Inchiesta Castiglioni, la bella vita fra megaville, Ferrari e Lamborghini: ecco il patrimonio sequestrato / Gli operai "sulla nostra pelle" - Tuttoggi

Inchiesta Castiglioni, la bella vita fra megaville, Ferrari e Lamborghini: ecco il patrimonio sequestrato / Gli operai “sulla nostra pelle”

Sara Minciaroni

Inchiesta Castiglioni, la bella vita fra megaville, Ferrari e Lamborghini: ecco il patrimonio sequestrato / Gli operai “sulla nostra pelle”

GdF blocca anche c/c personali dei presunti evasori / Sequestrati beni anche a Cda controllata
Ven, 13/06/2014 - 14:30

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Due ville, cinque appartamenti, una serie di terreni, due Ferrari (F40 e Testarossa), una Lamborghini e una moto Augusta F3 Oro. E’ solo parte dell’incredibile patrimonio che le Fiamme Gialle hanno sequestrato ai 4 indagati nell’inchiesta sulla maxi evasione fiscale in due aziende spoletine, tutti finiti ai domiciliari (il patron Gianfranco Castiglioni, nella foto gentilmente concessa da Varesenews, suo figlio Davide, la responsabile finanziaria Affri e il direttore di Spoleto Santoro). 63 milioni di euro, questo il profitto dei reati che gli inquirenti contestano al gruppo. Per questo il Pm che coordina le indagini, la dottoressa Mara Pucci, ha chiesto ed ottenuto dal GIP Daniela Caramico D’Auria “il sequestro dei beni nella disponibilità di ciascuno di loro fino a concorrenza di tale soglia, nonché delle somme eventualmente giacenti sui conti delle due società spoletine fino al limite di 30 milioni di euro”.

Beni che dimostrano lo stile di vita dei Castiglioni, che un tempo sorvolavano i cieli di Spoleto a bordo del loro elicottero (venduto un paio di anni fa), ma che non facevano a meno di costosissime auto.

Megaville e auto di lusso – per comprendere il ‘capitale’ su cui si è abbattuta la scure dei magistrati inquirenti basta vedere la lista comunicata dalle Fiamme gialle di Perugia: sono così state sequestrate le quote di controllo delle società capogruppo (con la quale l’imprenditore finito in manette ha finora gestito le 19 società operative), le quote di controllo di  5 società neo costituite e formalmente intestate al coniuge (alcune delle quali avevano ottenuto in locazione i rami d’azienda di società già appartenenti al gruppo), le quote di controllo della società immobiliare in cui è stato concentrato il patrimonio familiare, anch’esse formalmente intestate al coniuge, due ville di cui una di residenza di 36 vani e parco annesso, 5 appartamenti, una serie di terreni, una Ferrari F40, una Ferrari Testarossa, una Lamborghini Diablo e i saldi dei conti correnti personali.

Ma non è tutto: sotto sequestro anche le quote sociali di altre 7 società, una moto MV Augusta F3 ORO, le quote di comproprietà di due fabbricati (presumibilmente i due alberghi che la famiglia gestisce a Varese), tre auto, uno scooter, un villino, le quote di comproprietà di alcuni fabbricati, le quote sociali di controllo di due newco.

Sequestri anche a Como – Nel frattempo, il Gip di Como, Ferdinando Buarier De Mongeot, su richiesta del Pm Alessandra Bellù, con riguardo all’utilizzo nella dichiarazione IVA per l’annualità 2007 presentata da una società controllata (ora in fallimento), ha disposto il sequestro di beni dell’allora Cda (che risulta indagato) tra cui una una villa di 24 vani, la quota di comproprietà di un ulteriore appartamento, le quote sociali di 7 società, un’autovettura e i saldi dei conti correnti personali.

“Sulla nostra pelle” – tensione alle stelle fra le centinaia di operai dei due siti industriali di Spoleto che da anni attendono di vedere una luce nelle loro vertenze a seguito dell’entrata in crisi del Gruppo. “Abbiamo vissuto di tutto in questi anni, anche la fame per il ritardo con cui pagavano gli stipendi,  e loro invece a fare la bella vita in elicottero o Ferrari”.

(Ha collaborato Jacopo Brugalossi)

Riproduzione riservata

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