa mattina il sindaco Luciano Bacchetta ha fatto visita al laboratorio dell’azienda, congratulandosi con i due ingegneri tifernati.