Fontecchio, approvata mozione su rilancio Terme | “Nuova proprietà ha già avviato lavori”

Fontecchio, approvata mozione su rilancio Terme | “Nuova proprietà ha già avviato lavori”

Dibattito in Consiglio comunale sulla struttura termale, l’opposizione critica “Merito riapertura andrebbe tutto al privato, non all’Amministrazione”

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Le Terme di Fontecchio ancora al centro del Consiglio comunale di Città di Castello. Stavolta l’assise ha preso spunto dalla mozione sul rilancio della struttura, presentata dall’intera maggioranza, con la quale i consiglieri di Pd, Psi e La Sinistra impegnano sindaco e Giunta, tra le altre cose, “a favorire la riorganizzazione delle competenze in materia di ‘turismo termale’, a sostenere la validità scientifica del termalismo e l’elevazione degli standard qualitativi della struttura”.

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Il dibattito si è ovviamente incentrato soprattutto intorno alla figura dell’imprenditore e manager Francesco Milleri (attuale vicepresidente di Luxottica), che ha rilevato il complesso ed è pronto a rimettere in sesto l’intera area, con un piano di ristrutturazione e proprie risorse. I lavori per ridare nuova vita a terme, piscina, bar, ristorante e soprattutto albergo, secondo quanto riferito da Tavernelli (Pd), sono già in corso e dovrebbero essere addirittura completati nel 2018.

Per il capogruppo Pd Zucchiniè necessario mettere in risalto questo tipo di risorsa sotto il profilo sanitario ed economico, approfittando proprio di una commistione con il privato, che ha già fatto investimenti importanti. La politica deve accompagnare questo progetto virtuoso per favorire la ripresa del meccanismo termale”.

L’opposizione, che ha comunque sottolineato la positività di intenti della mozione, ha però criticato la tendenza a “mettere il cappello”, da parte dell’amministrazione, “in un merito che in questo caso andrebbe riconosciuto solo ed esclusivamente al privato”. Sassolini (Fi), Lignani (Fd’I) e Marchetti (Lega) sono concordi nel dire che “i disastri del recente passato riguardanti la gestione delle Terme sono avvenuti proprio quando la politica si è intromessa in tali questioni”, sottolineando che la miglior cosa da fare, ora, sarebbe quella di “lasciare completa libertà di azione all’imprenditore”.

Non sarà merito dell’Amministrazione quando riapriranno le Terme ma non è stata colpa di quest’ultima neanche quando hanno chiuso. Nella mozione c’è un auspicio e l’intenzione di collaborare. Non c’è appropriazione indebita da parte della politica ma un input perché le terme ripartano veramente a vantaggio di tutta la Regione” ha precisato l’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti, che ha ribadito come la struttura, nel 2011, con l’albergo già ‘incerottato’, portasse il 16% del totale delle presenze turistiche a Città di Castello, e garantisse, negli anni ’90, un centinaio di posti di lavoro.

Dopo le perplessità espresse da Morini (Tiferno Insieme), che ha ricordato “i fallimenti del progetto pubblico-privato capitanato da Sviluppumbria e della variante 22, due tra le puntate della lunga telenovela Fontecchio”, il sindaco Luciano Bacchetta ha ribadito che, nei casi sopracitati, “la presenza del pubblico, mai entrato nella società, era di supporto. Quello che è accaduto, dato che ne sono un dipendente, lo so ed è stato il frutto di contrasti privati. Oggi – ha aggiunto il primo cittadino – l’azienda è acquisita da una proprietà economicamente molto solida. Se avrà successo, non dipenderà da noi ma dobbiamo dare un segnale di attenzione, un’apertura di credito. Senza prendere né meriti né colpe. Questo è il senso della mozione”.

La mozione per il rilancio delle Terme di Fontecchio è stata approvata con i 14 sì della maggioranza e le astensioni di Forza Italia, Fratelli d’Italia (Lignani non ha partecipato al voto), Movimento 5 Stelle, Castello Cambia, Lega Nord e Tiferno Insieme.

 

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