Il clima politico sotto i Ceri si fa improvvisamente (e di nuovo) rovente. L’assessore Lucia Rughi, titolare delle pesanti deleghe a Politiche Educative, Servizi Sociali e Pari Opportunità, ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni. Una decisione che, pur definita dall’interessata come “personale e ponderata”, apre di fatto una fase di profonda incertezza per l’esecutivo guidato dal sindaco Vittorio Fiorucci, messo già alla prova di recente dalla scissione interna con la creazione del nuovo gruppo conisliare Progetto Città.
Lucia Rughi, figura tecnica esterna approdata in Giunta con un profilo di alto profilo professionale, ha scelto la linea del riserbo. Nella sua lettera di dimissioni, già protocollata a Palazzo Pretorio, non emergerebbero accuse dirette, ma il suo “no comment” affidato alla stampa, a cui ha aggiunto che “le comunicazioni ufficiali spettano solo al sindaco.
Proprio il primo cittadino ha risposto con una nota di ringraziamento istituzionale, sottolineando come l’azione di governo proseguirà senza sosta, ma il vuoto lasciato in settori chiave come la scuola e il sociale è evidente.
L’addio della Rughi non arriva come un fulmine a ciel sereno. Già a febbraio erano circolate indiscrezioni su malumori interni che avrebbero coinvolto almeno tre esponenti della squadra di governo. Quella che allora sembrava una tempesta passeggera si è trasformata ora in una crisi d’identità per la maggioranza. Le deleghe lasciate dall’assessore sono tra le più delicate, specialmente in un momento in cui il territorio è alle prese con le sfide del dimensionamento scolastico e della gestione dei fondi sociali.
La minoranza non ha perso un istante per alzare il tiro. La coalizione guidata da Rocco Girlanda ha parlato apertamente di “fase di stallo” e di fallimento del progetto politico iniziale, chiedendo al Sindaco Fiorucci l’azzeramento totale della Giunta. Secondo le opposizioni, la fuoriuscita di una figura tecnica come la Rughi è il segnale che la macchina amministrativa si è inceppata e che serve una ricostruzione profonda per evitare il blocco dei servizi ai cittadini.
Il prossimo martedì 10 marzo, data del Consiglio Comunale, sarà il banco di prova definitivo. Il Sindaco dovrà presentarsi in aula per comunicare la nuova distribuzione delle deleghe o annunciare un eventuale rimpasto più ampio. Resta da capire se la maggioranza riuscirà a compattarsi intorno a un nuovo nome tecnico o se la crisi aprirà la strada a una ridefinizione politica degli equilibri interni a Palazzo Pretorio.