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IL PD A GIANO DELL'UMBRIA CONTRO I TAGLI AL SOLARE TERMODINAMICO

Redazione

IL PD A GIANO DELL'UMBRIA CONTRO I TAGLI AL SOLARE TERMODINAMICO

Gio, 01/10/2009 - 18:24

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In un momento di crisi economica globale e con i problemi climatici e di surriscaldamento del nostro pianeta, una svolta “verde” in economia è divenuta non solo un'opportunità, ma una necessità, per rilanciare la produzione, per creare posti di lavoro e per tutelare il nostro ambiente. Lungo questa strada si muovono gli Stati Uniti e le più importanti economie europee, mentre il Governo Berlusconi si muove in tutt'altra direzione.

È dei giorni scorsi la notizia che il governo ha deciso di dirottare la quota di incentivi prevista per il solare termodinamico verso altri modi di produrre energia, quali il nucleare. È stata, infatti, presentata e votata dalla maggioranza una mozione (n° 1-00155, primi firmatari i senatori D'Alì, Gasparri, Quagliariello, Viceconte, Alicata, Coronella, Dell'Utri, Digilio, Gallone, Nania, Nessa e Orsi), che invita il governo, a spostare gli investimenti dal solare termodinamico ad altre energie.

Che il governo Berlusconi non fosse esattamente un paladino dell'ambiente e delle energie rinnovabili, lo si era già capito lo scorso autunno, quando l'esecutivo italiano si era strenuamente opposto all'accordo europeo sul clima , e poi aveva annunciato l'uscita dell'Italia dall'accordo di Kyoto dal 2012 e proposto di togliere gli sgravi al risparmio energetico voluti dal Governo Prodi col pacchetto anticrisi.

Nello specifico le nuove centrali solari termodinamiche invocate non utilizzano infatti i consueti pannelli fotovoltaici che siamo abituati ad associare all'energia solare, ma il sistema termodinamico, in pratica grandi superfici coperte da specchi trasformano la luce del sole in calore che a sua volta riscalda ad altissime temperature un liquido che crea vapore in grado di mettere in moto delle turbine di tipo convenzionale.Si tratta di un sistema che presenta grandi vantaggi, tra i quali quello di poter continuare a produrre energia anche nelle ore notturne grazie alla “forza d'inerzia” della sostanza riscaldata.

Come PD riteniamo la scelta di tornare al nucleare abbandonando il solare termodinamico suicida sia da un punto di vista ambientale che economico, ed è la conferma degli scenari che il governo intendeva tenere nascosti circa la gestione dell'energia con l'introduzione del nucleare in Italia.

Con questa operazione, in realtà, si vogliono spostare risorse dal solare termodinamico al nucleare.

L'opzione nucleare orienterà la maggioranza delle risorse verso tecnologie prodotte all'estero, relegando le imprese italiane a un ruolo marginale di comprimari, mentre nel solare possiamo essere leader in quanto i primi a a sviluppare la ricerca in questo settore.

Se l'Italia uscirà da questi progetti innovativi si ripeterà il caso del fotovoltaico, nel quale solo 15 anni fa eravamo leader in Europa e che abbiamo abbandonato scegliendo modelli di sviluppo energetici obsoleti e che non producono vera ricchezza per il Paese.

In generale, il governo sembra sottovalutare il possibile impatto in termini di occupazione e di rilancio dell'economia derivante da un investimento sulle energie rinnovabili, ed è ancora più assurdo che questa norma sia contenuta in un pacchetto di leggi chiamato anticrisi, e non in un disegno di legge finalizzato ad una effettiva politica energetica.

Gli investimenti nelle energie rinnovabili possono creare molti posti di lavoro. Ne è un esempio il progetto Archimede, che vede la collaborazione dei comuni di Giano dell'Umbria e Massa Martana con le Industrie Angelantoni, Siemens e Sviluppumbria per lo sviluppo di questa tecnologia ed la creazione di molti posti di lavoro.

Riteniamo molto grave a livello locale la responsabilità di alcune persone, che si sono opposte e continuano ad opporsi alla realizzazione del progetto ricorrendo ad atti legali, ma soprattutto la visione espressa dal PDL quando parla di sviluppo e poi non spiega come intende realizzarlo con progetti concreti.

Un PDL che si mostra diviso anche a livello territoriale locale, basti pensare che il solare termodinamico a Massa Martana veniva proposto come punto qualificante in campagna elettorale, mentre a Giano dell'Umbria era avversato e sottovalutato quale sinergia di sviluppo di un territorio che presenta molti punti in comune.

Non sono mancate reazioni preoccupate anche a livello nazionale di chi ha reso possibile la fattibilità progettuale del solare termodinamico come quella del presidente dell'Enea Luigi Paganetto, a margine della presentazione del Rapporto Energia Ambiente 2008 dell'Enea, ha ribadito come “sul solare termodinamico siamo leader nel mondo e c'è interesse in tutto il mondo, dalla Cina, dall'India e dal Nord Africa, per la nostra tecnologia che è la più avanzata”. Paganetto ha, inoltre, affermato che “se c'è un'area tecnologica in cui siamo avanti è questa ed è singolare quindi che non la si guardi con attenzione.

Come PD confidiamo nel buon senso del governo affinché scelga di puntare sull'interesse generale del Paese e non solo sui vantaggi che singoli o gruppi di interesse possono ottenere, non disperdendo questo patrimonio di tecnologia, ed accolga le istanze di chi, enti pubblici e imprese private, a livello locale e nazionale hanno scommesso su questa enorme opportunità.

Su questa questione il gruppo Pd in Consiglio Comunale ha presentato anche un ordine del Giorno che è stato approvato a maggioranza nella seduta del 18 settembre scorso.

Comunicato stampa a cura del Partito democratico

Circoli di Giano dell'Umbria e Massa Martana


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