Il Partito Democratico di Spoleto, nella riunione del Coordinamento Comunale del 12 novembre 2008, ha analizzato le proposte di Piano Regionale dei Rifiuti e i documenti e le deliberazioni del Consiglio regionale.
In particolare la D.C.R. del 29 luglio 2008 ha trovato totale condivisione laddove definisce gli ulteriori indirizzi per la redazione della proposta del nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti e li elenca in ordine di priorità pur nella contestuale realizzazione:
a) Riduzione della quantità dei rifiuti complessivamente prodotti ..da realizzare coinvolgendo produttori e grande distribuzione, favorendo la commercializzazione di prodotti sfusi e la promozione di marchi di qualità per la diffusione di buone pratiche ambientali.
b) Incremento di raccolta differenziata
..da realizzare portando la RD almeno al 65% entro il 2012, prevedendo risorse ed azioni premianti per le Amministrazioni “virtuose”, ovvero azioni penalizzanti per quei Comuni che non dovessero raggiungere le %ali di RD previste nel Piano R.R., favorendo il passaggio da tassa a tariffa, pervenendo nel contempo ad una omogeneizzazione delle tariffe.
c) Chiusura del ciclo integrato dei Rifiuti.
…da realizzare tramite la “valorizzazione energetica della componente residua”, ribadendo il ruolo residuale che deve assumere il conferimento in discarica e potenziando altresì la dotazione impiantistica per la produzione di compost di qualità da destinare all'agricoltura e definendo con le Province i criteri per l'individuazione delle aree in cui, previo confronto con gli Enti locali e le comunità locali, inserire gli impianti prevenendone e contenendone i potenziali impatti.
d) Gestione dei rifiuti speciali
..da realizzare promuovendo, per quanto tecnicamente ed economicamente sostenibile, l'integrazione della gestione dei rifiuti urbani con rifiuti speciali assoggettabili alle stesse tipologie di trattamento;
assicurando lo smaltimento, mediante termodistruzione, della totalità dei rifiuti sanitari pericolosi prodotti in ambito regionale;
ricercando infine soluzioni per lo smaltimento, all'interno delle discariche esistenti, dei rifiuti contenenti amianto presenti in ambito regionale.
Con questa D.C.R. del 29 luglio 2008, la Regione, in coerenza con tutte le premesse, definisce una gerarchia di interventi, fatta propria anche dall'Unione Europea, come la Prevenzione (produzione di meno immondizia), Minimizzazione (produzione di rifiuti meno tossici), Riuso, Riciclaggio e chiude finalmente il ciclo dei rifiuti indicando nella “valorizzazione energetica della componente residua” la soluzione impiantistica da realizzare.
Rimane tutta da giocare la partita rispetto al soggetto od ai soggetti a cui dovrà essere affidato il compito della gestione integrata del ciclo dei rifiuti in ambito regionale e del ruolo riservato alla parte pubblica ed alla parte privata per quanto riguarda l'effettiva gestione della termovalorizzazione della componente residua.
Come è facilmente comprensibile questa è la parte di interesse per quanto riguarda i ritorni economici della gestione del ciclo dei rifiuti.
Diciamo subito che non potranno trovare condivisioni ipotesi che non prevedano un peso in ogni caso maggioritario per la parte pubblica.
Dopo una attenta ed approfondita analisi delle criticità, degli studi e delle relative relazioni e documenti prodotti sull'argomento risulta con estrema chiarezza che, Escludendo l'ipotesi della discarica, lo scenario obiettivo che “si caratterizza per la massimizzazione del recupero energetico da rifiuti in impianti dedicati, con associati interessanti opportunità di benefici ambientali e (soprattutto) economici” è lo scenario che prevede che tutto l'indifferenziato residuo vada direttamente a trattamento termico in impianti dedicati senza alcun trattamento preventivo.
Questa soluzione permetterebbe oltretutto di risparmiare almeno 30 milioni di Euro di investimenti previsti per la realizzazione di impianti (uno per ogni ATI) di pretrattamento meccanico/biologico dei rifiuti indifferenziati.
A questo si aggiunge il costo di gestione degli stessi impianti di pretrattamento, valutato nell'ordine di 30-45 Euro per tonnellata, cioè altri 7 -10 Milioni di Euro (pag.76 del P.R.R).
Il Coordinamento Comunale del Partito Democratico di Spoleto Ritiene pertanto che sia da Evitare l'ipotesi di realizzare altri impianti per trattare il rifiuto indifferenziato residuo, cioè al massimo il 35%, destinato a calare ulteriormente, e che si configurerebbe come un vero e proprio “accanimento terapeutico” su una ridotta quantità di rifiuto (42.183 t/a di Frazione Organica Stabilizzata) da conferire in ogni caso nuovamente in discarica.
E Questo, tenendo conto dell'esaurimento ormai prossimo di alcune discariche, S. Orsola in testa, i cittadini proprio non lo capirebbero.
L'eventuale adozione del trattamento termico diretto di tutto il rifiuto indifferenziato residuo, senza alcun pretrattamento (scenario D), come scenario obiettivo da parte della Regione, oltre a massimizzare i benefici ambientali e di recupero energetico, pari a 161.734 MWh/anno, si tradurrebbe anche in un notevole risparmio per le tasche dei cittadini.
Il Partito Democratico di Spoleto apprezzando il percorso proposto dalla giunta regionale e dal gruppo consigliare del PD e soprattutto condividendo un'impostazione di rispetto delle normative e delle azioni fondamentali fin qui svolte, chiede che sia approfondito il confronto con la gente, gli enti, le associazioni e le forze politiche per realizzare, attraverso l'informazione più completa e puntuale, la massima trasparenza nella definizione delle scelte per il “buon governo ” nella gestione dei rifiuti per il futuro dell'Umbria.