"Il ragazzo morto l'ho picchiato io!": il racconto della testimone che ha visto morire Filippo Limini - Tuttoggi

“Il ragazzo morto l’ho picchiato io!”: il racconto della testimone che ha visto morire Filippo Limini

Massimo Sbardella

“Il ragazzo morto l’ho picchiato io!”: il racconto della testimone che ha visto morire Filippo Limini

Sab, 19/09/2020 - 11:05

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“Il ragazzo morto l’ho picchiato io!”: il racconto della testimone che ha visto morire Filippo Limini

Il ragazzo morto l’ho picchiato io!“. Questa la terribile frase che Valentin George Neculai, il 20enne indagato per la morte di Filippo Limini, fermato in Germania per un altro reato commesso in Romania, avrebbe pronunciato subito dopo la morte del 25enne spoletino fuori dal Country di Bastia.

Il racconto della testimone

A raccontarlo agli inquirenti è una ragazza testimone della rissa finita in tragedia la notte tra il 14 e il 15 agosto.

Morte di Filippo Limini, la ricostruzione del giudice

La ragazza aveva incontrato Neculai, che conosceva di vista, fuori dalla discoteca, dove si era fermata incuriosita dal drappello di persone urlanti che si era creato. Neculai, come ha confermato Denis Hajderlliu, uno dei tre indagati ora agli arresti domiciliari, conosceva il gruppo di Bastia di vista, dato che anche lui viveva lì (pur risultando ufficialmente senza fissa dimora).

Quella sera, comunque, Neculai non era con la comitiva dei ragazzi bastioli, tutti italiani di famiglie di origini albanesi.

Anche lui era inizialmente rimasto a guardare la zuffa tra i due gruppi di persone. Tanto che ha prestato il suo accendino alla ragazza divenuta la testimone chiave della Procura che indaga sul delitto di Filippo Limini.

Valentin interviene nella rissa

Poi, vedendo l’auto dei conoscenti bastioli accerchiata dal gruppo di spoletini che la colpivano con crick e chiavi inglesi, ha deciso di intervenire. E si è avventato con calci e pugni (a raccontarlo è ancora la testimone) su Filippo, che era caduto a terra già colpito al volto da Denis.

Quest’ultimo nell’interrogatorio di garanzia ha raccontato agli inquirenti che Filippo da lui colpito si stava rialzando, quando è stato raggiunto da un calcio al volto sferrato da un quarto ragazzo. Poi identificato appunto come Valentin Neculai, un conoscente, che però non era della loro comitiva.

A quel punto la Opel condotta da Brendon Kosiqi, nel tentativo di uscire dal parcheggio per sfuggire agli aggressori, avrebbe investito per due volte in retromarcia Filippo Limini.

“Il ragazzo morto l’ho picchiato io!”

La ragazza, scioccata per la scena vista, è corsa dietro al vicino Palasport per fumarsi una sigaretta. Raggiunta poco dopo da Valentin, che rivoleva indietro l’accendino prestato poco prima. E che le avrebbe detto testualmente: “Il ragazzo morto l’ho picchiato io!“. Parole di fronte alle quali la ragazza racconta di essere fuggita, sconvolta, e di aver raggiunto i suoi amici.

Il mitra tatuato sul braccio

Anche un’altra ragazza racconta di aver visto Valentin Niculai in un bar di Bastia la sera del delitto. Mostrava con orgoglio un tatuaggio sul braccio sinistro, fatto da poco, raffigurante un mitra. Poi il ragazzo rumeno, da solo, è stato visto all’interno della discoteca.

La fuga da Bastia in Germania

Se i tre indagati ora agli arresti domiciliari (Brendon Kosiqi, Denis Hajderlliu, Kevin Laferteiner) continuano a sostenere di non aver subito appreso della morte di Filippo, Valentin parla subito di “ragazzo ucciso“. E infatti si reca subito a casa dell’amico che lo ospitava a Bastia, dicendogli, mentre raduna le sue cose, di non voler tornare più.

Il rischio di fuga, oltre che di reiterazione del reato (Denis racconta che Valentin era stato coinvolto in altre risse) e precedenti penali nonostante la giovane età, avevano spinto il giudice per le indagini preliminari Natalia Giubilei a chiedere per lui la misura cautelare della custodia in carcere, non potendo concedere i domiciliari come per gli altri tre. Anche a Neculai, come agli tre bastioli, vengono contestati i reati di rissa aggravata e di omicidio preterintenzionale in concorso per la morte di Filippo Limini.

Arrestato in Germania per un reato commesso in Romania

Valentin aveva però lasciato l’Italia. E’ stato fermato giovedì dalla polizia tedesca, in esecuzione a un mandato d’arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria della Romania, per una condanna definitiva per lesioni colpose quando ancora era minorenne.

Ora anche la giustizia italiana lo vuole per rispondere dei reati a lui contestati per i tragici eventi di Bastia. E potrebbe aprirsi una disputa internazionale.

Già fermato e rimesso in libertà a ottobre

Intanto, si è appreso che la giustizia italiana aveva già fermato lo scorso ottobre Valentin Neculai. Ma poi era stato rimesso in libertà, su disposizione della Corte d’appello. Ora, per Valentin George Neculai, le altre pesantissime accuse per la morte di Filippo Limini.

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