Forza Nuova, ovvero “non so se ci siamo capiti” | Nuovo comunicato contro i “travisatori di parole”

Forza Nuova, ovvero “non so se ci siamo capiti” | Nuovo comunicato contro i “travisatori di parole”

Tra un distinguo e un proclama il movimento”nazionalpopolare” dice “NO” al ritorno degli opposti estremismi, salvo causa di forza maggiore


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Nuovo capitolo sul tema di “fatti e comunicazione” secondo il manuale di Forza Nuova. Dalla nuova nota stampa di FN indirizzata ai “travisatori delle nostre parole” e spedita a tutte le redazioni dell’Umbria, esce fuori una posizione insperata del movimento nazionalpopolare.

Nella chiusa finale infatti si legge “Forza Nuova è contraria al ritorno dello scontro tra giovani e militanti dalle opposte idee. Scontro che in particolare gioverebbe solo all’attuale Sistema politico ed economico di matrice capitalista e mondialista e lo manterrebbe in vita. Forza Nuova dice “NO!” al ritorno della logica degli opposti estremismi.“.

Parole chiare e virgolettate, salvo poi aggiungere “Ma se ciò non dovesse essere rispettato, se il clima d’odio e mistificazione non dovesse fermarsi, ebbene – come è già stato dichiarato in precedenza – Forza Nuova si difenderà”.

Insomma, le buone intenzioni ci sono ma contro la provocazione “nun ce poi fa gnente…” come per i poteri miracolosi della Beata Quartina.

Nella stessa nota si chiarisce meglio inoltre che nel precedente comunicato a commento dei fatti di Ponte Felcino (su cui gli inquirenti stanno scoprendo cose molto diverse sembra da una aggressione di sola matrice politica CLICCA QUI), FN non si riferiva al giornalismo tout court, ma bensì a uno specifico clima in cui si materializzi, “il pericolo che la campagna antifascista dei mesi passati, portata avanti da una certa parte (e si sottolinea “certa parte” per quelli restii alla comprensione) della classe politica, istituzionale, mediatica e giornalistica, con l’utilizzo di parole, manifestazioni e articoli, possa creare odio che sfoci poi in violenza.”.

Insomma è fin troppo chiaro che il criterio della non-violenza è escluso dalle dinamiche del movimento. Ma prendiamo atto che il movimento opera comunque un distinguo.

Aggiunge infatti il movimento, “Forza Nuova sa fin troppo bene che nonostante le gravi e immancabili faziosità gabellate per informazione giornalistica, esistono degli uomini e delle donne della carta stampata o del web che svolgono il loro lavoro con sincerità, obiettività e privi di qualsivoglia tendenziosità ideologica o politica. Giornalisti che raccontano la vita e la militanza di qualsivoglia partito o movimento con fare distaccato e disinteressato, senza distorcere la realtà dei fatti o utilizzare eventi o manifestazioni politiche per far scattare la canea mediatica o politica. Questi giornalisti esistono e tra di essi vi sono anche coloro che danno spazio ad una voce esecrata dal politicamente corretto come Forza Nuova.” 

Ne prendiamo atto con compiacimento perchè fino a prova contraria, anche la nostra testata è tra queste ultime, visto che cerchiamo di leggere e commentare con attenzione dalla nostra pagina ciò che FN scrive. Ovviamente non esiste un assioma automatico per cui se ne parliamo siamo asettici o d’accordo. Ci sia concesso di non essere allineati e coperti, se lo riteniamo.

E a questo punto viene spontanea la domanda: ma qual’è il limite per FN entro cui reagire con pari forza o offesa? Chi o cosa lo stabilisce? Perchè nel significato di clima che traspare dalle parole di FN sembra non essere esclusa nessuna risposta di carattere violento (per molti a quanto pare la violenza corrisponde alla difesa).

Nell’attuale sistema democratico e parlamentare della Repubblica Italiana, solo alle forze dell’ordine è demandato l’uso della forza secondo un rigido contesto di regole. Possiamo essere d’accordo o meno ma è escluso che il cittadino, sopratutto se appartenente ad un movimento di natura politica, possa derogare a questo caposaldo. Un contesto diverso relega qualunque forza politica e i suoi iscritti (sinistra o destra e persino centro), fuori dal gioco democratico e la natura di queste azioni sono identificabili come extraparlamentari e quindi terroristiche, come lo fu per le Brigate Rosse ma anche per i Nuclei Armati Rivoluzionari.

Noi crediamo che a FN, nel caso specifico, non sfugga affatto la genesi della violenza civile per motivi politici visto che il fondatore del movimento, Roberto Fiore, può essere considerato una memoria storica preziosa ed inoppugnabile di come andarono le cose negli anni’70 (anche se non coinvolto direttamente) in quanto fondatore di Terza Posizione, da cui poi derivarono i NAR.

Violenza, riportata ai fatti attuali, da cui anche FN Perugia sembra non potersi (o non volersi) distaccare in quanto considerata ineluttabile o parte del confronto democratico, “L’episodio di Como, e altri presi di mira dalla macchina del fango, hanno alimentato l’odio antifascista che ha dato i suoi vergognosi effetti negli ultimi giorni.”

Senza tornare sul pestaggio di Palermo, per il quale i responsabili sono stati fermati dalle forze dell’ordine, garantendo quindi al candidato Ursino il normale corso della Giustizia a suo favore, basterebbe approfondire, come si fa nella nota, l’episodio di Como.

Militanti del Veneto Fronte Skinhead, orbitanti nella galassia di FN, a volto scoperto irrompono (si suppone non invitati), nei locali privati di una associazione che si occupa di migranti mentre è in corso una riunione privata, il tutto per leggere un volantino in forma di proclama. Un video dell’azione è poi finito su Youtube (CLICCA QUI) ed ha portato all’incriminazione dei militanti per violenza privata da parte della Questura.

Saremmo curiosi di capire se anche la Questura di Como non sappia distinguere tra violazione della legge e confronto democratico.

Detto ciò nell’ultima nota stampa di FN Perugia, se non se ne vuole fare una questione d’accademia linguistica o di semantica, le parole sono chiare sui tempi che corrono, “Questo enorme pericolo che sta correndo il Paese intero di ritorno ad una stagione orribile del passato. Un soffiare sul fuoco che è stato fatto e che sta venendo fatto da alcuni politici e alcuni uomini della carta stampata o del web, ignari o meno di alimentare uno scontro ideologico che dalle idee rischia di sfociare ai fatti.”.

Insomma ci sfugge dove possa essere il travisamento giornalistico giacchè come sempre sono i fatti ( Como, Palermo etc.) a parlare da soli.

Tuttavia, anche se ci viene dato del “costoro”, non ci tiriamo indietro dal discutere pubblicamente di questi argomenti, non temendo di offrire anche il nostro contributo seppure argomentato, come ci è consuetudine fare. Siamo convinti che da tutto ciò il lettore può farsi una sua opinione in completa libertà e di questo dovremmo gioire sia noi come testata giornalistica che lo stesso movimento di Forza Nuova Perugia.

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