Festival, con la presentazione del Catalogo 2011 si archivia Spoleto 54 nell’anno IV° dell’era Ferrara. Sul contratto in scadenza "Se me lo chiedono rimango" - Tuttoggi

Festival, con la presentazione del Catalogo 2011 si archivia Spoleto 54 nell’anno IV° dell’era Ferrara. Sul contratto in scadenza “Se me lo chiedono rimango”

Redazione

Festival, con la presentazione del Catalogo 2011 si archivia Spoleto 54 nell’anno IV° dell’era Ferrara. Sul contratto in scadenza “Se me lo chiedono rimango”

Ven, 16/12/2011 - 10:10

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Carlo Vantaggioli

Sembra quasi appartenere ad una era geologica lontanissima lo Spoleto 51 con il quale prendeva avvio il nuovo corso del Festival dei Due Mondi post_Francis Menotti, sotto la guida e la supervisione del M° Giorgio Ferrara. Alla fine del 4° anno di gestione (il penultimo secondo il contratto stipulato da Ferrara con la Fondazione), nel giorno in cui viene presentato alla città e alla stampa il tradizionale Catalogo 2011 relativo all’edizione 54 della kermesse spoletina, si tira un sospiro di sollievo nell’apprendere che i conti sono in ordine e che tutti i dati sull’occupazione media degli spazi teatrali (quelli che contano) sono in crescita percentuale netta, decisamente i migliori di sempre. E’ lungo l’esame dettagliato delle cifre che Giorgio Ferrara legge, presente il Sindaco Daniele Benedetti, per non incorrere in errori o lapsus, ma il tono squillante di voce è inequivocabile e fa il paio con le mise sgargianti che indossate durante il Festival stanno a significare se la settimana procede bene o meno. In verità nella giornata di ieri il M° era decisamente ton sur ton con i colori dell’inverno. Mancava un colbacco ed il gioco era fatto. Ma la verve è quella polemica di sempre, e Ferrara nella sua esposizione ha puntato spesso l’indice verso coloro che in questi anni un po’ gliela tiravano, soprattutto nel primo quando ci fu la disastrosa partnership con Mediavip e l’affaire Etheria. Li in effetti qualche dubbio sulla capacità del Maestro di gestire la macchina a più d’uno era venuto. Ma oggi è il giorno della festa e soprattutto c’è la relazione della Corte dei Conti a dire che “tutto procede correttamente”. I fondi dello Stato non diminuiscono per l’anno 2012 e forse qualche recupero su cifre fortemente decurtate lo scorso anno ci potrebbe essere. Così il Festival si potrà permettere un programmone le cui anticipazioni per cui tutti “sbavano” in sala, finiscono con l’essere la parte più interessante della serata. Altro che Catalogo e utili di bilancio.
Prima però di lanciare la “pastura”, Ferrara, bravissimo anche nella sceneggiatura, spiega che la superstar dei teatri, con un riempimento medio oltre il 70% nella passata edizione, è stata la Danza, mentre per gli altri spettacoli la media era intorno al 53-54%. Ecco il tema dominante dunque di Spoleto55. Finalmente un grande programma di danza a cui si associa il ritorno attesissimo a Spoleto (non come ballerino ma come attore), di Mikhail Baryshnikov che qualche Pliè e demi-Pliè nella sua vita artistica l’ha fatto di sicuro!

Il Maestro però la fa un po’ lunga sul fatto che l’ex-etoile dell’American Ballet Theatre non danzerà, poiché “ci sono gli anni e non può più essere come una volta…ma qualche passetto…3-4 minuti”. Tanto che il presidentissimo del ConSpoleto, il “paziente” Tommaso Barbanera chiosa con gusto tutto spoletino, “Basta che non arriva con il bastone…”. Ma andiamo per ordine.

Le anticipazioni– La 55a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto avrà luogo dal 29 giugno al 15 luglio 2012.

Ritorna al Festival il Berliner Ensemble diretto ancora una volta da Robert Wilson in LULU dello scrittore espressionista tedesco Frank Wedekind, e con le musiche del leggendario Lou Reed. Aggiunge piuttosto eccitato Ferrara sul mitico band leader dei Velvet Underground, “Chissà se lo conoscete, ma è davvero straordinario”, mentre i 40enni in sala producono una risatina di comprensione. Bob Wilson ci offre la sua versione in scena della storia di Lulu, incarnazione del mito della Donna Fatale: allo stesso tempo una grande tragedia moderna e uno splendido inno alla libertà.

La Parigi degli anni Venti farà da sfondo invece allo splendido connubio artistico che vedrà sulla scena l’icona del balletto classico Mikhail Baryshnikov nello spettacolo IN PARIS diretto da Dmitry Krimov, acclamato regista del teatro d’avanguardia russo. Si tratta dell’adattamento scenico di una novella di Ivan Bunin, primo scrittore russo a ricevere il Premio Nobel per la letteratura nel 1933. Un progetto davvero originale fra il teatro e la danza.

La sezione danza vera e propria invece sarà un focus dedicato a tre direttori che hanno intelligemente saputo dare un’identità ed una nuova dinamica alle loro compagnie rinnovandone completamente il repertorio.

Manuel Legris, famosa étoile del Ballet National de l’Operà de Paris, presenta i ballerini del WIENER STAATSBALLETT in due prime italiane, una delle quali Marie Antoniette, appositamente riadattata per il 55° Festival dei 2 Mondi.

Peter Boal, con alle spalle un’importante carriera come primo ballerino al New York City Ballet, propone con il PACIFIC NORTHWEST BALLET una serata dedicata alla storica coreografa americana Twyla Tharp.

Aaron Watwin, una lunga esperienza a fianco di William Forsythe come primo ballerino nel Frankfurt Ballett, porta sul palcoscenico del Festival due balletti, Fűnf Duos e Faun, appositamente commissionati per la sua compagnia, il SEMPEROPER BALLETT_DRESDA.

Non è carino citarsi ma la necessità di un corposo programma di danza che potesse essere la pietra d’angolo delle tre settimane di programmazione soprattutto nel weekend, è stato il Leitmotive di quasi tutte le recensioni che Tuttoggi ha prodotto sul tema balletto al Festival (consulta Spoletofestivalcorner.it), nelle passate edizioni.
Come anche pernicioso è stato in passato programmare per il teatro la recita unica degli spettacoli (spesso i migliori) nel bel mezzo della settimana. Un vero atto masochistico, se non fosse che Ferrara, rinfocolato dal caldo tropicale dei caloriferi comunali che ardono come il sole in agosto all’Havana, butta lì una delle sue massime morali risolutive, “Il Festival è fatto di tanti spettacoli e allora il pubblico può anche un po’ muovere il culo…”. Shake your booty baby, shake!

Se all’epoca di Spoleto52 la regia del “Gianni Schicchi” di Woody Allen riaccese un faro sulla scena internazionale del Festival, a Spoleto55 con queste anticipazioni non mancano i fondamentali per una edizione davvero “Due Mondi style”. Manca solo l’opera. E qui un Ferrara contrito si pente pubblicamente di aver scelto in un primo momento “Le Nozze di Figaro” di Mozart. “Troppo usata e a Gennaio la mettono in scena anche ad Ancona…ci vuole una novità”, e la chiude lì non prima di aver confermato che sarà comunque una grande sorpresa, soldi permettendo visto quello che costa da sempre mettere in scena la lirica. Si spera dunque nelle bocche aperte. Si chiede anche al Maestro cosa ha in progetto per il futuro e Ferrara con concretezza romanesca ” E mica sono una maga…se me lo chiedono rimango volentieri comunque”.

Mecenati in azione- Nel frattempo prosegue imperterrita nel grande “ring” romano la promozione del Festival ad opera dei Mecenati.
Si è tenuto infatti il 14 scorso, e per il secondo anno consecutivo, all’Hotel Rome Cavalieri, un pranzo in onore dei Mecenati del Festival con il Presidente e Direttore artistico del Festival Giorgio Ferrara, assieme alla moglie, l’attrice Adriana Asti e con il Presidente dei Mecenati del Festival Duccio K. Marignoli di Montecorona.
Gli invitati sono stati accompagnati in una visita alla prestigiosa collezione privata del Rome Cavalieri, che si compone di numerose opere d’arte e quadri di grandi maestri, tra cui lo straordinario ciclo pittorico realizzato da Giambattista Tiepolo e Niccolò Bambini, arazzi di raro pregio, sculture, orologi e bronzi.
Il managing director Serge Ethuin ha introdotto il pranzo in stile natalizio nella Terrazza degli Aranci, dalla incantevole vista su Roma. Preparato dall’eccellente cuoco del Rome Cavalieri e coordinato dagli straordinari Concetta e Maurizio sotto la direzione di Barbara Manto, il pranzo si è concluso con un dessert esclusivo dedicato al Festival e ai suoi Mecenati, realizzato dallo chef di fama internazionale Heinz Beck.
Tra le personalità che hanno preso parte alla serata, prima fra tutte, Carla Fendi, main sponsor del Festival cui si deve il recente restauro del Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi, assieme al marito Candido Speroni, l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone, Sandra Carraro, Anna e Tommaso Addario, Marisa Stirpe, Anna Fendi con la figlia Maria Teresa, Raffaella Leone, Gianni Letta con la moglie Maddalena, la senatrice Ada Urbani, l’onorevole Giustina Destro, il produttore e Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con la moglie Jacqueline, Mirella Haggiag Petteni, Felix Terruzzi, Beatrice Bulgari, Maria Teresa Venturini Fendi, Maria Flora Monini sostenitrice storica del Festival, la principessa Doris Pignatelli, Claudia Spadazzi curatrice della Rassegna di Cinema e Psicoanalisi presentata con successo al Festival, l’avvocato Enzo Donnamaria, Arnaldo Sciarelli, Ettore Perrone e Gigliola Salvini presidenti della ditta Brioni, Filippo Casciola e Bruno Gori in rappresentanza del Rotari Club Spoleto, l’architetto Matteo Scaramella del Borgo di Postignano.
E dopo tanto sbrilluccichio un bel calice di bollicine a chiudere il pomeriggio di ieri, non è mancato nelle sale comunali. In attesa dell’Opera s’intende! Brindiam… brindiam… brindiam.

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