Rendere pienamente accessibili i percorsi diagnostico-terapeutici per le persone con disabilità cognitive, sensoriali o comportamentali: è questo l’obiettivo del percorso Dama (Disabled Advanced Medical Assistance), un modello di presa in carico regionale presentato nella sede della Provincia di Perugia alla presenza dei direttori delle aziende ospedaliere e sanitarie, dei rappresentanti del mondo delle associazioni e dei dirigenti medici coinvolti nell’organizzazione dei percorsi.
Il progetto nasce dall’esigenza di abbattere le barriere, spesso insormontabili, che alcune persone incontrano nell’accesso alle cure: ostacoli dovuti all’assenza di percorsi adattati capaci di tenere conto delle loro specifiche complessità. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha inserito il Dama nella cornice strategica di “Umbria per tutti”, il piano di azione regionale avviato con la delibera n. 109/2026 per la promozione dei diritti e dell’inclusione: “Dama è un modello costruito in modo personalizzato, quasi sartoriale, sulla persona. La novità del percorso Dama è che mette insieme il decreto legislativo 62, quindi il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, con il percorso di accesso alla rete ospedaliera o a un presidio sanitario per ogni necessità di cura. Rendere l’accesso alle cure il più possibile aderente ai bisogni della persona con disabilità significa trasformare un momento difficile in un’esperienza di cura attenta, non traumatica, ma realmente rispettosa delle caratteristiche della persona”.
La direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, ha spiegato che il percorso Dama è un modello ospedaliero gratuito per la presa in carico di persone con disabilità grave, intellettiva, comunicativa o neuromotoria: “Si tratta di un modo diverso di organizzare le cure esistenti, rendendole più flessibili e personalizzate. Il cuore operativo del modello punta a concentrare in un unico accesso tutti gli esami e le valutazioni necessarie, riducendo il numero di accessi e lo stress per il paziente e per chi lo assiste. In Umbria abbiamo un’incidenza di persone con disabilità superiore alla media, l’8,7% rispetto alla media nazionale del 5%, abbiamo quindi un bisogno ancora maggiore di dare una risposta integrata e multidisciplinare con un sistema unico e integrato” ha detto in conclusione la direttrice.
Il modello diffuso proposto nel Dama punta a garantire un’accoglienza su misura, permettendo di adattare i tempi e i modi della cura alle esigenze specifiche dei pazienti, ad esempio coordinando più specialisti in un unico accesso o prevedendo sedazioni per esami non invasivi. Per tradurre questa visione in operatività, le linee di indirizzo presentate oggi pongono al centro il lavoro in equipe e una presa in carico multidisciplinare supportata dal case manager. Affinché il modello sia efficace, inoltre, è stata ribadita l’importanza di una stretta integrazione tra ospedale e territorio che coinvolga il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, i punti unici di accesso delle case di comunità e le centrali operative territoriali.