“Scoperchiamo una volta per tutte il vaso di pandora della Holding Trasporti – denuncia il segretario regionale confederale dell'Ugl dell'Umbria, Enzo Gaudiosi – è giunto il tempo di fare chiarezza, dire tutta la verità e trarre le dovute conseguenze. La gestione del caso Holding in questi mesi ha toccato il fondo in termini di credibilità. Tutti i timori e le perplessità sollevate più volte dall'Ugl sono purtroppo diventate una triste realtà.”
“Nelle aziende di trasporti, interessate dall'auspicabile processo di fusione- prosegue Gaudiosi- si vive un'atmosfera che richiama i peggiori fallimenti gestionali del panorama economico italiano, aggravati dalla preoccupante crisi che attraversa il nostro Paese e che non risparmia l'Umbria. Una gestione finora allegra come nel caso del recente concorso del personale ad personam, bloccato nel 2008 ed esploso ad aprile scorso. Una gestione distratta dei soldi pubblici che dovrebbe essere posta al vaglio degli organi di controllo preposti. Scelte fallimentari che come al solito si stanno scaricando direttamente sui dipendenti dichiarati, senza remore, in esubero. Esuberi prevedibili in un processo di fusione tra diverse imprese che operano nel settore dei trasporti ma evitabili con un adeguato piano industriale, che doveva essere definito prima della firma dal notaio. Se la Holding intende concentrare le proprie risorse sul core business mantenendo le linee dei trasporti e dunque gli autisti, saranno razionalizzate le attività non primarie. Il pensiero va all'accorpamento delle residenze oggi dislocate sul territorio i cui dipendenti preoccupati avevano dalle parti sociali ricevuto ampie rassicurazioni. Speriamo che tali rassicurazioni si trasformino presto in certezze.
“Ma il nodo del Piano industriale- conclude il segretario regionale- è stato dai protagonisti della vicenda, politici e non, abilmente rinviato fino ad oggi, nonostante le ripetute richieste da noi avanzate anche a mezzo stampa. Un nodo che ora tocca all'amministratore unico Cavazzoni sciogliere celermente. Il problema fondamentale da risolvere sono le risorse da trovare e i costi da coprire. Un problema in parte risolvibile tagliando immediatamente gli stipendi d'oro e i premi dei futuri quadri dirigenti. La soluzione però non è soltanto qualitativa è anche quantitativa. Si eviti almeno questa volta il valzer delle poltrone e la moltiplicazione degli incarichi. Un atto di responsabilità dovuta, da compiere senza tentennamenti”.
“Non è più accettabile, infatti, che l'operato dei dirigenti, politici e non, sia volto alla esclusiva capitalizzazione della propria immagine e dei propri interessi personali a danno dei dipendenti. Dipendenti, come nel caso dell'Apm Servizi e dell'Apm Esercizi, già pesantemente discriminati dal punto di vista delle retribuzioni e delle indennità aziendali, a parità di mansioni”, come denunciato più volte dal segretario provinciale dell'Ugl Autoferrotranvieri, Egisto Antonelli. “Differenze insuperabili se mancano i fondi e gli Enti locali non stanziano ulteriori risorse a favore della nascente Holding trasporti”, conclude Antonelli.
“Un'azienda che nasce già vecchia e sporca – dichiara Luca Sforna, dirigente sindacale dell'Ugl Autoferrotranvieri – con i bagni spesso inutilizzabili almeno sulle stazioni di sosta degli autobus. Un'impresa che già non rispetta i requisiti minimi di igienicità e di sicurezza sul lavoro, non prevedendo ancora ad oggi i bagni per il personale femminile in violazione della legge vigente. Differenze salariali significative a cui si aggiungono a sfavore del personale dell'Apm Servizi, circa 70 lavoratori coinvolti, anche la mancata erogazione dei buoni pasto dal 2005, la mancata concessione delle divise e la pericolosa riduzione dei tempi di sosta tra una corsa e l'altra con un notevole aggravio sui tempi di riposo del conducente”.
“Il programma di ristrutturazione del settore trasporti umbro- conclude Sforna- di apparente sviluppo e di business per pochi, voluto dalla stessa Regione ha finora prodotto e rischia ancora di produrre la perdita di possibilità industriali promettenti per tutti i lavoratori e per i cittadini utenti che usufruiscono del servizio trasporto pubblico. Un servizio da potenziare e non da distruggere in una regione ai vertici della classifica italiana per l'utilizzo di auto private e che vuole continuare ad essere il cuore verde del Paese. E' ora di dire basta a questa gestione politichese, lontana dagli interessi dei lavoratori e dei cittadini ai quali vogliamo dare voce, raccogliendo testimonianze e segnalazioni, attraverso un blog che sarò attivo dalla prossima settimana sul sito www.uglumbria.it.”